Pirelli e Ferrari, insieme da sempre anche nel Challenge

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Tra le tante storie che si possono raccontare per il 150° anniversario di Pirelli, c’è un capitolo a sé stante, fatto di tecnologia e passione per lo sport, che inizia esattamente a metà della storia Pirelli e che si tinge interamente di rosso Ferrari.

La partnership tra l’azienda fondata da Leopoldo Pirelli nel 1872 e quella creata da Enzo Ferrari inizia con la nascita stessa della Casa di Maranello nel 1947 e si è andata consolidando nel tempo sulle strade e sui circuiti di tutto il mondo. In questa lunga relazione, ricca di successi non solo sportivi, un posto privilegiato spetta al Ferrari Challenge, di cui Pirelli è stato partner e title sponsor fin dal primo campionato, che quest’anno celebra la sua trentesima edizione.
 
Dal 1992, nelle combattutissime gare del Ferrari Challenge Pirelli si sono succedute sette granturismo stradali di potenza sempre maggiore, sette corrispondenti varianti da corsa ancora più sfidanti, sette modelli specifici di pneumatici, in un continuo scambio di esperienze e conoscenze tra pista e strada che hanno contribuito non poco, in termini di sicurezza e affidabilità, all’evoluzione delle soluzioni fornite da Pirelli a tutti gli automobilisti.

“Il Ferrari Challenge – spiega Mattero Braga, Responsabile attività GT Pirelli – è competizione automobilistica ai massimi livelli, ma anche qualcosa in più: in pista con i piloti professionisti scendono anche i gentlemen driver, piloti amatori che lontano dalle gare ben rappresentano i gusti e le tendenze di tanti automobilisti e sono una preziosa fonte di ispirazione per il lavoro dei nostri tecnici. Per il Challenge, gli pneumatici vengono sempre sviluppati in parallelo con la vettura, come avviene spesso per le auto stradali di tutti i nostri clienti, utilizzando nella prima fase il virtual design che aiuta a ridurre le sessioni outdoor e la produzione di prototipi. Il lavoro inizia almeno un anno prima del lancio ufficiale nel Campionato e punta a ottimizzare la guidabilità e la performance per tutti i tipi di piloti, in ogni condizione di asfalto”.

AUTO E GOMME: LE TAPPE DEL FERRARI CHALLENGE

Tutto inizia nel 1992 con la Ferrari 348 Challenge, derivata dalla 348 TB e TS del 1989, di cui manteneva il V8 da 3,5 litri, dotata di 320 CV di potenza. Rispetto alla versione stradale, la 348 Challenge era equipaggiata con un kit di cui facevano parte i pneumatici slick, sviluppati appositamente da Pirelli: un 17” con misure differenziate fra anteriore e posteriore (245/620-17 e 265/640-17). Come l’auto, anche le gomme nascevano dalle versioni stradali: per realizzarle, si usavano gli stampi dei P Zero di normale produzione, ma con struttura e mescole dedicate.

Nel 1996, fu la volta della 355 Challenge, che per un periodo affiancò la 348. Anche La 355 aveva origine dalla berlinetta stradale con la quale condivideva il motore da 380 CV. Differivano le dotazioni di sicurezza, adattate per l’uso in pista. Diverse anche le gomme: un 18” pollici, tra i primi pneumatici di questa misura, sviluppato da Pirelli proprio per il Challenge. Una scelta lungimirante, non solo in pista, dove quel calettamento resistette per oltre dieci anni, ma anche per le soluzioni da strada. Il 18” è diventato lo standard oggi per le auto della fascia premium, ma allora erano dotazione solo da sportive.

GLI ANNI 2000 E L’ARRIVO DELLE TURBINE

Il 2000 segna l’esordio della 360 Challenge derivata della 360 Modena. Stessa potenza di 400 CV, cresciuti a 415 già l’anno successivo, ma peso minore. E le gomme?  Furono necessari solo pochi aggiustamenti in termini di strutture e mescole. I P Zero realizzati per la 360 erano così avanzati da poter reggere le aumentate potenze della nuova berlinetta.
 
Con la 430 Challenge di qualche anno dopo le potenze si impennano: 490 CV uguali a quelli della stradale, ma con tante innovazioni derivate direttamente dalla F1. Tra queste il primo impianto frenante carboceramico su una Ferrari da corsa. Gli pneumatici seguirono l’accelerazione tecnologica: arrivano i primi 19” sia per le slick sia per le rain, che con uno speciale disegno assicurarono prestazioni da “full wet”, aprendo di fatto la strada alla iperspecializzazione delle gomme, secondo gli impieghi.

La Ferrari 458 Italia scende in pista nel 2010, con 100 kg in meno ma gli stessi 570 CV della stradale. Differenti anche la mappatura elettronica, l’impianto di scarico racing e l’introduzione del differenziale posteriore elettronico. Le gomme sono chiamate a fare la loro parte per sostenere al meglio queste novità. Il 19” era ancora all’altezza della situazione, ma gli ingegneri Pirelli lavorarono su mescole e struttura per ottimizzarne le prestazioni.

Il 2016 è l’anno delle turbine, il cui fischio arrivò sulle piste del Challenge con la nuova Ferrari 488, la prima sovralimentata a correre nel monomarca. Rispetto alla 458, la potenza era di 100 CV in più, con tempi sul giro in picchiata. Pirelli sviluppò nuove misure per i P Zero che ben supportarono le prestazioni senza precedenti dell’auto.

I GIORNI NOSTRI E IL 30° ANNIVERSARIO DEL CHALLENGE

La settima regina del Challenge è la Ferrari 488 Evo, arrivata nel 2020, per la quale Pirelli ha sviluppato una gomma completamente nuova. Particolare attenzione è stata data ai materiali e alla struttura delle anteriori per massimizzare l’aerodinamica ottimizzata della vettura.

È con questa granturismo e queste gomme di ultima generazione, che si correrà anche il campionato del trentesimo anniversario del Challenge, che nel tempo dall’Europa, sede delle prime edizioni, ha conquistato gli Stati Uniti e l’Asia, sapendo sempre coniugare la competenza appassionata degli uomini, con le tecnologie più avanzate e sfidanti. Un frammento, tinto di rosso Ferrari, di una storia fatta di continue frontiere da raggiungere e lasciarsi alle spalle, che in Pirelli dura da 150 anni.

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