Sainz dei tempi

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L’occasione di una vita
Trent’anni fa, fece il suo debutto un pilota di 24 anni che ha segnato la storia del motorsport spagnolo. Non molti avevano sentito parlare di lui a quei tempi e nemmeno lui era sicuro di cosa avrebbe fatto, ma fu subito il più veloce. E poi vinse due Titoli mondiali, entrambi con Pirelli, e divenne uno dei più grandi eroi del paese. 
Quel pilota era Carlos Sainz Cenamor (per distinguersi da Carlos Sainz Vazquez de Castro). Carlos Senior, come è meglio noto, iniziò come pilota da pista più che da rally: solo perché allora era più facile per avere sponsor e poter correre. O piuttosto, meno difficile. “Dovete capire che il motorsport nella Spagna degli anni 80 era piuttosto piccolo”, dice Carlos Senior. “Non avevamo molti circuiti e nel rally c’era solo un piccolo campionato nazionale. Quindi se volevi andare avanti dovevi guardare altrove”.
Ecco come Carlos si ritrovò al via del Rally del Portogallo 1987, al debutto nel WRC su una Ford Sierra RS Cosworth con loghi Marlboro arancio fluorescenti. La stessa azienda di sigarette qualche anno prima aveva dato a Sainz i soldi per correre le finali di Formula Ford in Inghilterra, ma il rally era ciò che aveva sempre voluto fare. E adesso finalmente aveva la sua chance, davanti ai grandi dello sport come Markku Alen, Miki Biasion e Juha Kankkunen. Ma doveva ancora provare tutto. Non sorprende che fosse nervoso.

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Debutto da sogno
“A essere sinceri, allora non ero sicuro delle mie capacità”, dice Sainz. “Ero timido, piuttosto schivo: non sapevo neppure chi fossero i giornalisti più importanti nel campionato del mondo o con chi dovessi parlare. Ma si può sognare… e sognare non costa niente. Ho sempre sognato che forse un giorno avrei potuto guidare come quei grandi contro cui mi confrontavo in quel rally. Se sapevo che ci sarei riuscito? Assolutamente no. Sentivo di avere un certo talento, ma finché non ti misuri con gli altri come fai a sapere se è vero?”. 
Il giovane Carlos si stupì come tutti gli altri per quello che accadde dopo. L’11 marzo 1987, poco dopo le 09:15 del mattino, Sainz e il co-pilota Antonio Boto presero il via del primo stage del Rally del Portogallo con la Sierra RS Cosworth; un tratto di 13 chilometri con superficie mista vicino a Estoril. Solo sei minuti e mezzo dopo, aveva completato lo stage. Più veloce di tutti gli altri. Al debutto. 
“Anche se è molto tempo fa, ricordo ancora adesso le emozioni”, dice Carlos. “Felicità, eccitazione, anche sollievo”. Ma, come suo solito, dato che probabilmente è il più perfezionista al mondo, non era ancora soddisfatto. “Sapevo di poter essere veloce, ma volevo affrontare vere tappe sterrate per vedere di che pasta ero fatto”, sottolinea. “Arrivando dalla Spagna e con esperienza in circuito, la gente si aspettava che fossi veloce sull’asfalto. Ma sullo sterrato?”. 
Non ebbe mai l’opportunità di scoprirlo in Portogallo, dato che la Sierra diede forfait dopo una serie di problemi meccanici: gli ammortizzatori si surriscaldavano, poi perse una ruota, poi partì il turbo. Ma Sainz si era messo alla prova. E le sue esperienze da giovane pilota appena arrivato in uno sport di leggende, con tutti i dubbi e la pressione che la situazione comporta, lo mettono nelle posizione perfetta per fare da mentore a suo figlio Carlos Jr, che segue in molte gare di Formula 1®.

Junior pilota da rally?
Carlos Senior sarà al Gran Premio di Spagna questo weekend, prima di andare la prossima settimana al Rally del Portogallo, per rivivere il suo debutto trionfale di 30 anni fa come commentatore TV. 
Carlos Junior non ha più davvero bisogno della guida del padre, dopo essersi affermato a sua volta come una star. Ma la famiglia Sainz non smette mai di imparare, e Carlos Junior conserva un forte interesse nella carriera del padre: incluso quell’incredibile debutto di 30 anni fa. “A Junior piace molto il rally: ogni tanto proviamo delle macchine insieme e vuole saperne di più”, dice Sainz Senior. “E ovviamente ha chiesto come fu il mio inizio e io gli ho dato tutti i consigli che potevo. Ma non penso si possa paragonare il suo debutto col mio; le circostanze e le pressioni sono molto diverse. La Formula 1® adesso è in uno spettro differente rispetto al rally di allora. Ma alla fine forse una cosa in comune c’è: devi lavorare duro e dare il massimo delle tue capacità. Questo è uguale nel rally e in Formula 1®”.
Tale padre, tale figlio. 

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