Mugello: il circuito
delle emozioni

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In condizioni di traffico normali, da Borgo Panigale, vicino Bologna - sede di Ducati - al circuito del Mugello, a Scarperia e San Piero, provincia di Firenze, ci vuole un’ora e qualche minuto. Non è una strada noiosa, di quelle che domani lasceremo volentieri agli ADAS della guida autonoma, anzi. È un percorso da brividi, da pelle d’oca, per ogni appassionato a due e quattro ruote: il Passo della Futa. Logico che Francesco Milicia, 45 anni, Vice President and Global Sales Director di Ducati oltre al circuito del Mugello in sé, quella via leggendaria che attraversa l’Appennino tosco-emiliano l’abbia fatta avanti e indietro un bel po’ di volte: «Certo, noi in Ducati la chiamiamo “la madre di tutte le strade”: spesso e volentieri ci divertiamo a testare e a definire gli ultimi dettagli dalle nostre moto proprio lì, prima che vengano messe in produzione». Tra Borgo Panigale e il Mugello a quale Ducati affidarsi? «Credo di averla fatta con tutte le nostre moto in gamma, ma se devo sceglierne una, ti dirò che probabilmente è l’ultima con cui l’ho fatta, qualche giorno fa. È una moto che lanceremo nei prossimi mesi, non aggiungo di più, ed è stata in assoluto la moto che mi ha dato la goduria maggiore nell’affrontare curve e tornanti della Futa». La stessa goduria che attende i tifosi di Formula1 per la “prima volta” del Gran Premio della Toscana al Mugello.

Una “prima volta” di una gara, perché in passato nel circuito - di proprietà Ferrari - la F1 ha girato spesso per test privati, “assaggi” della bontà di una pista che avevano fatto dire nel 2012 a un entusiasta Mark Webber che 10 giri all’asciutto al Mugello erano meglio di 1.000 giri ad Abu Dhabi. Lo scorso 13 settembre anche i piloti del circo iridato si sono divertiti quanto quelli del motomondiale... anche se è bene ricordare che negli ultimi anni al Mugello si sono divertiti soprattutto i piloti Ducati.

Tre vittorie negli ultimi tre anni in MotoGP, macinando già che c’erano record di velocità sul rettilineo a non finire e celebrando un legame indissolubile tra il rosso di Ducati e il verde delle colline toscane: «Le ultime tre edizioni del Gran Premio d’Italia al Mugello sono state vinte su una Ducati - continua Francesco Milicia - con tre piloti diversi: nel 2017 abbiamo vinto con Andrea Dovizioso, nel 2018 con Jorge Lorenzo, nel 2019 con Danilo Petrucci. La vittoria di Dovizioso nel 2017 poi ha davvero voluto dire tanto: per la prima volta in MotoGP sul circuito toscano vinceva un pilota italiano su una moto italiana. In tutte e tre le edizioni ci sono andato in moto, facendo la Futa, e vedere poi i nostri piloti sotto il podio, ascoltando l’inno italiano… un’esperienza indimenticabile». Ma come mai proprio al Mugello brucia più forte la passione dei tifosi del motorsport? «Per mille motivi, ma anche per l’atmosfera che c’è oltre la gara. C’è anche il famoso hashtag, #almugellononsidorme… quelli al Mugello sono tre, quattro giorni in cui delle placide colline toscane si trasformano in una specie di Woodstock della moto. È una cosa fantastica, indescrivibile a parole». Una passione che fa battere i cuori come un motore unico. È indescrivibile a parole come l’ultima meraviglia di Borgo Panigale, la Ducati Superleggera V4: una serie limitata e numerata di 500 esemplari - presentata a febbraio di quest’anno - che offre un rapporto peso/potenza migliore rispetto ad alcune superbike da competizione, grazie a un’intera struttura portante in carbonio - per limare kg di troppo rispetto alla già estrema Panigale V4 - e un propulsore da 234 cavalli per appena 152 chili in configurazione racing. Pirelli, fornitore esclusivo di Ducati, ha realizzato appositamente per la Superleggera V4 una versione del Diablo Supercorsa SP V3 con un nuovo disegno dei fianchi, layout bimescola al posteriore e spalla in mescola da gara sviluppata nel mondiale Superbike.

«La Superleggera V4 in un certo senso è il coronamento di un sogno - riprende Francesco Milicia - non a caso il video che le abbiamo dedicato sul nostro canale Youtube si intitola “Crafting the dream” e oggi ha quasi tre milioni di view, per dirti quanto il mondo delle due ruote abbia apprezzato e sia legato quasi da una sorta di legame invisibile alle due ruote. La Superleggera V4 è stata la ricerca dell’eccellenza senza se e senza ma, siamo stati volutamente agli antipodi del fare business con un prodotto e abbiamo voluto rifarci a un periodo straordinario del nostro paese, il Rinascimento. In che modo? Cercando di mettere a fattore comune le migliori menti all’interno dell’azienda e non solo, anche le migliori mani, visto che ci sono molti dei passaggi con cui “nasce” una Superleggera V4 in cui c’è una componente manuale importante. Sono tutti elementi che contribuiscono all’unicità del prodotto, semplicemente la migliore moto omologata per girare su strada mai prodotta». Ovviamente Francesco Milicia la Superleggera V4 ha avuto modo di testarla a fondo e la vede così: «È una moto che è espressione perfetta dei valori di Ducati: style, sophistication, performance. L’esperienza di guida della Superleggera in pista è indimenticabile, ma se dovessi sottolineare una sua dote in particolare ti direi la facilità di guida. Va più forte di una Panigale V4 ma è anche più facile da guidare: sia per la leggerezza - mi ha ricordato le 125 cc. con cui ho iniziato ad andare in moto - sia per la stabilità che ti danno le ali (la Superleggera V4 monta sull’anteriore due appendici aerodinamiche, ndr) che permettono fino a 60 kg di downforce sull’avantreno».

Restando in ambito di performance, quali sono le parti più stressate in una competizione motociclistica al Mugello? «Il Mugello ha un rettilineo molto lungo, oltre un km, che naturalmente mette a dura prova i motori. Ducati ha stabilito il primato di velocità al Mugello nella FP3 del GP d'Italia 2019, quando Andrea Dovizioso è arrivato a 356,7 Km/h. C’è un’unica staccata davvero impegnativa che mette alla frusta i freni, che è la San Donato, ma soprattutto è un circuito dove conta tantissimo la pulizia di guida». E cosa cambia se ad affrontare pieghe come “le Arrabbiate” (due curve leggendarie del circuito, ndr) o la San Donato c’è una F1 invece di una moto da gara? “Sono veramente curioso di vederlo anch’io, perché rispetto alle moto i tempi delle F1 al Mugello sono impressionanti. Ai tempi di Michael Schumacher ricordo che alle due Arrabbiate le F1 avevano delle velocità di circa 250 km/h, la differenza di velocità con le moto è tanta. Il record ufficioso di una F1 al Mugello è di Rubens Barrichello, aveva fatto 1’18’’, ma era il 2004..”

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