Un rally di montagna | Pirelli

Un rally di montagna

 

 

Lo stesso di sempre... ma diverso

È facile immaginare il campionato mondiale di Rally come lo stesso campionato di sempre. Il nuovo campione mondiale Kalle Rovanpera guida ancora la Toyota GR Yaris Rally 1 numero 69, disdegnando la possibilità di esibire il numero 1 sulla sua auto. I suoi colleghi della Toyota sono esattamente gli stessi dell'anno scorso: Elfyn Evans, Takamoto Katsuta e, a volte anche Sbastien Ogier, otto volte campione del mondo.

Ma l'attento osservatore noterà alcuni cambiamenti significativi. Il precedente campione mondiale, Ott Tanak, è tornato “a casa" da M-Sport: il team che l'ha accolto nel WRC più di dieci anni fa, dopo la sua partecipazione al programma Star Driver di Pirelli. Esapekka Lappi ha abbandonato Toyota per passare a Hyundai, mentre Craig Breen è tornato a Hyundai dopo una stagione con M-Sport. 

Le auto sono state oggetto di una sottile evoluzione e anche i pneumatici installati sulle tre macchine Rally1, la Toyota Yaris, la Ford Puma e la Hyundai i20, non sono proprio gli stessi.

Le auto da rally di ultima generazione, lanciate lo scorso anno, mettono i pneumatici sotto molta pressione. Con una fortissima spinta ibrida in accelerazione, grandi carichi nelle curve in velocità, e le temute condizioni del rally più difficile del mondo, Pirelli ha migliorato ulteriormente la resistenza dei pneumatici da rally per il 2023 per contrastare le condizioni estreme del WRC. L'inizio sarà questo fine settimana a Monaco.

Il "perfect fit"

La famosa gamma di pneumatici Pirelli per tutti i tipi di condizioni (P Zero per asfalto secco, Cinturato per asfalto bagnato, Scorpion per la ghiaia, e Sottozero per neve e ghiaccio) è stata oggetto di modifiche impercettibili ma sofisticate nelle tecniche di costruzione per garantire la massima durabilità.

Potrebbe essere naturale obiettare che queste modifiche non siano necessarie: dei 3.500 pneumatici utilizzati la scorsa stagione su 148.000 chilometri di percorso in 13 rally, sono state registrate solo 41 forature. Ciò significa che ben il 98,8% di pneumatici è sopravvissuto a tutti i problemi possibili, anche sa a volte i cerchioni rotti possono causare lo sgonfiamento del pneumatico a prescindere dalla sua robustezza. 

In ogni caso, gli ingegneri Pirelli hanno ricalibrato il sottile equilibrio tra robustezza e capacità di resistere alle sollecitazioni della strada. Questa è la vera difficoltà di produrre un pneumatico in grado di resistere alle difficili condizioni del rally. Se è troppo robusto, il pneumatico perde la capacità di assorbire i colpi e di dissipare l'energia cinetica, trasferendo questa forza sui componenti del veicolo e sul volante. Se non è sufficientemente robusto, l'affidabilità del pneumatico risulta compromessa. Il punto magico è proprio al centro di questi estremi. E questo è l'obiettivo di tutti i progettisti di pneumatici. 

L'evoluzione delle specie

Quest'anno per migliorare i pneumatici WRC non è stato necessario iniziare da zero: questo era l'obiettivo del 2022. Un ripristino generale, una sorta di viaggio senza precedenti in una nuova era ibrida per il rally. Il livello di azione è stato semplicemente sbalorditivo.

Per il 2023, i componenti sono rimasti invariati mentre è migliorato il processo costruttivo. Preferendo l'evoluzione alla rivoluzione, chi è al volante può installare sul veicolo i pneumatici P Zero e Sottozero per il Rallye Monte-Carlo con la certezza che il prodotto è già affidabile e utilizzabile da subito. 

"I piccoli miglioramenti apportati ai pneumatici ci fanno presumere una stagione senza brutte sorprese", spiega Terenzio Testoni, Activity Manager di Pirelli Rally. "Ci saranno certamente difficoltà e imprevisti legati alla maggiore potenza e al peso dei veicoli ibridi, che mettono i pneumatici sotto grande pressione. Ma tutti hanno maturato ad oggi un anno di esperienza, e sarà elettrizzante vedere come andranno le cose".

Questo è proprio un eufemismo. È davvero difficile scegliere un partecipante come favorito quest'anno. 

Giochi di neve

Un'altra previsione impossibile è quella che riguarda le condizioni meteorologiche per il Rally di Montecarlo di quest'anno. Mentre in tutta Europa l'inverno è stato per ora stranamente mite (ci sono molti sciatori delusi in giro), in base alle previsioni tutto questo è destinato a cambiare per il weekend del Rally di Montecarlo, con temperature in forte discesa e forti nevicate. Se questo si verificasse tra il recce e il rally, l'evento si trasformerebbe in una vera e propria lotteria, dato che i conducenti si affiderebbero alle note prese in condizioni di asfalto secco e i consueti punti di riferimento risulterebbero nascosti. 

Complessivamente, ci saranno 325 chilometri di asfalto di gara, neve e ghiaccio, da coprire in quattro giorni per testare appieno la nuova formulazione dei pneumatici P Zero e Sottozero.L'unico momento tranquillo sarà il rifornimento nei pressi del famoso porto di Monaco.

Tutto come al solito per i conducenti quindi? Non ci contate. Tutti eccetto Rovanpera o Toyota punteranno a una rivoluzione quest'anno, non semplicemente a un'evoluzione.Potrebbero essere fortunati. L'avventura inizia proprio adesso.