Tributo a McRae,
il campione esuberante

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A bordo di bolidi incrostati di fango, il campione mondiale di Wrc nel 1995, Colin McRae, per anni ha seminato polvere e divertimento, raccogliendo affetto, stima e molto entusiasmo. Un calore che circolava ancora nei giorni scorsi durante la quindicesima edizione di Rally Legend, nella Repubblica di San Marino, che ha celebrato il pilota scozzese, a dieci anni dalla morte, dedicandogli un tributo e una parata. La sua Citroën Xsara Wrc è stata guidata da Kris Meeke, un pilota che Colin prese sotto la sua ala quando era molto giovane e che ha detto: “aver potuto celebrare Colin, che porto nel cuore, guidando la sua macchina e alla presenza della sua famiglia, è stato bellissimo”. Il Colin McRae Tribute è stato un successo e una festa per gli amanti del rally. Come hanno ricordato anche i suoi avversari di un tempo, Colin McRae era soprattutto il suo stile di guida esuberante e aggressivo e il suo carattere generoso. Al Rally Legend hanno partecipato campioni come Sébastien Loeb, Petter Solberg, Miki Biasion, Sandro Munari e l'attuale leader della classifica mondiale, Sébastien Ogier.

McRae ha abituato i suoi tifosi a una guida virtuosa e spettacolare: le auto che guidava erano sempre pronte a sollevarsi da terra come modellini di carta, che si trattasse di piste nel deserto, strade di montagna ricoperte di fango o tracciati imbevuti di acqua. Passato dalla squadra Subaru World Rally Team – con cui vinse come più giovane campione del mondo di rally di sempre – alla Ford con la Focus, per quattro anni, è poi approdato nel 2003 al Citroën World Rally Team. Dopo aver vinto il mondiale a ventisette anni, con la Subaru Impreza 555, si è piazzato tre volte al secondo posto nei mondiali del 1996, 1997 (per un solo punto) e 2001.  

La leggenda di Colin si è costruita nel tempo a forza di gare mitiche e prove di coraggio: traguardi tagliati con macchine massacrate, sbattute contro alberi e fatte ripartire subito, auto spinte al massimo sotto diluvi d’acqua, auto che si cancellavano da sole dentro polveroni alzati nelle curve o nei rettilinei, auto inghiottite dalla neve o dalla sabbia rossa, in un continuo gioco del volante per tenere l’aderenza delle gomme a terra il minimo indispensabile, sfidando la forza di gravità, tra una derapata e un controsterzo, facendo lavorare oltremisura le sospensioni. A fine gara, insieme al copilota, dopo aver slittato con tutte le condizioni atmosferiche possibili, McRae saliva in piedi soddisfatto sul cofano dell’auto o sul tetto della macchina e con una bottiglia in mano innaffiava di bollicine il team. 

Domenica 22 ottobre, per la “Colin’s Parade”, oltre a Kris Meeke alla guida della Citroën, hanno sfilato il pilota belga Thierry Neuville del team Hyundai, Sébastien Loeb alla guida di una Citroën C4 Wrc, Alister McRae al volante della mitica Subaru Legacy (l’auto che guidava Colin a inizio carriera), e il padre di Colin, Jimmy, al volante di una Ford Sierra Cosworth. «È stato un grande risultato essere riusciti a radunare tutti questi campioni per l’omaggio a Colin McRae – ha detto l’organizzatore di Rally Legend Vito Piarulli – e averli portati qui insieme alla famiglia McRae».

Dopo tanti incidenti con auto da corsa che gli si sono accartocciate tra le mani, la prematura morte di Colin McRae avvenne per un tragico incidente d’elicottero nel 2007. Aveva trentanove anni quando l’apparecchio prese fuoco dopo essersi schiantato nei pressi di Lanark, a pochi chilometri dalla sua casa. Insieme a lui c’era il figlio di cinque anni e altri due passeggeri. La notizia della sua scomparsa lascò ammutolito tutto il mondo del rally, sportivi e tifosi che lo avevano applaudito e acclamato infinite volte. 

Con le tipiche tute blu della Subaru e in testa il cappellino Pirelli con la visiera, gli occhi piccoli e ironici, McRae ha avuto sempre il desiderio di sedersi al volante di macchine diverse, tutte di grossa cilindrata, e di farle pattinare in giro per il mondo. Nel 2003, dopo essersi ritirato, ha continuato a correre. Tra i vari circuiti in cui ha continuato a farsi notare, si è classificato terzo di categoria e nono assoluto alla leggendaria 24 Ore di Le Mans al volante di una Ferrari. 

