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PIRELLI.COM / RACING

Verso il limite
e oltre

“Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto”. Parole di Ayrton Senna, un pilota che ha saputo conquistare un posto nell’Olimpo delle leggende del volante ma anche nel cuore di moltissimi appassionati di motorsport. Perché a ogni giro puntava a fare meglio del giro precedente, a guadagnare un decimo, a pulire una traiettoria, a spostare più avanti una staccata. 

È su passione, impegno, fatica che il motorsport migliora se stesso e fa innamorare il pubblico. Qualità che Pirelli cerca di mettere in ogni sua gomma e che, costruttori come Ferrari, infondono in ogni loro auto da corsa. Dalle monoposto da Formula 1 alle granturismo del Ferrari Challenge.

Era il 1993 quando nasceva il trofeo monomarca di Maranello: da allora, sei GT stradali hanno dato vita alle sei corrispondenti varianti da corsa, gommate con sei modelli specifici di pneumatici. E tutti Pirelli. Queste varianti si chiamano “Challenge”: dalla prima, la 348 Challenge, fino all’attuale 488 Challenge.

Su queste auto, in 26 anni, hanno preso in mano il volante oltre 1.000 piloti, gentlemen driver per la maggior parte; donne e uomini con una vita al di fuori delle competizioni che il sabato e la domenica indossano tuta e casco, calandosi nell’abitacolo delle Challenge. Tutti appassionati di guida, di auto sportive e di competizione. Anche grazie a loro, Pirelli – quale fornitore esclusivo per il Ferrari Challenge – ha avuto l’opportunità di studiare nuove idee e soluzioni in condizioni di guida al limite, quella tipica della pista. Ma non solo: anche i piloti e collaudatori Ferrari hanno contribuito a esplorare questo campo, portando le Challenge in quel territorio nebuloso che è tipico del loro mestiere: il superamento del limite, mantenendo il controllo. “On the limit. Or just over” per usare le parole di Marc Gené, al volante della Ferrari 488 Challenge, durante le Finali Mondiali Ferrari a Monza. Andare a caccia del limite per batterlo è il compito che spetta ai migliori e solo loro sono in grado di fare la differenza, cercando di restare in equilibrio sul filo sottile del controllo, quel momento in cui si chiede il massimo all’auto e si usa ogni millimetro di pneumatico. 

AUTO E GOMME: LA STORIA DEL FERRARI CHALLENGE 
L’auto che ha inaugurato il monomarca è stata la Ferrari 348 Challenge. Derivava dalla 348 TB e TS del 1989, di cui manteneva il V8 da 3,5 litri e capace di erogare 320 CV. Rispetto alla versione stradale, la 348 Challenge era equipaggiata con un kit di cui facevano parte i pneumatici slick, sviluppati appositamente da Pirelli. Il primo pneumatico per il Ferrari Challenge era un 17” con misure differenziate fra anteriore e posteriore (245/620-17 e 265/640-17). Come l’auto, anche le gomme in qualche modo avevano un legame con i modelli stradali: per realizzarle, si usavano gli stampi dei P Zero di normale produzione ma con struttura e mescole dedicate. 

La 348 corse le sue ultime gare nel 1996, affiancata già dalla nuova 355 Challenge. Anche questa derivava dalla berlinetta stradale, compreso il motore che era identico a quello di serie con i suoi 380 CV. Si distingueva per le dotazioni di sicurezza necessarie per l’uso in pista e per le gomme: per quest’auto, Pirelli sviluppò i primi 18” per il monomarca di Maranello, calettamento che restò in pista per oltre 10 anni. 

Nel 2000 debuttò la terza vettura del trofeo, la 360 Challenge che derivava dalla 360 Modena. Rispetto alla stradale, stessa potenza (400 CV) ma minor peso. L’anno successivo vennero introdotte modifiche significative alla 360 Challenge, tanto che la potenza salì a 415 CV. Anche ai pneumatici si iniziarono a richiedere prestazioni importanti ma la generazione di Pirelli nata con la 355 era ancora del tutto capace di rispondere alle esigenze di auto e piloti, quindi ricevette solo un aggiornamento di misure e mescole. 

La 430 Challenge rappresentò una svolta importante per il monomarca: pur erogando gli stessi 490 CV della stradale, aveva ricevuto molte modifiche anche grazie all’esperienza di Ferrari in Formula 1. Per esempio, il primo impianto frenante carboceramico su una Ferrari da corsa, quindi anche i pneumatici ebbero bisogno di una rivisitazione importante: arrivano i primi 19” sia per le slick sia per le rain ma queste ultime diventano di tipo “full wet”, con un disegno dedicato. 

Anno 2010, fu il momento di volgere in versione Challenge l’acclamata Ferrari 458 Italia. Scese in pista con 100 kg in meno e gli stessi 570 CV della stradale ma con una mappatura elettronica specifica e un impianto di scarico racing. Arrivò anche il differenziale posteriore elettronico che richiese una collaborazione importante alle gomme. Così Pirelli adattò misure e mescole, pur confermando il calettamento precedente. 

Nel 2016, anno di nascita della nuova 488 Challenge, sulle piste battute dal monomarca si iniziò per la prima volta a sentire il fischio delle turbine: in 25 anni di storia, la nuova 488 divenne la prima sovralimentata a correre nel Ferrari Challenge. La potenza cresce di 100 CV rispetto alla 458 mentre il tempo del giro sul circuito di Fiorano scendeva di un secondo. Per la 488 Challenge, Pirelli sviluppò nuove misure per rispondere alle prestazioni ancora più elevate dell’auto. 

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