Pink
ma non Floyd

Pink ma non Floyd 01

Un sigaro a tutti: è nata l’hypersoft
“The band is just fantastic, that is really what I think, oh, by the way, which one’s Pink?” cantavano i Pink Floyd in ‘Have a Cigar’: la terza traccia nell’album leggendario del 1975 ‘Wish You Were Here’, un classico del prog rock, uscito nello stesso anno in cui Niki Lauda vinse il suo primo Titolo in Formula 1.
La canzone era una frecciata all’ipocrisia e alla mancanza di comprensione dell’industria discografica, perché ovviamente nessuno nella band era definito così. Ma era formata dai nomi di due cantanti blues che il vocalist Syd Barrett aveva allora nella sua collezione di dischi: Pink Anderson e Floyd Council.
Ma quando si arriva al Gran Premio di Monaco, la risposta alla domanda ‘which one’s Pink?’ dovrebbe essere immediata: il rosa sarà il pneumatico più veloce. In effetti, il pneumatico più veloce mai visto nella lunga storia della gara più celebre della Formula 1.
Sulla base dei dati raccolti nei test, i tempi sul giro potrebbero persino scendere di un paio di secondi, perché il nuovissimo P Zero Pink hypersoft è a tutti gli effetti di due step più morbido del precedente penumatico più soft usato sulle strade del Principato: il Purple ultrasoft nel 2017.
Quindi la band di pneumatici al Gran Premio di Monaco dovrebbe essere fantastica – ma, a differenza del 1975, è piuttosto facile dire chi è Pink. 

Pink ma non Floyd 02

Evitare The Wall
“And if we tell you the name of the game, we call it riding the gravy train”. Il ‘gravy train’ cui si fa cinicamente riferimento in ‘Have a Cigar’ è il business della musica in generale, in cui molti degli artisti leader si fanno una serie di favori reciproci come parte di un patto di autoprotezione. Quindi niente a che fare con la Formula 1, chiaramente.
Ma c’è un treno molto reale che è importante evitare a Monaco, ed è la coda dietro al leader. Anche se è praticamente un fatto assodato che la gara si decida principalmente il sabato in qualifica, in effetti dal 2014 chi è partito in pole a Monaco non ha vinto. 
Superare è difficile, si sa, ecco perché il Pink hypersoft giocherà un ruolo vitale nel risultato – dato che è solo tirando fuori il meglio dai pneumatici più morbidi che i piloti possono aumentare le loro chance di partire più avanti possibile sulla griglia. 
Una volta che sei indietro, passare è praticamente impossibile, come persino il grande Nigel Mansell ebbe modo di scoprire nel 1992, cercando invano di superare in ogni modo Ayrton Senna. 
Anche se sei sulle Pink, se commetti un errore a Monaco finisci contro The Wall, dove potresti mettere fine al Comfortably Numb.

Wish you were here
“It's a hell of a start, it could be made into a monster, if we all pull together as a team.” Anche le ultime strofe di ‘Have a Cigar’ sono rilevanti per il Gran Premio di Monaco – chi avrebbe mai immaginato che il prog rock potesse essere così istruttivo?   
Un ‘hell of a start’ è garantito: il tratto verso la Sainte Devote è sempre un momento da brividi e, grazie alle Pink hypersoft, quest’anno le monoposto ci arriveranno in massa più velocemente di quanto sia mai avvenuto.
Lavorare bene come team è particolarmente importante perché il motivo per cui il poleman non ha vinto a Monaco dal 2014 è dovuto esclusivamente a quanto accaduto ai box. Nel 2015, Lewis Hamilton fu chiamato per una sosta extra che gli costò la gara, nel 2016 una sosta pasticciata privò Daniel Ricciardo della vittoria, e nel 2017… beh Kimi Raikkonen probabilmente si sta ancora chiedendo come abbia fatto a partire primo e ad arrivare secondo. Pneumatici rosa o no, Monaco sarà ancora una gara che richiede una sosta (e probabilmente una sola) quindi effettuarla nel migliore dei modi farà la differenza tra vincere e perdere. 
Raramente il testo di una sola canzone dei Pink Floyd è stata così profetica, in un weekend in cui tutto ruota attorno al Pink. Domate il mostro e potrete decisamente fumarvi un buon sigaro. 

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