Una stella italiana

A livello globale, l'Italia vanta probabilmente più costruttori che piloti famosi nell'ambito del World Rally Championship, con un'importante eccezione, però. Miki Biasion ha vinto il titolo mondiale nel 1988 e nel 1989, e non solo: li ha vinti alla guida di un'auto italiana, l'iconica Lancia Delta, un'auto che ha contribuito a realizzare fin dall'inizio.

Nato a Bassano del Grappa, in Veneto, Biasion ha esordito a bordo di un'Opel, prima di passare a Lancia verso la metà degli anni '80. La sua ascesa ha coinciso con l'introduzione dei regolamenti del Gruppo A, che ben si adattavano al suo stile di guida pulito ed essenziale, a bordo di una vettura che conosceva alla perfezione. Al culmine della carriera Biasion vinceva quasi i tre quarti degli eventi a cui partecipava ed è diventato il secondo pilota, dopo Juha Kankkunen, che ha difeso con successo il titolo mondiale.

Il pilota e l'uomo

Al volante Biasion era veloce e impavido: una grande star dell'automobilismo. Nella vita privata Biasion è sempre stato tranquillo e discreto, un vero gentleman dedito al proprio lavoro, senza grandi clamori. “Alla guida non devi essere insicuro, ma devi comunque sempre mettere in dubbio le tua capacità e cercare di migliorare costantemente,” spiega Biasion, che ha inoltre dichiarato di essere un “architetto mancato”.

Dopo gli anni di campionato però la sua sorte cambiò: nel 1991 non riuscì a vincere neppure un rally con Lancia e nel 1992 passò a Ford, dove riuscì a realizzare compensi da record. Proseguì poi ottenendo il migliore risultato di sempre a bordo di una Ford Sierra RS Cosworth 4X4: il secondo posto al Rally del Portogallo. Nel 1993 vinse il Rally dell'Acropoli con la Ford Escort, la sua unica vittoria con l'Ovale Blu, prima di ritirarsi alla fine dell'anno, con un totale di 17 vittorie WRC e 40 podi sui 78 rally a cui ha partecipato.

Una vita di passione automobilistica

Biasion non ha mai smesso di guidare, anche dopo la conclusione della sua carriera rallistica. Ha infatti affrontato altre sfide, tra cui la gare su camion, aggiudicandosi il titolo mondiale per ben due volte, nel 1998 e nel 1999, dieci anni esatti dopo il doppio titolo WRC. Biasion si è poi innamorato della Dakar (e ciò non ci sorprende, considerato che il suo rally preferito è sempre stato il Safari) e nella maratona che ha attraversato diversi paesi ha guidato veicoli improbabili, compresa la PanDakar, una Fiat Panda adattata per questa sfida straordinaria, ed un camion Iveco nella categoria camion.

Ora, all'età di 63 anni, Biasion ha ancora una collezione di Lancia Delta che guida regolarmente, e partecipa spesso ad eventi classici, come ad esempio il Rally Legend. “Quando lo facevo a livello professionale, le auto erano il mio lavoro” spiega Biasion. “Ora sono felice che le auto siano la mia passione.”

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