Se costruisci, verranno

Dopo aver scelto Shanghai come location per il primo Gran Premio di Cina e destinato i rispettivi (mega) investimenti finanzioari, restava solo un problema: il circuito. Gli organizzatori cinesi non erano esattamente preparati in questo campo. La prima opzione proposta è stata Zhuhai: luogo molto noto ma troppo peculiare al GT. Cosa non sorprendente, la FIA ha scartato l’idea: Zhuhai non era adatto, tecnologicamente adeguato né sicuro.

Così l’unica opzione è stata costruire un circuito del tutto nuovo perché le strutture esistenti nella zona erano persino meno adeguate e sottodimensionate di Zhuhai. Ed è quindi entrato in gioco Herman Tilke, i cui lavori precedent includevano Malesia e Bahrain. Il suo compito per la Cina andava un passo oltre: oltre a seguire il solito brief tecnico di lunghi rettilinei seguiti da curve molto lente per favorire i sorpassi, la pista di Shanghai doveva riprendere la tradizione e la cultura cinese. Il tracciato è stato quindi disegnato con la forma dell’ideogramma cinese shàng che significa "sopra" o "salire".  La parola fa parte del nome della città di Shanghai edd esprime in modo eloquente le ambizioni degli organizzatori locali. 

Visto dall’alto, il circuito sembra un fiore. Il lungo rettilineo centrale, sovrastato dall’enorme media centre vetrato al di sopra della pitlane, termina con una stretta curva a destra che si chiude a formare quasi un cerchio completo. La pista è larga per favorire i sorpassi, almeno all’inizio. Le curve sono tutte diverse una dall’altra e rappresentano circa l’80% del tempo sul giro, rappresentando una sfida seria in termini di accelerazione laterale e consumo dei pneumatici. L’altra grande sfida è il meteo, specie dopo che il gran premio è stato spostato dalla fine all’inizio del campionato, dopo le prime edizioni.

Fin dall’inizio a Shanghai sono state registrate velocità medie sul giro oltre i 210 km/h. Nel primo GP del 2004 Michael Schumacher è stato costretto a fare ‘solo’ il miglior giro con la sua Ferrari (a 212,7 km/h) mentre il suo compagno di squadra Rubens Barrichello vinse la gara. Oggi in Cina, con la nuova era turbo hybrid e i pneumatici Pirelli P Zero Purple ultrasoft, quelle velocità saranno molto più elevate. 

Bisogna  tornare al 1982 per trovare un pilota che ha vinto i primi due round del campionato, come Sebastian Vettel, e poi non ha vinto il Titolo. Una bella premessa per la Ferrari, ma a dire il vero la pista di Shanghai ha qualcosa di rosso nel suo DNA. Oltre al trionfo di Barrichello nella gara inaugurale, il GP di Cina è stato vinto altre tre volte dal Cavallino Rampante: da Schumacher nel 2006, da Raikkonen l’anno successivo e da Alonso nel 2013. Da allora, il successo è sempre andato alla Mercedes. Ma negli ultimo quattro anni il vincitore in Cina ha sempre conquisto il Mondiale. Quindi quale parte della storia si ripeterà? 

Continua a leggere