Tim Gajser:
il predestinato del motocross

Tim Gajser: il predestinato del motocross 01

Per molti la passione sportiva è una questione di geni, qualcosa cui non è possibile sottrarsi, un destino. È il caso di un sorprendente giovane campione di motocross, Tim Gajser. Originario di Pecke, nel nord-est della Slovenia, il pilota ufficiale Honda ha compiuto 23 anni l’8 settembre ed è già tre volte campione del mondo: nell’MX2 con Honda Gariboldi nel 2015, l’anno successivo nella stagione d'esordio in classe regina e di nuovo quest’anno a Imola.

Gajser ha iniziato a correre prestissimo. A 18 mesi papà Bogomir lo mette in sella alla sua prima Bmx e a due anni e mezzo è già salito su una Honda 50. Nel 2007 vince il campionato europeo 65 cc, successo che replica nel 2009 però con una più potente 85 cc. A quindici anni si aggiudica, con il team lombardo Silver Action, il titolo Europeo 125 con la KTM e il premio FMI Rookie of the Year, dedicato al miglior esordiente. Sempre nel 2012, infatti, corre per la prima volta in un mondiale, nella categoria MX2, dove a fine stagione gareggia nel Trofeo delle Nazioni con la squadra della Slovenia. Nel 2013 è in pianta stabile nel campionato mondiale sempre in sella a una KTM, questa volta supportata dal team Marchetti Racing, e chiude la stagione al 20º posto. Nel 2014 passa alla Honda nel team Honda Gariboldi e finisce quinto.

Tim Gajser: il predestinato del motocross 02

A diciannove anni la Honda Racing Corporation sceglie Tim Gajser per tornare dopo 20 anni nel motocross e non sbaglia. Il giovane sloveno è il primo pilota ad aggiudicarsi in sequenza MX2 e MXGP, laureandosi campione del mondo MX2 e l’anno successivo conquistando il titolo mondiale MXGP in una stagione d'esordio da record in classe regina. Mentre, infatti, ha conquistato il titolo MX2 nell'ultimo round, Gajser ha indossato la corona della MXGP con tre manche d’anticipo, sottolineando la potenza che lo ha reso protagonista nella sua prima prova in classe regina a cavallo della Honda CRF450RW: 7 vittorie in 7 Gran Premi; diciassette giri veloci; quattordici podi in quattordici GP su quindici gare.

Il 2018 non è un anno fortunato per lo sloveno: cade a Mantova negli Internazionali d’Italia, si frattura la mandibola e salta il primo GP in Argentina. Chiude con il quarto posto e una promessa: “L’anno prossimo lotterò per il titolo”. E Tim Gajser non delude. A Imola, nel caldo fine settimana del 17 e 18 agosto del 2019, giunge sul terreno duro del tracciato costruito a ridosso della collina della Rivazza con 15 manche vinte, 8 secondi posti e ben 6 doppiette. Basta un quinto piazzamento per decretare, con tre GP di anticipo, il pilota sloveno campione del mondo MXGP per la seconda volta. A soli 22 anni, alla terza affermazione iridata degli ultimi cinque anni, conta sul grande vantaggio in classifica e nemmeno una caduta a metà della prima manche vale a fermare la successiva rimonta che lo porta al 5° posto e alla vittoria del mondiale con 664 punti.

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