Pirelli e il GP di Monza:
vite parallele

Show more images

I primi anni

C’è sempre stato un forte legame tra Pirelli e il circuito di Monza, situato a circa 20 minuti dal quartier generale dell’azienda a Milano. Meno, se ci andate in moto o non trovate traffico (un’impresa più ardua, specie durante il weekend del gran premio). Ma non è sempre stato così – dato che Pirelli era una realtà molti anni prima che il circuito di Monza fosse persino pensato.

Giovanni Battista Pirelli fondò l’azienda nel 1872, proprio nel centro di Milano. Allora il motorsport non esisteva neppure e il pneumatico era appena stato inventato. Ma da allora l’industria è cresciuta rapidamente: Pirelli si è trasferita nella sede attuale, nel quartiere Bicocca a Milano, nel 1907 (lo stesso anno in cui conquistò la sua prima vittoria nelle corse, nella gara su strada Pechino-Parigi).

La pista di Monza fu inaugurata solo 15 anni dopo, nel 1922: il terzo circuito permanente al mondo, dopo Brooklands e Indianapolis. La prima gara si svolse nel settembre 1922, con le Fiat 804 gommate Pirelli prima e seconda, grazie a Pietro Bordino e Felice Nazzaro. Fu l’inizio di una splendida relazione.

La stella brilla luminosa

La fama di Monza negli anni seguenti è ben documentata, con l’esplosione dell’interesse per auto e gare. Questo boom fu riflesso anche nella factory Pirelli alla Bicocca, che si ampliò andando a occupare l’intero quartiere; arrivando praticamente ai confini di Monza. 

Alla fine degli anni 30, la fabbrica aveva raggiunto il massimo delle sue dimensioni e negli anni 50 contava più di 12.000 dipendenti. Un vero villaggio, che aveva persino la sua ferrovia per trasportare i prodotti tra i capannoni, inclusi pneumatici da competizione come il famoso Stella Bianca.

Fu un pneumatico che dominò gli albori del GP d’Italia, specie con Alberto Ascari e la Ferrari, prima di essere sostituito dallo Stelvio. In pratica, il P Zero dell’epoca
Il Pirelli Stelvio, usato agli inizi da Juan Manuel Fangio, esiste ancora: ma adesso fa parte della gamma di pneumatici per auto classiche Pirelli Collezione. 
L’ultimo Stelvio è stato progettato per equipaggiare la vettura classica più costosa ed esclusiva al mondo: la Ferrari 250 GTO. Un esemplare è stato venduto l’anno scorso in California al prezzo record di 48 milioni di dollari…

Pirelli commissionò anche la costruzione di un test track rettangolare nella parte interna del circuito di Monza, dopo la ricostruzione della pista all’indomani del GP d’Italia del 1938. Era appena stato ultimato quando scoppiò la Seconda Guerra mondiale, quindi non fu mai utilizzato. Ma è un altro segno degli stretti legami tra le due icone italiane. 

Dove la tradizione incontra il mondo moderno

L’heritage è un valore che Pirelli e Monza condividono. I fans che vengono al GP d’Italia sono sempre affascinati dalla storica Parabolica e da altri segni che ricordano l’illustre passato del motorsport. 

Un altro nome storico che continua a vivere è il Cinturato, sviluppato nel 1952 e chiamato ‘Cintura’ prima di prendere il nome ‘Cinturato’ negli anni 60, molto usato allora su vetture stradali high performance. Oggi indica i pneumatici da bagnato Pirelli che – curiosamente – sono stati protagonisti negli ultimi due anni nel solitamente asciutto GP d’Italia.

L’heritage è qualcosa che si percepisce ovunque in Italia nel weekend del gran premio: gli edifici del quartier generale Pirelli, sempre nello stesso luogo alla Bicocca, sono ultra-moderni ma c’è un richiamo distintivo al suo passato industriale: la struttura in vetro e metallo è costruita attorno a una delle torri di raffreddamento originali della factory del 1922, creando un atrio spettacolare che è il cuore degli uffici Pirelli. 

Anziché fumo e vapore, l’interno di quella torre di raffreddamento adesso ospita un teatro – usato per ospitare conferenze e anche, quanche anno fa, il fan forum del GP d’Italia, che aprì le porte dell’edificio ai tifosi. Tempi e luoghi possono cambiare, ma il legame tra Pirelli e Monza resterà sempre solido – dal GP d’Italia al Monza Rally. Per molti anni a venire.

Continua a leggere