“Siamo solo agli inizi…
del mio sogno”

“Siamo solo agli inzi… del mio sogno” 01

Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione di gare GT? 
“Il nostro mondo è incredibilmente frenetico, grazie al nostro coinvolgimento nel Pirelli World Challenge in America, nei nostri campionati principali in Europa – GT3 con Blancpain GT Series, Sports Club e tutti i campionati GT4, British GT e gli altri – e in Asia con la Blancpain GT Asia Series in forte crescita. Quindi è un programma globale, tutto con Pirelli. 
In Europa abbiamo anche una griglia di 50 macchine nel Blancpain GT Series Endurance Cup, il che è notevole. Quindi il livello di competizione è più alto che mai: abbiamo 11 costruttori, tutti con almeno una vettura con un equipaggio tutto di professionisti top. Penso che non succeda in nessun’altra competizione al mondo e sarà estremamente eccitante. 
Abbiamo qualche macchina in meno nella Sprint Cup, 20, ma il successo è in crescita nel GT4, che ha lo stesso format ma a un costo inferiore. Abbiamo avuto un successo senza pari nella categoria GT4 in Europa e abbiamo dovuto fare una selezione di 47 macchine, il massimo assoluto ammesso dai circuiti.”

Vediamo sempre più costruttori in Blancpain GT series?
“E’ la bellezza del GT3. Abbiamo un numero record di costruttori e per ora, toccando ferro, non ne abbiamo ancora perso uno. I costruttori ci sono e continuano a portare nuove vetture. Quest’anno abbiamo visto la nuova Bentley e la nuova evoluzione della Nissan GT-R – sembra che appena esce un nuovo modello, il costruttore voglia farlo correre. Abbiamo avuto la nuova Ferrari, la nuova Mercedes, la nuova BMW, la nuova Lamborghini. Nuove auto di serie: il nuovo modello GT3. E questo mostra lo stato di salute della categoria.”

Abbiamo visto una crescita di coinvolgimento da parte di Porsche. Che cosa spinge Porsche a un maggiore impegno nel Blancpain?
“Penso che il problema principale che abbiamo avuto in passato era che alcuni costruttori – tra cui Audi, Mercedes, Lamborghini – fossero più presenti nell’ex-FIA GT e nel mondo Blancpain, mentre in particolare Aston Martin, Porsche, Ferrari e Corvette fossero più nel mondo Le Mans. Questa era una vera divisione e avevamo quattro costruttori da una parte e quattro dall’altra. Ma con il successo crescente della GT3, siamo arrivati a eventi sempre più importanti – come la 12 Ore di Bathurst e la 24 Ore di Spa – che, oltre a essere corse clienti, danno anche un ritorno in termini di marketing per le Case. 
Penso che la cosa più importante quest’anno sia che per la prima volta da tanto tempo i tre costruttori che possiamo considerare tra i più importanti nella storia delle gare GT – cioè l’italiana Ferrari, la tedesca Porsche e l’inglese Aston Martin – ritornano qui con vetture di livello mondiale nella categoria Pro. Adesso queste Case sono tutte insieme con noi e penso che questo sia molto positivo.” 

Si dice che prototipi tipo quelli di Le Mans possano avere un look più basato su quello del prodotto. Si deve all’influenza di campionati come il Blancpain GT?
“Ci credo da sempre. Non sono un uomo dei prototipi. Non sono un uomo della Formula 1. Vengo da un mondo che gli americani definiscono di exotic cars. Amo i costruttori prestige, le macchine belle e con un bel sound. Un’auto di base è sempre un’equazione tra i disegni di un progettista e l’algoritmo di un ingegnere. Ho sempre avuto la tendenza ad amare i disegni dei progettisti più che gli algoritmi. Con il balance of performance, siamo riusciti a rispondere all’algoritmo dell’ingegnere e penso ancora oggi che Le Mans avrebbe più successo a livello globale se fosse più dream cars che prototipi. Immaginate se la macchina vincitrice a Le Mans fosse una Aston Martin Vulcan, una McLaren Senna GTR o la Ferrari FXXK – penso che avrebbe un impatto più forte sul pubblico. È la mia opinione, ma è una domanda che deve farsi l’ACO, non io.” 

Questo è un periodo senza precedenti in questa categoria?
“Abbiamo avuto così tanti alti e bassi negli anni! Ma direi che adesso il fatto che abbiamo nelle nostre mani due grandi categorie, non solo la GT3 ma anche la GT4, e che siamo passati da essere una realtà europea a una globale – piccola ma globale – con la presenza in America e un campionato in Asia e l’Intercontinental che ci porta in Australia, no, non è mai stato così, questo è certo. Ma se mi chiedete del mio sogno finale, siamo solo all’inizio…”

Cosa pensa dei nuovi pneumatici Pirelli per questa stagione?
“Da quello che ho visto per ora è troppo presto per trarre una conclusione definitiva, ma  siamo molto soddisfatti. Sembrano ottimi. Le macchine sono più veloci, ma non ho saputo molto in particolare dai team e questo significa che abbiamo un buon prodotto!”

Nel prossimo futuro dobbiamo aspettarci delle novità da SRO?
“Ovviamente, stiamo semrpe lavorando sul nuovo progetto, ma di solito li sveliamo a Spa, e quest’anno non fa eccezione. Quindi dovremo aspettare fino alla 24 Ore per sapere cosa ci riserva il futuro e cosa accadrà il prossimo anno e oltre nel pianeta SRO!”.

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