Perchè il pilota più famoso d'Ungheria detiene le chiavi del successo in F1

Perche il pilota piu famoso d'Ungheria detiene le chiavi del successo in f1

Due è meglio di uno
Uno dei piloti più importanti in Formula 1 al momento è un ungherese. È un’affermazione controversa, ma c’è un granello di verità. Zsolt Baumgartner ha corso due gran premi per la Jordan nel 2003 e intendeva correre per il team anche nel 2004, con la sponsorizzazione del gigante petrolifero ungherese Mol. Ma non si arrivò all’accordo  e Baumgartner smise di correre per la Minardi l’anno successivo, nella sua prima e unica stagione intera, con un 8° posto come miglior risultato negli Stati Uniti (suo unico arrivo a punti e primi per la Minardi dopo due anni). 
Ma è quello che Baumgartner ha fatto dopo la fine della sua carriera in Formula 1 che è persino più significativo – e non stiamo parlando del suo periodo nella Superleague Formula che ebbe vita breve…
Baumgartner adesso è uno dei pochi piloti selezionati incaricati di guidare le Formula 1 biposto presenti a diversi eventi europei quest’anno, da quando Liberty Media ha acquisito i  diritti commerciali dello sport.
L’idea è quella di far assaporare ad alcuni ospiti privilegiati cosa significhi girare su una Formula 1, con un paio di mani sicure sul volante. Nel più recente gran premio, a Silverstone, diversi rappresentanti dei media hanno fatto un giro. Come ha detto un noto giornalista, visibilmente emozionato: “Vedi e scrivi di queste macchine così spesso che dai quasi per scontato quello che possono fare. Ma quando lo sperimenti, capisci quanto sia pazzesco questo sport. E quanto siano bravi i piloti.”

L’11° team in Formula 1
Far innamorare di nuovo il pubblico della Formula 1 – persino professionisti induriti – è una delle missioni-chiave di Liberty, e la biposto di Formula 1 è probabilmente lo strumento più potente a disposizione. Nessun’altra esperienza si avvicina di più. Le macchine stesse sono lo stato dell’arte – il design originale è basato sulla Tyrrell 026 del 1998  – ma sono ancora sicure, comprovate e i piloti sono stati scelti in modo specifico per offrire ai loro passeggeri un’esperienza memorabile senza correre rischi. Tra i fortunati passeggeri, anche VIP e celebrità, quindi Baumgartner è a modo suo un ambasciatore per la Formula 1, come Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.
Il programma ‘F1 Experiences’ – come è ufficialmente noto – è gestito dall’uomo d’affari australiano Paul Stoddart, boss della Minardi ai tempi in cui vi correva Baumgartner. Ha una flotta di otto biposto e lo scorso anno ha anche acquistato parecchio materiale per i box dalla defunta Manor, per ricreare l’esperienza e far sentire il più possibile gli ospiti all’interno di una struttura di F1 moderna. Di conseguenza, F1 Experiences è ormai noto come l’11° team di Formula 1.

Più grande è più bello
Il prossimo anno, F1 Experiences vuole essere presente a ogni gara, con il noto progettista di F1 Mike Gascoyne che lavorerà sull’estetica delle monoposto per farle apparire più attuali. Dal 2019, dovrebbero persino girare con i nuovi pneumatici Pirelli da dimostrazione più larghi. Così in futuro, il 36enne Baumgartner – il primo e (finora) unico pilota ungherese in Formula 1 – sarà ancora più indaffarato e l’esperienza per i fortunati ospiti più realistica.
È tutto parte dello spirito di cambiamento che sta attraversando la Formula 1, visto nell’evento London Live prima del Gran Premio di Gran Bretagna, che ha portato tutte le monoposto nel centro della città, al di fuori di un circuito, per la primissima volta. Come previsto, l’impatto sui media è stato colossale. Per Baumgartner, essere parte di un’esperienza unica che porta la Formula 1 a nuovi fans e sperimentare le reazioni degli ospiti quando escono per la prima volta dalla monoposto, è un enorme privilegio. 
La biposto (che utilizza pneumatici da dimostrazione Pirelli) sarà in azione ogni giorno in Ungheria durante il weekend del gran premio, da giovedì a domenica, su una pista dove Baumgartner ha fatto la storia con il suo debutto in F1 14 anni fa. Ma questo è solo l’inizio... 

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