Soprannominato McCrash, oltre ad aver influenzato una generazione di giovani piloti, Colin ha ispirato anche gli sviluppatori di videogiochi di macchine da corsa, dall’inizio degli anni duemila. “Colin McRae Rally” è una serie di videogiochi per computer, Playstation e Xbox, concentrata sul realismo per dare ai ragazzi di tutto il pianeta la possibilità di sterzate dove aveva sterzato lui e correre dove lui aveva battuto tutti gli altri piloti. Il Colin McRae Tribute di San Marino ha mostrato quanto sia ancora forte l’attaccamento del mondo del rally al pilota scozzese. Oltre ai quindici campioni del mondo riuniti al Rally Legend, il padre e il fratello di Colin, hanno partecipato anche la madre Margaret e la figlia diciannovenne Hollie. Tanta polvere negli anni si è depositata sulle auto da corsa, mentre non c’era polvere da levare sul ricordo di un campione ancora vivo, ancora capace di emozionare chi lo ha conosciuto e chi lo ha visto correre.

McRae ha abituato i suoi tifosi a una guida virtuosa e spettacolare: le auto che guidava erano sempre pronte a sollevarsi da terra come modellini di carta, che si trattasse di piste nel deserto, strade di montagna ricoperte di fango o tracciati imbevuti di acqua. Passato dalla squadra Subaru World Rally Team – con cui vinse come più giovane campione del mondo di rally di sempre – alla Ford con la Focus, per quattro anni, è poi approdato nel 2003 al Citroën World Rally Team. Dopo aver vinto il mondiale a ventisette anni, con la Subaru Impreza 555, si è piazzato tre volte al secondo posto nei mondiali del 1996, 1997 (per un solo punto) e 2001.  

La leggenda di Colin si è costruita nel tempo a forza di gare mitiche e prove di coraggio: traguardi tagliati con macchine massacrate, sbattute contro alberi e fatte ripartire subito, auto spinte al massimo sotto diluvi d’acqua, auto che si cancellavano da sole dentro polveroni alzati nelle curve o nei rettilinei, auto inghiottite dalla neve o dalla sabbia rossa, in un continuo gioco del volante per tenere l’aderenza delle gomme a terra il minimo indispensabile, sfidando la forza di gravità, tra una derapata e un controsterzo, facendo lavorare oltremisura le sospensioni. A fine gara, insieme al copilota, dopo aver slittato con tutte le condizioni atmosferiche possibili, McRae saliva in piedi soddisfatto sul cofano dell’auto o sul tetto della macchina e con una bottiglia in mano innaffiava di bollicine il team. 

Domenica 22 ottobre, per la “Colin’s Parade”, oltre a Kris Meeke alla guida della Citroën, hanno sfilato il pilota belga Thierry Neuville del team Hyundai, Sébastien Loeb alla guida di una Citroën C4 Wrc, Alister McRae al volante della mitica Subaru Legacy (l’auto che guidava Colin a inizio carriera), e il padre di Colin, Jimmy, al volante di una Ford Sierra Cosworth. «È stato un grande risultato essere riusciti a radunare tutti questi campioni per l’omaggio a Colin McRae – ha detto l’organizzatore di Rally Legend Vito Piarulli – e averli portati qui insieme alla famiglia McRae».

Dopo tanti incidenti con auto da corsa che gli si sono accartocciate tra le mani, la prematura morte di Colin McRae avvenne per un tragico incidente d’elicottero nel 2007. Aveva trentanove anni quando l’apparecchio prese fuoco dopo essersi schiantato nei pressi di Lanark, a pochi chilometri dalla sua casa. Insieme a lui c’era il figlio di cinque anni e altri due passeggeri. La notizia della sua scomparsa lascò ammutolito tutto il mondo del rally, sportivi e tifosi che lo avevano applaudito e acclamato infinite volte. 

Con le tipiche tute blu della Subaru e in testa il cappellino Pirelli con la visiera, gli occhi piccoli e ironici, McRae ha avuto sempre il desiderio di sedersi al volante di macchine diverse, tutte di grossa cilindrata, e di farle pattinare in giro per il mondo. Nel 2003, dopo essersi ritirato, ha continuato a correre. Tra i vari circuiti in cui ha continuato a farsi notare, si è classificato terzo di categoria e nono assoluto alla leggendaria 24 Ore di Le Mans al volante di una Ferrari. 

Soprannominato McCrash, oltre ad aver influenzato una generazione di giovani piloti, Colin ha ispirato anche gli sviluppatori di videogiochi di macchine da corsa, dall’inizio degli anni duemila. “Colin McRae Rally” è una serie di videogiochi per computer, Playstation e Xbox, concentrata sul realismo per dare ai ragazzi di tutto il pianeta la possibilità di sterzate dove aveva sterzato lui e correre dove lui aveva battuto tutti gli altri piloti. Il Colin McRae Tribute di San Marino ha mostrato quanto sia ancora forte l’attaccamento del mondo del rally al pilota scozzese. Oltre ai quindici campioni del mondo riuniti al Rally Legend, il padre e il fratello di Colin, hanno partecipato anche la madre Margaret e la figlia diciannovenne Hollie. Tanta polvere negli anni si è depositata sulle auto da corsa, mentre non c’era polvere da levare sul ricordo di un campione ancora vivo, ancora capace di emozionare chi lo ha conosciuto e chi lo ha visto correre.

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