Un regalo di compleanno
incredibile

Magica Montreal
Il Canada ha la consuetudine di offrire gare speciali, come quella del 2011: l’anno del ritorno di Pirelli in Formula 1®.
In una corsa sotto il diluvio, caratterizzata da bandiere rosse e safety car – al punto da entrare nella storia come il gran premio più lungo in assoluto – Jenson Button vinse con la McLaren dall’ultimo posto, in seguito a un testacoda. 
Di tutte le sue vittorie, la considera una delle più memorabili. Ma non è stata la più emozionante in Canada. Questa spetta a Jean Alesi, che conquistò il suo unico successo in un gran premio nel 1995 a Montreal. Nel giorno del suo 31° compleanno.
La maggior parte dei piloti, specie se vince una sola volta, conserva più souvenir possibile dell’esperienza: soprattutto il ‘casco fortunato’. 
Non Jean. Sopraffatto dall’emozione, lanciò il suo casco, completo di kit radio e tutto, al pubblico, mentre celebrava subito dopo il traguardo. Ovviamente, non se ne seppe più niente. 
Jean fu un uomo che ebbe un inizio di carriera esplosivo in F1®, alle calcagna di Ayrton Senna armato solo di una modesta Tyrrell nel 1989 e 1990, ma quando arrivò a guidare per un top team, il francese sembrò per sempre destinato al secondo posto. 

Non più damigella d’onore
Quel risultato sembrava destinato ad arrivare anche l’11 giugno 1995 a Montreal. Ma poi, nel giro 57, la Benetton di Michael Schumacher che era al comando entrò ai box per sostituire il volante, operazione che richiese più di un minuto. Cedendo il comando alla Ferrari. Non a una Ferrari qualsiasi: a quella di Alesi, che portava il celebre numero 27 in precedenza di un altro celebre pilota francese, Alain Prost. Per non parlare, molti altri prima, di Gilles Villeneuve – che a Montreal era considerato un Dio.
“Quando scoprii che Schumacher era rientrato ai box, iniziai subito a piangere”, disse Alesi, che anni dopo il ritiro dalle corse divenne brand ambassador Pirelli. “In effetti, non riuscivo a vedere bene per via delle lacrime, quindi mi dissi di non fare lo stupido. Ma non mi sentivo bene: mi facevano male tutti i muscoli”.
Alesi doveva solo portare la macchina al traguardo, il che non era una cosa scontata 20 anni fa, quando l’affidabilità non era certo quella di oggi. Come ricorda Alesi: “Avevo già visto P1 sul tabellone ai pit, ma mai così vicino all’arrivo!”. 
In effetti, il tasso di ritiri era tale che le due Jordan erano seconda e terza. Ma Alesi aveva già fatto la parte difficile, passando il compagno di squadra Gerhard Berger e la Williams di Damon Hill nella prima parte della gara.
Questa resta ancora una delle vittorie più celebri nella storia della Formula 1®, con l’iconica immagine di Alesi che entusiasta riceve un passaggio ai box dalla Benetton di Schumacher, dopo che la Ferrari era rimasta ferma nel giro di rientro, a secco di carburante.  
“Vincere per la Ferrari è una sensazione speciale; una sensazione che non provi da nessun’altra parte”, disse Alesi. “Non vinci solo per te e per il team. Vinci anche per tutta l’Italia”.
Come molti commentarono allora, questa sicuramente era la prima di molte vittoria. Ma, inspiegabilmente, così non fu. 

La storia si ripete
Sei anni dopo, la stagione 2001 fu l’ultima di Alesi in Formula 1®. Al volante della Prost, arrivò quinto nel Gran Premio del Canada, che fu anche il suo miglior risultato della stagione. Anche in quella occasione, lanciò il casco alla folla, sommerso dalla gioia. E generoso fino alla fine. 
Ma la storia non si è chiusa quell giorno, dato che adesso c’è un nuovo Alesi, che corre con Pirelli. Giuliano Alesi, 16 anni, è pilota Trident nella GP3 Series. E solo tre mesi fa, Alesi Jr è entrato a far parte della Ferrari Driver Academy. Come si dice, la storia si ripete.

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