Rally, Makinen: i finlandesi
non possono che migliorare

Rally, Makinen: i finlandesi non possono che migliorare 01

DAL CAMPO AL PODIO

La città di Jyvaskyla, nel centro della Finlandia, è sicuramente un luogo cruciale quando si parla di rally. L'area circostante è dove si svolge il Rally di Finlandia, ovvero la tappa più veloce del World Rally Championship. Ed è anche dove Tommi Makinen è nato e cresciuto, proprio come Juha Kankkunen, quattro volte campione e predecessore di Makinen.

In queste zone si inizia a guidare in giovane età e i piloti perfezionano le proprie abilità sulle veloci piste in ghiaia del Rally di Finlandia. In realtà, Makinen non ha iniziato a guidare un'auto da rally, ma il trattore nella fattoria del padre a Puuppola, a bordo del quale è diventato il campione nazionale di aratura in Finlandia per ben due volte. 

Makinen ha iniziato a gareggiare nei rally all'età di 21 anni e subito ha catturato l'attenzione di Kankkunen e del suo manager Timo Jouhki. Jouhki riuscì anche ad ingaggiare Seppo Harjanne, un esperto co-pilota che portò Timo Salonen al titolo del 1985. Ma non era ancora il momento di Makinen per raggiungere le vetta del rally mondiale. Hannu Mikkola, un altro campione finlandese, lo aiutò a entrare in contatto prima con Mazda, e poi a stipulare un contratto con Nissan, che terminò però con un nulla di fatto.

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IL GRANDE CAMBIAMENTO

La sua grande opportunità arrivò quando Ford gli chiese di guidare una delle sue Escort RS Cosworth nella tappa nazionale del WRC nel 1994, all'età di 30 anni. Makinen, che fino ad allora non era mai salito sul podio, accettò e annientò tutti i concorrenti. A quel punto non fu più possibile ignorare il suo talento, anche se il contratto a tempo pieno che seguì non arrivò da Ford, ma da Mitsubishi, il cui programma di rally era in fase di decollo.

Ciò che seguì fu un rapporto incredibilmente proficuo per entrambe le parti, che si aiutarono a vicenda per diventare campioni. Nessun pilota e nessuna auto nella storia del rally sono state così in simbiosi come Makinen e la Mitsubishi Lancer nelle sue numerose evoluzioni. Gli exploit di Makinen in pista hanno fatto salire le vendite della famosa auto Evo, anche in una edizione speciale uscita con il suo nome.

In quel momento il successo della partnership era senza precedenti nel WRC e Makinen si aggiudicò quattro titoli mondiali consecutivi tra il 1996 e il 1999. Nessun pilota era mai riuscito a vincere più di due titoli così velocemente e con la quarta vittoria Makinen raggiunse il mentore Kankkunen nel numero totale di campionati conquistati.

Ciò che ha reso i titoli di Makinen straordinari è il fatto che essi sono stati conquistati in uno dei periodi più competitivi della storia del rally e la rivalità con Colin McRae e Carlos Sainz ha dato vita a numerosi momenti di spicco.

Come quello di molti finlandesi prima di lui, anche lo stile di Makinen è veloce e intenso, simile a McRae, e le loro sfide si sono spesso concluse con uno o entrambi i piloti finiti fuori strada. Tuttavia, anche se a Makinen manca la coerenza di Sainz, è riuscito anch'egli a raggiungere la vetta nel corso della stagione, con una notevole versatilità su qualsiasi superficie.

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ESPERIENZA SUL CAMPO

Durante la sua prima visita all'estenuante Safari Rally nel 1996, Makinen capì che la velocità non sempre è la chiave della vittoria, e ciò gli permise di emulare nuovamente Kankkunen, diventando il secondo pilota dell'epoca moderna in grado di aggiudicarsi la vittoria al primo tentativo. Un altro punto di forza di Makinen era sicuramente la velocità sull'asfalto, che per Kankkunen e per altri finlandesi prima di lui ha sempre rappresentato un problema importante. Makinen riusciva a vincere praticamente ovunque.

Come nella Formula 1, i campionati Rally possono essere vinti a bordo della vettura migliore, ma una dimostrazione del talento di Makinen, ancor più dei suoi quattro titoli mondiali consecutivi, sono le quattro vittorie di fila nella gara più famosa in assoluto, il Rally di Monte Carlo, a partire dal 1999.

Nel 2000 il Rally di Monte Carlo è stata l'unica vittoria di Makinen, che dovette lasciare lo scettro a Marcus Gronholm, ex agricoltore e finlandese come lui, a bordo della Peugeot 206 WRC, una vettura all'avanguardia tecnologica. Nel 2001, però, Makinen reagì con determinazione e tornò a dominare una gran parte del campionato, anche se Mitsubishi insistette con l'obsoleta Lancer conforme alle specifiche del Gruppo A, quattro anni dopo l'introduzione delle sofisticate World Rally Car da parte dei rivali. La battaglia di Mitsubishi con la propria Lancer WRC, che debuttò verso la fine della stagione, impedì a Makinen di conquistare il quinto titolo e lo portò a passare alla rivale giapponese Subaru per il 2002.

La vittoria al debutto sulla Subaru offrì a Makinen il 24° trionfo WRC, all'epoca un record, anche se questo fu l'ultimo. Fu il momento del cambio della guardia, il suo podio arrivò solamente dopo che all'esordiente francese Sebastien Loeb fu negata la sua prima vittoria a causa di una sanzione per un cambio di gomme non consentito. Loeb riuscì in seguito a superare i record di Makinen, intento a conquistare il nono titolo mondiale consecutivo, seguito da sei titoli in fila ottenuti da Sebastien Ogier.

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IL BOSS

Eppure Makinen ha giocato un ruolo fondamentale nel porre finalmente fine al dominio francese. Dopo il ritiro nel 2003, Makinen è passato dietro le quinte ed ha fondato una società a Puuppola che prepara le vetture da rally Subaru di serie. Dopo più di dieci anni ha stipulato un contratto per organizzare il ritorno di Toyota nel WRC, sviluppando la nuova Yaris WRC e mettendola alla prova, guidandola di persona sulle strade locali. L'automobile si è aggiudicata il secondo evento nel 2017, ha conquistato il titolo costruttori nel 2018 e ha spinto Ott Tanak verso il titolo piloti nel 2019.

Alla guida del proprio team Makinen si è ispirato al precedente responsabile di Mitsubishi, Andrew Cowan. Egli sa bene cosa serve a un pilota per diventare un campione e ciò potrebbe spiegare l'audace decisione di abbinare una coppia di piloti inedita per il 2020.  Makinen è riuscito a garantirsi la presenza di Ogier e lo ha abbinato all'emergente gallese Elfyn Evans e al giovanissimo talento Kalle Rovanpera. Ogier ed Evans hanno portato la Yaris alla vittoria prima che la stagione del 2020 venisse interrotta per la pandemia. Ma quasi certamente, sotto la guida di Makinen, sarà l’outsider Rovanpera, cresciuto a Puuppola, a diventare il prossimo pilota dominerà le competizioni rally.

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