Rivoluzione all'università

Rivoluzione all'università 01

Piccolo passo indietro: sono quest’anno in gara monoposto pesantemente evolute nell’aerodinamica (oltre 20% di carico in più rispetto allo scorso anno) e con pneumatici più larghi del 25 per cento. Il risultato di questa trasformazione è stato evidente da subito: i temi sul giro di sono abbassati decisamente. Vantaggi sul giro fra due e tre secondi hanno caratterizzato i test pre-campionato di inizio marzo; quindi tutte le sessioni di prove e qualifica nei primi quattro Gran Premi stagionali, in Australia, Cina, Bahrein e Russia. Gare e circuiti diversissimi, con condizioni ambientali in continuo mutamento. La costanza nel progresso di prestazione dice chiaramente quanto queste monoposto 2017 siano chiaramente più veloci di un anno fa. L’obiettivo dichiarato di questa grande evoluzione tecnica era raggiungere miglioramenti sul giro di circa cinque secondi rispetto al 2015, anni di riferimento del cambio regolamentare. L’obiettivo è raggiunto. E ora si inizia a fare sul serio.

Perché sul serio? Perché la quinta gara del Mondiale 2017 dà il via alla stagione europea del campionato. La temporada -per dirla in spagnolo- di maggiore riferimento, su circuiti storici e molto propensi a offrire punti di raffronto chiari e ripetibili. Perché siamo a maggio e già in Spagna, perturbazioni atlantiche permettendo, si potrebbe incontrare quel caldo estivo che sarà poi la regola da qui ad almeno fine settembre, con Monza e poi Singapore. Un fattore, il caldo vero, che in Spagna innesca altri fenomeni: l’asfalto abrasivo del circuito di Montmelò, combinato con temperature potenzialmente elevate, significa sfida vera sul fronte pneumatici, chiamati ad assicurare massima prestazione tradizionalmente minacciati nella loro durata. 

Rivoluzione all'università 02

E poi: Montmelò... In Spagna, a nord di Barcellona, è proprio in questa piana industrializzata a due passi dal Mar Mediterraneo che la Formula 1® vive uno dei suoi banchi di prova più chiari e rivelatori. Un rettilineo lunghissimo e che finisce in discesa, con velocità di punta superiori a 320 chilometri all’ora, raccorda un tracciato collinare in continua variazione altimetrica, con curve di raggio e disegno dempre diversi e prestazioni richieste di conseguenza. L’assetto aerodinamico e meccanico necessario per andare forte a Montmelò è fra i più complessi. La sfida imposta a monoposto e pneumatici è di massimo livello, e aumenta con l’aumentare delle temperatiure in pista, che possono anche arrivare a sfiorare 50 gradi sull’asfalto.    

Dato quanto visto nei test pre-stagione di fine inverno, non ci sarà troppo da sorprendersi se la pole position per il prossimo GP di Spagna scenderà vicinissima al minuto e 18”. E in questo caso i secondi di vantaggio sulla pole 2015 sarebbero circa 6: quattro di vantaggio rispetto alla pole position di un anno fa che fu in 1’22”000. Tanto per puntualizzare, da inizio 2014 (avvio dell’epoca del motore ibrido) a un anno fa il miglioramento del giro più veloce in gara in Spagna (dato che segna il record ufficiale del circuito) è stato appena inferiore a due secondi. Nelle tre edizioni fra il 2004 e il 2006, ovvero prima dell’inserimento nel layout del circuito di Montmelò della chicane che inidirizza al curvone che anche oggi immette sul rettilineo dei box, il progresso del giro più veloce in gara fu di otto decimi in tutto. Ed erano le F1® più veloci che si ricordano, con motore atmosferico di 2400 cc e peso inferiore di circa 120 chili (già tolto il peso del pilota) rispetto a oggi! E nel 2013, ultimo anno di quella tecnologia e con quel peso tanto ridotto rispetto a oggi, la pole position in Spagna (Rosberg su Mercedes) fu in 1’20”7. Cioè oltre due secondi più lenta di Raikkonen che con la Ferrari ha primeggiato a inizio marzo nei test pre-stagione.
Troppi numeri, forse. Ma è soltanto per dare un’idea dell’incredibile progresso di prestazione offerto dalle monoposto 2017. Monoposto e intera Formula 1® chiamate ora ad affrontare la prima grande verifica di campionato: nel weekend dal 12 al 14 maggio a Montmelò. Sul circuito catalano, autentica università delle corse e soprattutto dei test, va in scena la rivoluzione tecnica che vede quest’anno la F1® certamente più veloce di sempre. Pirelli ci si avvicina con prudenza ma anche con la certezza di mettere a disposizione la sua gamma P Zero di pneumatici che nelle prime quattro gare di quest’anno hanno fornito risultati eccellenti per prestazioni e continuità. Consentendo ai piloti di attaccare più che in passato e quindi di regalare le gare emozionanti e combattute viste finora. 

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