La Vera Storia di Stirling Moss: il mitico Pilota Controcorrente

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Stirling Moss compirebbe 91 anni questo 17 settembre, se non fosse mancato in una calda domenica di Pasqua lo scorso aprile. Malato già da tempo, scampato non molti anni fa a una incredibile caduta dell’ascensore in cui si trovava, dalla quale uscì con fratture alle gambe caparbiamente recuperate nonostante la sua non più giovane età. Ecco: la caparbietà fu la cifra di Moss pilota. Caparbietà nell’andare veloce, velocissimo. Nel dare tutto sempre e ovunque, nonostante un incredibile destino che alla fine gli ha sempre negato la gioia più grande: quella di laurearsi campione del mondo di Formula 1.

E’ stato per anni il classico eterno secondo. Quattro volte di fila secondo nel Mondiale F1 (1955, ’56, ’57 e ’58) e terzo nei tre anni successivi, si può dire che Moss il soprannome se l’è guadagnato. Arrivare subito alle spalle di un certo Fangio (gli è accaduto tre volte su quattro) era quasi una vittoria; ma non per lui. Il titolo iridato gli è mancato per una serie di coincidenze, di combinazioni strambe, di un caso spesso irripetibile. E come beffa ulteriore, Moss ha firmato una sequela di record personali non facili da eguagliare: più GP vinti (16) di chiunque altro poi non incoronato campione del mondo; componente del trio storico di piloti (gli altri due sono Phil Hill e Maurice Trintignant) ad avere vinto almeno un GP sia con monoposto a motore anteriore sia posteriore.

A questo palmarès specialissimo va aggiunto il totale di gare vinte fra GP, competizioni Turismo, le prime GT e anche qualche rally: oltre 200. Una quantità eccezionale, per un pilota che ha animato le scene da corsa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino a metà Anni Sessanta.

Chi è stato Stirling Moss? Tanto per iniziare, uno dei pochi piloti che hanno osato misurarsi alla pari con Juan Manuel Fangio, che era la bandiera assoluta delle corse dell’epoca. Al termine del Gp di  Gran Bretagna, sua prima vittoria iridata conquistata ad Aintree nel 1955, il pilota inglese capì che il risultato non era di quelli destinati a passare inosservati. Moss era un brillante 26enne, un ragazzo per i target della F1 dei tempi; Fangio un 44enne in corsa per quello che sarebbe stato il terzo dei suoi cinque titoli iridati. Ed entrambi guidavano una Mercedes, la onnipotente W196.

E il Chueco si era beccato dall’inglese 2 decimi in qualifica, poi replicati precisamente sotto la bandiera a scacchi. Domanda di Moss al rivale: “Mi hai lasciato vincere?”. Risposta dell’argentino: “No: è soltanto che oggi sei stato più bravo di me”. Senza dubbio fra i due era già scintillato il dubbio di una successione più che possibile, qualcosa alla Prost-Senna, o Senna-Schumacher. Certamente Moss aveva un’opinione netta, se una volta, richiesto su quale fosse la vera grandezza del rivale argentino, rispose con candore: “Non saprei: non gli sono mai arrivato abbastanza vicino per capire dove va a mettere le ruote anteriori in entrata di curva”.

Questo ritratto, senza dubbio controcorrente, non sarebbe completo senza una sottolineatura basilare: britannico fino al midollo, Stirling Moss spesso ha snobbato le monoposto più vincente. “Meglio perdere con onore al volante di una vettura britannica – disse - che vincere con una di nazionalità diversa”. Un punto d’onore, confermato anche nella gara che ne segnerà per sempre la carriera: Goodwood 1962, dove Moss affrontò il Glover Trophy con una Lotus preparata dal suo solito meccanico. È la storia di un incidente disastroso: un mese di coma; parte sinistra del corpo paralizzata per mesi.

Quando ci riprovò era passato un anno: ancora una Lotus, ma i tempi non erano più quelli. La decisione fu immediata: basta con le corse. Non in pianta stabile, però. Anche nel 1968 Stirling scese in pista al Nürburgring andando anche forte. Poi ha corricchiato qua e là soprattutto nell’ambiente del Turismo. Continuando a inseguire il Circus dei GP come commentatore televisivo e senza malinconie.

Pilota controcorrente, personaggio non omologabile e proprio per questo diventato simbolo di un’epoca. Pare che per molti anni una delle formule preferite dai poliziotti britannici, in occasione del blocco di un automobilista pescato in eccesso di velocità, fosse  ‘Chi ti credi di essere, Stirling Moss?’. Nello slang di oltre Manica l’appellativo Stirlingmoss è servito a lungo per bollare automobilisti dall’indole un po’ stramba, non esattamente rispettosi del codice. Ma più in genere, nello sport come in altre categorie della vita, quando il tuo nome diventa un modo di dire significa che sei entrato nella storia.


STIRLING MOSS - 17 settembre 1929 - 12 aprile 2020
GP disputati: 66
Pole position: 16
GP vinti: 16
Titoli iridati: - 

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