Una notte al museo

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Dai bollitori su ruote agli hover pods
Ripensate alla vostra idea di museo. Il Museo dell’Automobile di Torino è lontano una vita da un labirinto di oggetti esposti ammuffiti quanto una piscina per bambini dalla Fossa delle Marianne. L’edificio degli anni Sessanta alle porte di Torino è un palazzo delle meraviglie e una delizia per tutto ciò che riguarda l’automobile. Vi porta in un viaggio dove si inizia quasi intuitivamente dal piano superiore e si cammina fino alla fine, ma ne si comprende il senso quando la visita termina e si ritorna in quello che è innegabilmente – e forse con un po’ di delusione – il mondo reale.
Arrivati in alto, tutto inizia con quello che sembra essere un bollitore su ruote, ma in effetti è la primissima “automobile”: una vettura francese del 18° secolo, mossa a vapore. Da lì si entra nel mondo delle auto vintage, formato principalmente da ruote e pedane sovradimensionate e poi si passa nel cocktail glamour degli anni Venti, nei ridondanti e cromati anni Cinquanta, nei veicoli dei figli dei fiori dei Sessanta, fino alle tonalità dei Settanta e alle forme più spigolose degli Ottanta. La visita termina non con l’era attuale ma con uno sguardo al futuro, attraverso le concept car degli anni 90 e 2000, che adesso curiosamente sembrano datate. L’ironia è che le auto del futuro, a idrogeno ed energia solare appaiono come un alcolizzato in riabilitazione, sembrano rappresentare un ritorno a dove tutto ha avuto inizio: affusolate, con piccole ruote e interni ristretti: con la macchina che effettivamente rappresenta un sostituto per il lavoro del cavallo. L’unica cosa con cui la storia può consolarci è che le visioni del futuro di artisti e ingegneri sono quasi sempre sbagliate. Il nuovo millennio è arrivato e andato eppure nessuno usa zaini-razzo o hover pods – nonostante abbiano cercato di convincerci a farlo negli anni 50. 

Mettete il latte nella Fiat
Più di qualunque altra cosa, il Museo dell’Automobile è una celebrazione gioiosamente eclettica di tutto il mondo automotive. E per eclettico intendiamo folle. Una sezione del museo, per esempio, è dedicata ad auto che sono state trasformate in oggetti e ambienti domestici. E così incontriamo una Fiat Panda che adesso è una cucina, e una Fiat 600 che è un frigorifero. Per non parlare di un letto che una volta era un Maggiolino Volkswagen. Lasciando perdere il divertimento – e ci si può divertire per ore, mentre si cammina lungo istantanee che fotografano perfettamente il tempo, che catturano lo spirito di ogni era – c’è moltissimo per catturare i veri appassionati di gare. Qui c’è tutta la storia del motorsport, dalle prime Alfa che dominarono i gran premi alle Formula 1® dell’ultimo decennio: che è difficile definire storiche, ma che di nuovo appaiono sorprendentemente vecchie rispetto alle linee delle moderne F1®. Persino più drammatica dell’evoluzione delle macchine è forse quella dei pneumatici: una sezione nella parte superiore del museo racconta la storia del pneumatico dai primi giorni della gomma solida fissata a cerchi di legno, fino ai moderni modelli low-profile (inventati da Pirelli per la Lancia Stratos) combinati con cerchi in lega leggera.   

Pirelli annuncia i suoi prossimi 110 anni
E così non c’era luogo migliore per Pirelli per invitare i media di tutto il mondo – e degli ospiti speciali del mondo dello sport come il leggendario Alex Zanardi e il boss McLaren Eric Boullier – per celebrare i 110 anni dell’azienda nelle competizioni. E l’ospite più in vista è stata probabilmente l’Itala del 1907 guidata dal principe Scipione Borghese, che vinse la Pechino-Parigi su pneumatici Pirelli e da cui iniziò tutta la storia dell’Azienda. Come ha detto il vice presidente Pirelli Marco Tronchetti Provera: “Siamo nel motorsport da 110 anni, e ci resteremo almeno per altri 110”.
Un impegno importante con il motorsport, e l’intera storia è narrata nel Museo dell’Automobile: una tappa obbligatoria durante una visita a Torino (dove, guarda caso, vengono prodotte le mescole Pirelli per la Formula 1®).

Orari d'apertura:

Lunedi 10-14, pomeriggio chiuso  - da martedì a domenica 10-19 (ultimo ingresso un'ora prima della chiusura)

Come ci si arriva:

Metropolitana, fermata Lingotto; Bus City Sightseeing (linea B, fermata 4); mezzi pubblici, 17-17/-18-34-74-42


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