Sempre più tenere.
Sempre più veloci

Sempre più tenere. Sempre più veloci 01

Due mesi e 28 giorni di riposo quasi assoluto: ci sta, quando vieni da una stagione corsa a tutta velocità. Questa è stata la pausa osservata dalla Formula 1 fra la sera di mercoledì 29 novembre scorso, giorno dell’ultimo test in pista, ad Abu Dhabi, subito dopo il GP finale di campionato, e lunedì 26 febbraio che segna la riapertura ufficiale delle ostilità in chiave 2018. Tempo per riposare testa e muscoli: le tossine accumulate durante il Mondiale 2017, infatti, sono state in quantità proporzionale alla valanga di record battuti in pista lo scorso anno. L’anno più veloce di sempre, l’abbiamo definito più volte. 

I fatti sono noti. Sulla maggioranza dei circuiti, la Formula 1 2017 ha visto i record sbriciolati. Pole position più veloci anche di quattro secondi rispetto all’anno prima. Velocità in curva aumentate di oltre il dieci per cento laddove, nel 2016, già si superavano i 260 all’ora. Curve storiche e da capogiro come Copse a Silverstone o la doppia piega di Pouhon a Spa-Francorchamps con velocità d’uscita a un passo dai mitici 300 all’ora che fino a pochi anni fa erano prerogativa unica ed essenziale dei rettilinei. Merito della nuova aerodinamica delle F1, come da regolamento tecnico introdotto lo scorso anno. Ma anche dei pneumatici allargati del 25% rispetto alle misure in vigore fino al 2016. Più gomma nel senso della larghezza uguale ottimizzata impronta a terra. Quindi maggiore aderenza e trazione: da qui i record. E da qui la stagione che abbiamo più volte raccontato come quella dei record. E oggi, alla vigilia delle due sessioni di test pre-stagione in programma a Barcelona fra il 26 febbraio e il 9 marzo, tutto fa pensare che la corsa all’accelerazione è destinata a proseguire.

Un anno fa la Grande Accelerazione si era mostrata fin dall’inizio di quei test. Già lunedì 27 febbraio, infatti, Lewis Hamilton aveva guidato la sua Mercedes al miglior tempo in 1.21:765. Alle sue spalle la Ferrari di Sebastian Vettel, 1.21:878. Lewis su gomme a mescola soft; Vettel con le medie. Dati tecnici da interpretare, ovviamente, dato che i carichi effettivi di carburante sono arci-segreti e quindi manca la certezza del fattore unificante del peso. Ma fu un dato comunque significativo. Sul circuito di Montmelò, con traiettorie sporche e nessuno strato di gomma a terra a migliorare l’aderenza, l’accelerazione già il primo giorno fu di tre secondi e un decimo rispetto al primo assaggio di un anno prima. E con pnematici di mescole più dura rispetto al 2016.

Sempre più tenere. Sempre più veloci 02

Ecco: le mescole sono la chiave tecnica che ci indirizza ad aspettarci per il 2018 monoposto ancora più veloci. La gamma P Zero F1 di quest’anno si allarga infatti grazie a due nuove mescole: una superhard (che mantiene il colore arancio che da sempre caratterizza la soluzione più dura disponibile) e una hypersoft con il colore rosa. Quest’ultima copertura, provata per la prima volta da tutti i team insieme proprio nei test di Abu Dhabi a fine novembre scorso, ha mostrato un livello di prestazione eccezionale, tanto da spingere il quattro campione del mondo Hamilton (storicamente alieno a profondersi in complimenti ai pneumatici) a definire la hypersoft la ‘migliore gomma mai portata in pista da Pirelli’. È alla gomma rosa, sui circuiti dove verrà schierata, che si legherà la caccia alla pole position, ovvero ai tempi più veloci in assoluto. Ma anche tutte le altre mescole sono quest’anno di uno step più tenere delle corrispondenti mescole di un anno fa, e questo fa pensare a curve sempre più veloci e ancora di più a tempi sul giro destinati a scendere ulteriormente. Svariati commentatori tecnici hanno già dichiarato di aspettarsi tempi sul giro inferiori di un secondo e mezzo, forse due secondi rispetto a un anno fa.

Insomma, la corsa prosegue. L’accelerazione anche. È il destino della Formula 1. È il destino di Pirelli. 

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