Pirelli, il ritorno
al futuro del rally

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Il Campionato del mondo di rally (WRC) del 2021 segnerà il ritorno di Pirelli. In realtà l’azienda italiana non è mai stata assente, ma questa sarà la prima volta dal 2010 in cui si occuperà di equipaggiare tutti i team e i piloti in gara. Ciò significa un ritorno ai massimi livelli del rally per uno dei marchi più rappresentativi di questo sport.

La storia

La storia di Pirelli nel WRC risale alle origini dello stesso campionato: il marchio italiano conquistò la sua prima vittoria nella primissima stagione del WRC nel 1973, quando Achim Warmbold vinse il Rally di Polonia al volante di una Fiat Abarth 124.

Nelle prime edizioni, il campionato del mondo era riservato ai costruttori, e Pirelli si aggiudicò tre titoli consecutivi dal 1974 in poi con i suoi pneumatici montati sull’incredibile Lancia Stratos. La stessa auto fu in seguito protagonista di una tripletta di vittorie al Rally di Monte Carlo, a opera di Sandro Munari.

Quando nel 1977 venne assegnato per la prima volta un titolo piloti (la Coppa FIA per piloti di rally), il trofeo andò a Munari a bordo della sua Stratos equipaggiata sempre da Pirelli. Seguirono Markku Alen per Fiat e Walter Rohrl, che diventò campione del mondo nel 1980, sempre per il team Fiat. In seguito, quando Ari Vatanen divenne il primo e unico pilota a vincere il WRC nel 1981 come privato (anziché essere ingaggiato da un costruttore), riuscì nella sua impresa con pneumatici Pirelli montati sulla sua Ford Escort.

Dal Gruppo B al WRC

Durante la famosa era del Gruppo B, i pneumatici Pirelli furono montati sulla Lancia 037 che nel 1983 fece vincere al marchio italiano un altro titolo costruttori, nonché sulla Delta, che quattro anni dopo ottenne i primi titoli del periodo del Gruppo A grazie alla guida esperta di Juha Kankkunen

Seguirono altri primati, che videro i pneumatici Pirelli montati sulla prima auto giapponese a vincere il WRC: le Toyota Celica di Carlos Sainz nel 1990 e 1992. Un altro marchio giapponese, la Subaru, conquistò il titolo piloti con Colin McRae, Richard Burns e Petter Solberg, tutti con pneumatici Pirelli.

Il leggendario Sébastien Loeb del team Citroën si aggiudicò persino tre dei suoi nove titoli mondiali da record con i pneumatici Pirelli tra il 2008 e il 2010, il periodo più recente in cui la società è stata il fornitore esclusivo.

Da allora, Pirelli ha continuato a essere il fornitore della categoria secondaria Rally2 per le vetture R5, ma ci sono stati parecchi cambiamenti nella classe superiore. Del resto, l’attuale generazione di auto è la più veloce che abbia mai gareggiato nel WRC. Per arrivare pronta a questo appuntamento, negli ultimi mesi Pirelli ha condotto un intenso programma di test su una Citroën C3 WRC, scelta per rappresentare le esigenze dell’attuale generazione di auto, pur rimanendo imparziale nei confronti dei costruttori che attualmente gareggiano nella serie.

Andreas Mikkelsen, tre volte vincitore di 3 prove del WRC, ha percorso circa 1.400 km a bordo della C3 su fondo sterrato e su asfalto in Sardegna, fornendo ai tecnici Pirelli il suo feedback sui pneumatici-prototipo. I pneumatici per sterrato sono stati presentati ufficialmente a ottobre nella tappa WRC in Sardegna, che ha visto il ritorno di Solberg al volante della C3 nella power stage finale del rally.

La prova più ardua

Nell’ambito degli sport motoristici, il rally continua a essere il test più completo della gamma di prodotti di un costruttore di pneumatici. Ne sono la prova i primi due eventi della stagione, i rally di Monte Carlo e Svezia dove le  condizioni invernali  richiedono, in entrambi i casi, pneumatici speciali che devono essere prodotti appositamente per l’uso in ciascun evento. Pirelli ha già effettuato i test di questi pneumatici in condizioni di neve e ghiaccio durante lo scorso inverno, mentre le squadre li collauderanno a dicembre al termine della stagione in corso.

Il resto del calendario del 2021 include una serie di nuove sfide: un evento sull’asfalto in Croazia ad aprile, un ritorno del rinomato Safari Rally in Kenya a giugno e  del Giappone come tappa finale su fondo asfaltato a novembre. La tappa del Regno Unito potrebbe anche offrire una nuova sfida, visto che si parla dell’eventualità di sostituire le fangose foreste gallesi con le strade asfaltate dell’Irlanda del Nord.

In aggiunta, ci sono le consuete date su sterrato in Portogallo e Sardegna e una doppia dose di eventi ad alta velocità in Estonia e Finlandia, oltre ai ritorni delle tappe nelle foreste del Cile e sull’asfalto ultra scorrevole della Spagna.

Nonostante la vasta gamma di condizioni affrontate, i pneumatici sviluppati da Pirelli consentiranno di coprire il grosso della stagione (tutte le tappe dopo quella di Monte Carlo e della Svezia) con due sole mescole (dura/morbida) sia di pneumatici da sterrato sia di pneumatici da asfalto, oltre a un pneumatico da pioggia per i fondi molto bagnati.

Grazie alle numerose vittorie e alla comprovata esperienza del marchio nel mondo del rally, i migliori piloti del mondo possono essere certi che i nuovi pneumatici saranno all’altezza della sfida su qualsiasi superficie.

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