MOTUL Italian Round – L’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” visto dalle gomme

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E’ il tracciato simbolo delle competizioni a due e quattro ruote: il nome di Imola evoca nei tifosi e negli appassionati di motori storia e tradizione, rese ancora più significative dell’intitolazione a Enzo e Dino Ferrari.

Situato sulle rive del Santerno, l’Autodromo abbraccia al suo interno il Parco delle Acque Minerali e si presenta come un tracciato lungo 4936 metri nella sua configurazione per le gare motociclistiche: ha 9 curve a destra e 13 a sinistra e viene percorso in senso antiorario.
 
La partenza della pole position si trova sul lato sinistro: il raggio delle curve varia da un minimo di 11 metri ad un massimo di 94 e il rettilineo d’arrivo ha una lunghezza di 350 metri.

L’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” si rivela essere un tracciato tecnico e di difficile interpretazione data la complessità di curve e staccate: inoltre la sua percorrenza richiede ottime doti di guida sia sulle due che sulle quattro ruote.

Gli pneumatici posteriori vengono sollecitati soprattutto con temperature medio-basse a causa dell’aggressività del manto stradale, asfaltato nuovamente per il 70% circa della lunghezza nell’agosto 2011: tali lavori di rifacimento e ammodernamento hanno portato inoltre all’acquisizione di un buon livello di grip meccanico.

Il layout estremamente tecnico del circuito di Imola offre una griglia mista per quanto riguarda gli pneumatici anteriori, senza criticità di rilievo per le versioni morbide e robuste: le curve ampie, le staccate decise, le numerose chicane e le pendenze necessitano di uno pneumatico stabile che permetta di resistere a forti sollecitazioni, come nel caso della Rivazza, dove in mezzo secondo il carico sull’anteriore raddoppia, passando dai 125 kg ai 250 kg.

Un altro tratto molto interessante è quello della Curva Tosa, molto lenta, dove lo pneumatico posteriore assume un’impronta a terra assottigliata e allungata: nonostante ciò fornisce la trazione richiesta senza perdere l’aderenza laterale.

Alla Variante Alta il passaggio da un lato all’altro dello pneumatico avviene molto rapidamente, con la temperatura interna che passa da -55° a +55° con una velocità di 100°/s. Nella prima fase di percorrenza della variante lo pneumatico aiuta il riscaldamento del lato opposto della mescola tramite la cintura in acciaio, garantendo così l’efficace passaggio in meno di un secondo. 

L’attuale conformazione del tracciato risale al 2009, con la ridefinizione della nuova Variante Bassa, a conclusione di una lunga serie di lavori di riqualificazione e ammodernamento progettati dall’architetto degli autodromi, Hermann Tilke, e iniziati con la demolizione del vecchio corpo dei box, abbattuto il 19 novembre 2006 con una carica di 700 candelotti di dinamite.

Il complesso intitolato a Ferrari nasce da un’idea di un gruppo di giovani nell’immediato Dopoguerra, quella di realizzare un circuito permanente nella zona del Castellaccio a Imola: il primo nome, infatti, è quello di Circuito del Castellaccio. Il CONI aderisce al progetto con l’obiettivo di realizzare un circuito vero e proprio, denominato Prototipo Coni,  e ideato appositamente per ospitare le gare motociclistiche.

Dopo l’inaugurazione, avvenuta con il Gran Premio CONI il 25 aprile 1953, Imola acquisisce un’importanza strategica nel mondo dei motori: nel 1963 fa il suo esordio anche la Formula 1®, con la vittoria di Jim Clark su Lotus Climax BRM, mentre per la prima gara del Motomondiale bisogna aspettare l’edizione del 1967 del GP delle Nazioni.

Dopo estesi lavori di ristrutturazione e ammodernamento, nel 1979 la F1® ritorna ad Imola con la vittoria di Niki Lauda su Brabham: con il passaggio alla nomea di Gran Premio di San Marino, avvenuta nel 1981, Imola acquisisce fama internazionale, diventando simbolo del mondo delle due e quattro ruote.

Imola è legata con un doppio filo alla Scuderia Ferrari: l’intitolazione al Drake e al figlio maggiore, scomparso negli anni Cinquanta, è il commosso tributo dato dalla Direzione del circuito alla scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta nel 1988.

Imola vive il suo annus horribilis nel 1994, con la scomparsa di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger: le curve del Tamburello e la Villeneuve, teatro dei fatali incidenti, vengono trasformate in due chicane lente, mentre le Acque Minerali vengono dotate di ampie vie di fuga: tali radicali modifiche nel tracciato avvengono contemporaneamente al miglioramento delle norme internazionali per la sicurezza di piloti e addetti ai lavori.
 
Con il nuovo millennio ad Imola si riaccende la fiamma della passione per i motori, grazie al debutto del Mondiale Superbike nel 2001. Anche le quattro ruote tornano in pista tra il 2004 e il 2005, con il Campionato Europeo GT ed il Mondiale FIA GT. 

Dopo gli interventi firmati da Tilke Imola ospita nuovamente i test WSBK nel luglio 2009, prima del tanto atteso ritorno delle derivate di serie nel settembre dello stesso anno.

L’ultima edizione del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike ha visto il dominio indiscusso di Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team), vincitore in gara-1 e in gara-2.

Il nordirlandese si è imposto, al termine di una prima manche divisa in due a causa della bandiera rossa, sul compagno di squadra Tom Sykes e sul ducatista Davide Giugliano (Aruba.it Racing-Ducati SBK Team). In gara-2 Rea sbaraglia la concorrenza, rifilando oltre quattro secondi a Sykes: terzo gradino del podio per il rookie Jordi Torres (Aprilia Racing Team – Red Devils) a oltre 26 secondi di distacco. 

Il dominio Kawasaki lo scorso anno è stato completato anche dalla vittoria in Supersport per Kenan Sofuoglu,  davanti alla coppia MV Agusta Cluzel-Zanetti. Ci sarà spazio anche per il terzo round stagionale della Superstock 1000 FIM Cup e della WIL Sport European Junior Cup.

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