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In arrive come un Huracan

Il toro rosso molto pubblicizzato adesso non è l’unico sui circuiti di Formula 1 di tutto il mondo. Infatti troverete anche il celebre toro della Lamborghini come parte dello show, grazie al programma F1 Pirelli Hot Laps, di cui il costruttore automobilistico italiano entra a far parte questo weekend.
La Lamborghini Huracan Evo – basata sulla macchina che nel 2017 ha conquistato il record per le vetture di serie sull’epico Nuburgring Nordschleife, prima di essere battuta dalla Aventador SVJ lo scorso anno – da Silverstone in poi si schiera al fianco delle protagoniste abituali degli F1 Pirelli Hot Laps (AMG-Mercedes, Aston Martin e McLaren). E sicuramente fa un ingresso alla grande: la Huracan Evo produce più di 600 CV dal suo glorioso motore V10, che la catapultano da 0-100kmh in meno di tre secondi. 
Al volante a Silverstone il cinque volte vincitore di Le Mans Emanuele Pirro, che ha conquistato tutti quei successi con Audi: gruppo parente della Lamborghini. 
Dopo aver smesso di correre circa un decennio fa, il 57enne è diventato commissario FIA: un classico esempio di bracconiere che si trasforma in guardiacaccia. Ma lo spirito competitivo non se ne va mai, a giudicare dal modo in cui Emanuele ha affrontato una delle piste più impegnative nel calendario di Formula 1

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Due leggende italiane

Tutte le supercar nel programma F1 Pirelli Hot Laps – che permette alla gente di sperimentare cosa significa essere guidati su un vero circuito di F1 da un pilota durante il weekend di un GP – ovviamente montano i pneumatici P Zero, ma c’è un legame speciale tra Pirelli e Lamborghini.
Dal 1963, tutte le auto create dall’azienda di Ferruccio Lamborghini hanno lasciato la fabbrica di Sant’Agata Bolognese su pneumatici Pirelli – dalla primissima 350 GTV alle ultime che hanno battuto i record al Nurburgring. Lamborghini è uno di un selezionato gruppo di costruttori – tra cui anche la McLaren – che usa solo pneumatici Pirelli come primo equipaggiamento, progettati in parallelo con ciascun modello per adattarsi al meglio alla dinamica delle vetture. È questo percorso di sviluppo condiviso che le rende delle vere armi devastanti in pista.

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Toccato dalla grandezza

Se il brand Lamborghini è nuovo negli Hot Laps, è tutt’altro che nuovo nel motorsport. Assieme a Pirelli, Lamborghini è un nome di primo piano nelle gare GT da molti anni: sia nelle varie Blancpain GT3 series a livello internazionale, sia nel Lamborghini Super Trofeo. Questo campionato dedicato – riconosciuto come il monomarca più veloce al mondo – esiste dal 2009 (in origine con la Gallardo) in partnership con Pirelli. È molto popolare sia per i piloti dilettanti sia per i professionisti, e ha portato molti di loro a livelli top delle gare GT con l’attuale Huracan GT3. Una macchina che condivide il suo DNA con la versione stradale vista a Silverstone. 
Lamborghini ha anche un passato nella storia della Formula 1, come fornitore di motori a sette diversi costruttori tra il 1989 e il 1993. Il suo miglior risultato è stato un podio nel GP del Giappone 1990, grazie ad Aguri Suzuki su una Lola. Ma i risultati non sempre dicono tutto. Uno dei progettisti più noti nella storia della Formula 1 è stato Mauro Forghieri. Dopo essersi fatto un nome in Ferrari, l’ultima monoposto di F1 completa che progettò (telaio e motore) fu la Lambo 291, con cui corse il team Modena nel 1991. Aveva un aspetto radicalmente diverso da qualunque altra ma il motore aveva una sete di carburante insaziabile e il team lottò costantemente per la ricerca di fondi, nonostante il suo evidente potenziale. 
Ma le possibilità erano così chiare che persino la McLaren testò un prototipo McLaren-Lamborghini MP4/8B durante il 1993 a Silverstone e all’Estoril con Ayrton Senna. La storia narra che nel 1994 Senna volesse correre con il Lamborghini V12 progettato da Forghieri; la decisione (disastrosa) della McLaren di scegliere il Peugeot fu uno dei fattori che spinsero Senna verso la sua tragica stagione con la Williams.
“C’era una sola cosa davvero sbagliata con la nostra monoposto”, disse Forghieri della sua ultima creazione Lamborghini del 1991, “che era troppo avanti rispetto al suo tempo...”.
Ma per una decisione casuale, la storia della Lamborghini in Formula 1 avrebbe potuto essere persino più grande. Invece, la Casa italiana sparì in silenzio dalla F1 alla fine del 1993. Fino a oggi.

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