Quando si dice stella...

Pista abbastanza anonima, piatta come un aeroporto e senza una curva vera eccetto la famosa Curva 3 che qualcuno (con molta molta generosità) ha addirittura paragonato alla leggendaria, superveloce e difficilissima Curva 8 del circuito di Istanbul, uscito dal Mondiale qualche anno fa. A Sochi si correrà quest’anno domenica 1 maggio, e siamo già alla terza edizione in poco più di un anno e mezzo giacché il debutto del tracciato in F1® avvenne nell’ottobre 2014.

PRIMAVERA AL POSTO DELL’AUTUNNO 
L’anticipo della gara dall’autunno alla primavera offrirà quindi una data in calendario diversa dai due anni passati. Ma probabilmente non farà molto più caldo o più freddo: Sochi, ma più esattamente la località di Adler che ospita gran parte degli impianti dei Giochi Olimpici 2014 e ora anche il circuito, è sulle rive dal Mar Nero e gode di qualcosa simile a un’eterna primavera. Per le gare di sci delle Olimpiadi Invernali, ci si dovette arrampicare sulle montagne alle spalle della città, dove -dicono i manifesti turistici- si può sciare fino a maggio inoltrato. Il dubbio è se avremo la fortuna di vedere gare più entusiasmanti da quelle delle due passate edizioni.
 
A Sochi si corre e si scivola, a causa dell’asfalto piuttosto nuovo e poco usato che ha appunto la tendenza a imporre pochissimo grip. Questa superficie poco abrasiva ha avuto, nella due prime edizioni della gara iridata, l’effetto di consumare poco i pneumatici, con il risultato di gare poco movimentate, nel 2015 addirittura con un sol pit-stop per quasi tutti. Vedremo come andrà quest’anno, con le prestazioni delle monoposto nettamente aumentate rispetto a un anno fa e un probabile maggiore affaticamento delle gomme.

MERCEDES NEL DESTINO 
Ma il punto non è questo. Il punto è che, ben da prima di valutare le sue caratteristiche tecniche, il GP russo sembra disegnato su misura per la Mercedes. Uno sguardo all’albo d’oro mostra chiaramente come le due prime edizioni del GP iridato hanno avuto un solo vincitore: Lewis Hamilton. Merito della monoposto tedesca, senza dubbio,  che in ragione dei suoi elevati carichi aerodinamici riesce -su larga scala- a fare meglio lavorare le gomme. Ma qualche ragione va trovata anche... nella storia. Non molti ricordano, infatti, che il primo GP russo dell’era moderna venne disputato nel 2014 non per caso: l’occasione, oltre che per vicinanza con le Olimpiadi di pochi mesi prima, fu scelta anche per festeggiare il centenario del secondo e ultimo GP corso in Russia. Nel 1913 e nel 1914 infatti un Gran Premio venne disputato su un circuito a San Pietroburgo. Vi corsero squadre e piloti internazionali, ma entrambe le volte vinse la Mercedes. Il primo anno si impose un pilota russo, Georgy Suvorin. Nel 1914 fu la volta del tedesco Willy Scholl. Poi la gara venne interrotta a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, cui fece seguito la guerra civile russa che portò alla nascita dell’Unione Sovietica che avrebbe resistito oltre 70 anni.
       
Il destino, quindi, sembra legato al concetto della Stella. La mitica Stella Rossa, uno dei tanti simboli sovietici. E la Stella a cinque punte della Casa di Stoccarda. Quest’anno la tradizione cambierà?...

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