Silverstone
culla della F1 moderna

Potrà sembrare una di quelle banalizzazioni da ascensore, tipo: nessuno fa il cioccolato come gli svizzeri. Anche perché Italia e Francia, per dire, in quanto a competizioni auto non sono state certo con le mani in mano, e questo già a cavallo fra Otto e Novecento. Ma in quanto a Formula 1® all’Inghilterra dello sport qualche diritto di imprimatur va riconosciuto...

Accade infatti che sabato 13 marzo 1950, a Silverstone -dove domenica 10 luglio si correrà il decimo Gran Premio del 2016- nacque la F1® così come la conosciamo oggi. Cioè con validità di campionato mondiale. Le immagini sono meravigliose. Ritratti di un mondo che stava ritornando a giocare, ad appena cinque anni dal termine di quell’incubo che era stato la Seconda Guerra Mondiale. Piloti vigorosi, in maglietta aderente e capello impomatato. Sull’attenti di fronte di una Elizabetta Seconda di Windsor già imperiale nell’atteggiamento che trasferì a quella giornata storica. 

Appena 24enne, Elizabeth, e non ancora regina: sarebbe stata incoronata di lì a tre anni. E non era ancora ventenne Bernie Ecclestone, il quale di quella giornata molto inglese avrà certamente avuto notizia, visto che stava già sognando una carriera di pilota. Probabilmente nessuno dei due avrebbe immaginato, quel giorno, quella che sarebbe divenuta la lunghezza dei rispettivi regni: sul trono del Commonwealth la regina; ai comandi della F1® Bernie. Due posizioni che resistono ancora oggi, dopo un cammino pieno di evoluzione e di cambiamenti nei rispettivi campi. Silverstone, invece, era già il regno della velocità in tutta Europa: titolo onorifico che mantiene ancora oggi, nonostante uno stravolgimento del tracciato che della suddetta velocità ha salvato abbastanza poco.

Nel corso degli anni, infatti, il circuito ha subito diverse modifiche nel tentativo di limitare il problema dell'estrema velocità.

La prima avvenne nel 1975 quando venne realizzata una chicane sulla curva Woodcote. In seguito, nel 1987, venne modificata anche la curva Bridge.
Ma i lavori più importanti che portarono a una vera rivoluzione del circuito risalgono agli anni ‘90 con l'eliminazione delle storiche curve Stowe, Club e Woodcote che portarono a un significativo rallentamento del tracciato.

La decisione di modificare la configurazione originale del circuito Silverstone non venne gradita dai piloti di Formula 1®, tanto che nel 1997 l'asfalto delle piste venne rifatto e le curve Priory e Luffield furono modificate: la Priory diventò veloce, mentre il complesso Luffield venne ridotto ad una singola curva. Fu inoltre allungata l'uscita della pit lane e colorati di rosso i cordoli della pista.

Le ultime modifiche risalgono alla stagione 2010 quando il circuito venne allungato di 760 metri. A causa di questi lavori, le qualifiche, le prove libere e le gare di Formula 1® vengono temporaneamente spostate sul percorso previsto per la MotoGP.

Infine, nel 2011, la griglia di partenza è stata spostata dalla posizione originale tra le curve Woodcote e Copse e inserita tra le curve Club e Abbey, dove è nata anche la nuova pit lane e il nuovo paddock.

Ai tempi di quegli scatti a un passo dal bianco-nero, con i piloti rispettosissimi dell’etichetta ma ansiosi di buttarsi in pista a giocarsi quello che sarebbe stato il primo GP dell’era iridata, Silverstone non era neanche un circuito. Era un aeroporto. Sei rettilinei, quattro dei quali lunghissimi. Sei picchi di velocità collegati da altrettante curve, alcune da brivido, fino a confezionare il disegno di un boomerang rovesciato e piuttosto squadrato. A quei tempi guidare davvero veloce a Silverstone (ma un po’ in tutti i circuiti dell’epoca) significava ‘lasciare andare’ la monoposto in curva. Spingerla alla ricerca della perdita di aderenza e a quel punto (giacché togliere gas vorrebbe dire perdere improvvisamente carico aerodinamico e quindi partire per la tangente), a quel punto provare al massimo a controsterzare, cioè girare le ruote anteriori verso l’esterno della curva, per bilanciare la tendenza del retrotreno a scivolare verso il largo. 

A Silverstone si guidava proprio così. Gas al massimo e nessuna frenata violenta; tutto il controllo affidato al volante, sempre in bilico fra l’aderenza limite e la resa alla forza centrifuga. Questo, nel tempo, fece del circuito nel Northamptonshire il circuito di velocità per antonomasia. Quel sabato di luglio 1950 (in Inghilterra i Gran Premi si sono corsi di sabato, anziché nella canonica domenica, fino agli anni ‘70, vinse l’Alfa Romeo di Luigi Farina, che a fine stagione si sarebbe laureato primo campione del mondo della F1® moderna. Con pneumatici Pirelli, a completare un trionfo tutto italiano. Ma questa è un’altra storia.

La storia del connubio Silverstone-velocità da vertigine  era invece appena iniziata. Farina conquistò quell’anno anche il record sul giro in gara, a poco più di 151 di media oraria. Fu il via a una escalation di velocità che portò le media sul giro a superare 180 kmh già nel 1966; i 190 l’anno successivo; i 200 nel 1969. Una rincorsa continua e inarrestabile fino ai 246 di media sul giro firmati da Nigel Mansell nel 1987, anno della sua vittoria forse più indimenticabile e conclusione di una parabola che dall’anno successivo in poi ha visto il tracciato inglese mortificarsi con chicane e curve e controcurve inventate per rallentare e per aggiungere sicurezza.

Nel 2015, Silverstone ha svolto il suo ruolo di circuito medio-veloce. Restano un paio di curve al limite: il resto è un misto capace di un record sul giro in gara a quasi 210 all’ora. In Austria, per dire, sul circuito quasi collinare di Spielberg, il giro più veloce è stato a 218 kmh. In Belgio a 224.    

La vertigine, insomma, non è c’è più. Resta la storia.

Il gran premio di Gran Bretagna, insieme a quello d'Italia, è la gara automobilistica sempre presente nel campionato di Formula 1® a partire dal 1950. Negli ultimi anni Silverstone è stata luogo di tantissime vittorie di piloti del Regno Unito. Ricordiamo in particolare John Watson, Nigel Mansell, Damon Hill e Lewis Hamilton con quattro vittorie di categoria.

In tutte le statistiche riferite alle edizioni valide per il campionato del mondo di Formula 1®, il successo della Ferrari è travolgente in tutte le classifiche, dal numero di vittorie alle pole conquistate, dai giri veloci al numero di podi e di punti.

Tra le edizioni più spettacolari c'è quella del 1975 quando una violentissima bomba d'acqua bloccò la gara dopo 55 giri. In corsa sul bagnato rimasero solo sei auto, mentre a causa della pioggia tre vetture di testa andarono in aquaplaning, uscendo di strada nella stessa curva.

Dopo quattro vittorie consecutive di Hamilton, proprio nella tappa di Silversone dell'edizione 2018 del campionato mondiale è stato Sebastian Vettel a strappare lo scettro a King Lewis, guadagnando 8 punti di vantaggio su Hamilton nella classifica piloti e scalzando Max Verstappen dal podio

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