Quello che succede
a Vegas, resta a Vegas

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Sin city

Non c’è altro posto come Vegas, anche se non ti svegli con una tigre nel bagno (ma dovete vedere The Hangover, ambientato a Las Vegas, perché questo riferimento abbia un senso).

La mattina dopo la cerimonia di premiazione organizzata da SRO, il promoter del Blancpain GT Series, al Bellagio Hotel, qualcuno avrebbe potuto ritrovarsi con un animale esotico nei loro bagni. O sposarsi con uno sconosciuto. Forse anche in una stazione di polizia, se fosse andata peggio.

Ma la cosa principale è che tutti hanno trascorso una notte fantastica, per celebrare la fine di una stagione spettacolare.

Il pilota finlandese della Ferrari Toni Vilander – stretto amico della star della Formula 1 Kimi Raikkonen – è stato incoronato campione piloti, mentre la Ferrari ha conquistato il titolo costruttori in America. K-PAX ha invece vinto il titolo team, con la Bentley.

La Mercedes-AMG è stata la prima vincitrice del Blancpain GT World Challenge globale. Questo nuovo titolo combina i risultati dei piloti nei costruttori clienti nel GT World Challenge Europe, America e Asia nel corso di ciascuna stagione. Quindi è stata una serata di stelle.

Le gare al Las Vegas Motor Speedway si sono concluse con una finale in notturna sotto le luci, durante la quale la Bentley è stato il team da battere, grazie ad Andy Soucek e Alvaro Parente, secondi a parimerito in campionato.

È stata solo la seconda volta nei suoi 30 anni di storia che la Blancpain series ha corso a Las Vegas, dopo aver visitato la capitale del gioco d’azzardo per l’ultima volta nel 2000. Come avvenne anche allora, la pista ha utilizzato il suo layout ‘reale, includendo il circuito ovale e quello interno. Il risultato è una sfida complessa a tutto tondo, che premia le macchine e i piloti più versatili.

Londra, Parigi e Las Vegas

In passato, la cerimonia di premiazione ufficiale della Blancpain GT Series si è svolta a Londra e a Parigi. Quest’anno l’asticella si è alzata, con i trofei consegnati a Las Vegas.

Non sono stati solo i vincitori del World Challenge America a ricevere i loro premi, ma anche la maggior parte degli altri campioni delle GT series globali promosse da SRO, come il campionato British GT (vinto da Graham Davidson e Jonny Adam, che hanno anche vinto l’Allan Simonsen Award per il loro quarto Titolo britannico).

Il Bellagio Hotel, sulla celebre Strip, vale un viaggio anche se non dovete ricevere un trofeo. Inaugurato nel 1998, riprende la famosa cittadina sul lago di Como e ridefinisce la stravaganza: solo la cerimonia di inaugurazione si dice sia costata 88 milioni di dollari – 20 anni fa.

La proprietà è appena stata venduta, per la modica cifra di 4,25 miliardi di dollari. Ma li vale, dato che il posto ha 3.950 stanze su 36 piani. E anche 14 ristoranti e una fontana musicale. Qui sono state girate molte scene di The Hangover, ma anche di Ocean’s Eleven. Il posto perfetto per una notte da premio, in altre parole. 

Organizzare lo show

A organizzare questo spettacolo indimenticale è stato il partner di lunga data di Pirelli, SRO, di cui è a capo Stephane Ratel: il promoter di tutti i maggiori campionati GT3 nel mondo. Queste serie utilizzano macchine simili alle supercar che si vedono negli showroom puù esotici, e quasi tutte usano pneumatici Pirelli sia su strada sia in pista.

In totale, nel 2019 SRO ha organizzato più di 100 gare in tutto il mondo su pneumatici Pirelli, inclusa la celebre 24 Ore di Spa, una vetrina per i brand automobilisici più desiderati, con oltre 50 iscritti sulla griglia.

Nel corso della cerimonia di consegna dei premi a Las Vegas, Ratel ha parlato della sua visione del futuro delle gare GT, con Pirelli sempre al centro, ma un nome che dalla prossima stagione non ci sarà è quello di Blancpain, che chiude la sua sponsorizzazione dopo 10 incredibili anni.

A Las Vegas Ratel ha reso omaggio all’azienda svizzera di orologi, che lascia con stile dopo aver passato il test finale in fatto di associazione di brand. Ovunque si vada, dall’America all’Europa, il campionato è sempre informalmente definito ‘Blancpain series’.

E probabilmente sarà ancora così per molti anni a venire... 

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