Rallylegend,
i migliori in scena

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Campioni e auto di oggi e di ieri al via.  Sulle strade della Repubblica di San Marino è andato in scena il 17° Rallylegend con rappresentate 25 nazioni.  Diverse le categorie della gara: dal WRC al Legend, passando dal Myth e dall’heritage. Una ventina di selezionate e importanti macchine storiche degli anni Settanta e Ottanta, in livrea originale e “certificate”, vere ed esclusive pagine di storia dei rally e non solo, che hanno sfilato in un circuito nella repubblica più piccola del mondo e che ha contato anche sul supporto di Pirelli. 

SFIDA TRA AUTO E PILOTI DA LEGGENDA 

Fiat 131 Abarth, Lancia Stratos, Opel Manta 400, Fiat 124 Abarth, Saab 96 V4, la rara Alfetta 1800, Fiat Ritmo Abarth Alitalia, Talbot Lotus e altri rari gioielli, sono state guidate da campioni del calibro di Jean Claude Andruet, pilota impegnato in gare mondiali dal 1973 al 1986, specialista dell’asfalto, con tre vittorie a Montecarlo ’73 (Renault Alpine), al Tour de Corse ‘74 (Lancia Stratos) e a Sanremo ’77 (Fiat 131 Abarth), quest’anno al debutto a Rallylegend. Anche Miki Biasion, due volte campione del mondo rally con la Lancia Delta Integrale nel 1988 e 1989, ma in carriera anche campione Europeo e Italiano, oltre che a Federico Ormezzano, quattro volte campione italiano Gruppo 2 tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta e a Tito Cane, campione nel Trofeo Rally Nazionali del 1979, Chicco Svizzero, negli anni ’70 pilota ufficiale Alfa Romeo, e tanti altri.

ALLA GUIDA ANCHE PILOTI DI OGGI

Tanti i piloti del circuito mondiali alla guida delle loro auto da rally, tra i quali: Thierry Neuville su Hyundai i20 Coupè WRC, Andreas Mikkelsen su Hyundai i20 WRC, Craig Breens su Subaru Impreza 555 e suo padre Raymond, con una splendida Mg Metro 6R4.

Ma non solo quattroruote. Andrea Dovizioso, pilota ufficiale Ducati Corse MotoGp e Mattias Ekstrom, il campione mondiale rallycross 2016, anche loro si sono messi alla guida di un’auto da rally. Tra le altre “top stars” di questo Rallylegend anche Gigi Galli, ultimo pilota ufficiale italiano nel Mondiale Rally di qualche anno fa, che ha portato per la prima volta in prova speciale la Kia Rio RX da rallycross del suo team GGRX. Al via anche Ken Block , il pilota statunitense che ha portato la sua Ford Escort Cosworth e  Miki Biasion, due volte campione del mondo rally con la Lancia a fine anni Ottanta e che quest’anno festeggia i quarant’anni dell’inizio della sua folgorante carriera. Non da ultimo, si è presentato in pista anche Tony Fassina, grande pilota di fine anni Settanta alla guida dell’indimenticabile Lancia Stratos bianca, vincitrice del rally di Sanremo. 

Paolo Diana con Mattia Dini e la loro Fiat 131 Racing del 1982 si sono aggiudicati il premio “Pirelli Jump in the Legend”, riservato a tutti gli equipaggi partecipanti, con vetture gommate Pirelli, per i salti giudicati più spettacolari da una giuria posizionata in due particolari punti del percorso. Vittoria in classifica generale di Thierry Neuville, con il navigatore Nicolas Gilsoul sulla Hyundai i20 Coupè WRC, davanti ad Andrea Mikkelsen, con Anders Jaeger, al via con una Hyundai i20 WRC del 2016 del team HMI. Mentre nella categoria Myth, si è imposto Ken Block, con Alex Gelsomino sulla Ford Escort Cosworth del 1994. Giuliano Calzolari, “Lupo” per i rallisti, ha vinto il suo secondo Rallylegend tra le Historic, al debutto con la Porsche 911 SC del 1972 e con Ercolani in equipaggio. Sandro Giacomelli, con Francesco Orian al cronometro, a bordo della Fiat 131 Abarth del 1977, è il vincitore di Rallylegend Heritage.

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