Storie di carambole,
anche dopo il traguardo

Il GP austriaco è tornato nel Mondiale F1® due anni fa. Vi mancava dal 2003, quando la vittoria di Michael Schumacher con la Ferrari chiuse una sfilza di sette gare disputate in sette anni sul nuovo circuito di Spielberg, inaugurato per la F1® nel 1997. E prima di quell’anno, l’Austria non aveva ospitato il Gran Premio per nove stagioni, lasciando quindi vivo il suo ricordo di gara iperveloce che affondava i suoi natali in qualcosa di addirittura... aeronautico.

Ancora oggi, a mezzo secolo esatto dalla sua prima edizione, c’è chi ricorda il GP Austria come quello dell’aeroporto. Merito, qualcuno sostiene, del mitico Österreichring: tracciato che ospitò il GP austriaco fra il 1970 e l’87. Circuito velocissimo, l’Österreichring, o più comunemente ricordato come Zeltweg dal nome della cittadina più vicina. Circuito che fu teatro di alcune delle pole position e gare più veloci di sempre, con rettilinei a capofitto alternati a curvoni da brivido. Ma la vera motivazione che richiama la storia F1® al volo, con tutto il suo senso di coraggio fino all’eroismo che spesso ne ha fatto la storia, è invece da ricondursi al circuito dell’Aerodromo Hinterstoisser, subito all’esterno della cittadina di Zeltweg. In pratica due rettilinei lunghissimi e paralleli collegati ad altri due, sempre paralleli ma più brevi, da due curve a 90 gradi. A chiudere il circuito: due larghi tornanti. Il tutto in perfetta pianura, come del resto un aerodromo impone. Su questo tracciato, da quasi 180 all’ora sul giro secco nonostante le frenate prodigiose per le curve di cui sopra, la F1® debuttò il 23 agosto 1964. Settima gara di stagione: debutto nel Mondiale di un certo Jochen Rindt, che guidò una Brabham fino al ritiro al 58° dei 105 giri in programma. Gara di grande valore storico: la vittoria andò alla Ferrari di Lorenzo Bandini, e fu la sua unica in carriera.  

A quel punto, l’Austria si trovò indissolubilmente innamorata della velocità. A fine Anni ’60 nacque, adagiato sul fianco di una collina nelle immediate vicinanze di Zeltweg, il circuito permanente dell’Österreichring. La F1®, come detto, vi debuttò nel 1970: pole position del già consacrato Rindt, in fuga nel Mondiale che avrebbe poi conquistato ma senza riuscire a vedere la bandiera a scacchi in quel suo GP di casa, per colpa del cedimento del motore della sua Lotus. Vittoria, anzi doppietta, per la Ferrari: Ickx davanti a Clay Regazzoni. La rincorsa alle velocità folli era lanciata: nel 1987 Nelson Piquet firmerà la pole position con la sua Williams alla vertiginosa media di 255 all’ora. Nessuno batterà questo record, in Austria, per la semplice ragione che quello dell’87 sarà l’ultimo GP disputato sull’Österreichring. Ultimo e funestato da due incidenti al via, per una delle pochissime gare in F1® con tre partenze. Colpa del rettilineo troppo stretto: non soltanto per i canoni di una F1® che si stava modernizzando e pretendeva spazi sempre più ampi. Per la cronaca: vittoria di Nigel Mansell, sempre su Williams.

Austria terra di grandi velocità, ma anche di grandi incidenti, provocati, subìti e anche evitati per il rotto della cuffia. Nel 1978, al termine di un Gran Premio funestato dalla pioggia e con un numero incredibile di uscite di pista e testacoda, lo svedese Ronnie Peterson vi conquistò la sua ultima vittoria su questa terra, quattro domeniche prima dell’incidente che a Monza ne causò la morte. Una collisione resterà per sempre il ricordo della vittoria di tre anni prima, nel 1975. In quel caso l’incidente accadde addirittura dopo la bandiera a scacchi: Vittorio Brambilla, trionfatore con la sua March arancione, arrivò sul traguardo esultando a braccia alzate e la monoposto gli sfuggì finendo di muso nelle protezioni sulla destra, subito dopo il traguardo. Il pilota monzese, al suo unico successo in F1, raggiunse i box senza musetto, che fu recuperato dal pubblico italiano in festa e riportato al pilota, che lo espose nella sua officina per oltre un quarto di secolo.

Dal 1997 riecco l’Austria in campionato, sull’A1 Ring che dell’Österreichring può dirsi versione più moderna ma decisamente più lenta, a causa di salite e discese più ripide. Vi vinse al debutto Jacques Villeneuve con la Williams che a fine stagione lo portò al titolo iridato. Le altre sei edizioni segnarono un sostanziale pareggio fra Ferrari e McLaren: alla vittoria di Hakkinen nel 1998 risponde Irvine con la Rossa l’anno successivo. Poi altri due successi grigio-argento (Hakkinen e Coulthard) e nuovamente due in rosso, con Micheal Schumacher trionfatore nel 2002 e 2003, anni del suo quinto e sesto titolo iridato personale, primo del settimo e finale nel 2004. 

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