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Spagna, circuito di Montmelò, nord di Barcellona: scatta il Mondiale 2019 di Formula 1. Otto giorni di test pre-campionato: due sessioni di quattro giorni ciascuna, intervallate da una pausa di eguale durata. A fine lavori, nella serata di venerdì 1 marzo, sarà tempo di risposte. Risposte a tante domande: qual è la monoposto che si annuncia più forte?; quanto più veloci sono le monoposto 2019 rispetto a quelle di un anno prima?; che F1 aspettarsi alla vigilia del lungo volo che recapiterà tutti in Australia per il vernissage stagionale del 17 marzo a Melbourne?

Povero chi si illude. Perché i test, di regola, sono fatti più per nascondere che per rispondere. O meglio: team e piloti, la risposta sul valore delle loro monoposto la vogliono, eccome; ma se la tengono ben nascosta. In tutte le guerre, nascondere il proprio potenziale reale al nemico è la regola numero uno. La F1 non fa eccezione. E dato che il cronometro, grande risponditore inappellabile alla maggioranza di queste domande, non concede grandi spazi interpretativi, le tattiche per confondere le idee agli avversari in pista raggiungono raggiungono vertici di fantasia assoluta. Già nel 1987, le allora duellanti McLaren e Williams non volevano scoprire le proprie carte ai test pre-campionato a Rio de Janeiro. Iniziarono a cronometrare i proprio giri davvero veloci non davanti ai box, ma in punti diversi del circuito. Mai più di un giro tirato alla volta. Risultato: nessuno aveva tempi sul giro rappresentativi; la nebbia su chi fosse il più forte era completa.

Oggi la situazione non è cambiata di molto: i valori veri in pista si scopriranno soltanto in corso di stagione. Ma ci sono i pneumatici. E quest’anno i pneumatici di Pirelli presentano parecchie novità. Tre colori in pista, sempre quelli, a rappresentare un numero maggiore di mescole: cinque per i pneumatici slick, e quindi a seconda dei diversi circuiti uno stesso colore rappresenterà mescole diverse, come spieghiamo bene in altra parte. Si viene dalla Formula 1 2017 e dai suoi record sbriciolati su quasi ogni circuito. La tendenza potrebbe proseguire. Ma soprattutto: saranno i pneumatici, prima ancora delle ammissioni dei team, a raccontare chi interpreta meglio le nuove gomme, le nuove mescole. 

Ai team e alle monoposto la potenza e le prestazioni. A Pirelli il controllo: soltanto chi le utilizzerà meglio potrà puntare davvero in alto. Alla pista, alla velocità, il compito di raccontarci come...

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