Mika Hakkinen: Vita, Carriera e la Rivalità con Schumacher

Show more images

Buon compleanno, Mika Hakkinen. Gli anni sono 52: poco più di 20 dal doppio titolo iridato Piloti conquistato nel 1998 e ’99; un quarto di secolo esatto dall’incidente terribile che fra i marciapiedi di Adelaide nel 1995 minacciò di cancellarlo dal file dei piloti in attività.

L’incidente

Tutto accade in una frazione di secondo. In una delle poche curve veloci del circuito nel sud-ovest australiano, teatro quell’anno del suo 11° e ultimo GP prima di cedere la titolazione a Melbourne, la McLaren esce violentemente di traiettoria, rimbalza su un cordolo e parte in un testacoda aereo prima di sbattere con violenza inaudita. Vista da lato pista, la monoposto non appare tanto danneggiata.

Dalla parte delle barriere il danno c’è ma è soprattutto il pilota a riportare il peggio: trauma combinato toracico e alla testa, lingua quasi recisa nell’impatto,ricovero immediato in ospedale per una degenza molto lunga. L’incidente è avvenuto in prova: Hakkinen era comunque già qualificato ma non prende il via alla gara e il quadro clinico fa temere che non partirà più in nessun’altra. Ma Mika è di stoffa finlandese: dura e resistente. Se la cava e al via della stagione successiva è di nuovo in pista: sempre con la McLaren motorizzata Mercedes, ma con a fianco il nuovo arrivato David Coulthard che -si pensa- dovrebbe facilmente riuscire a oscurarlo.

L’epoca d’oro

Hakkinen ci mette un bel po’ a ritrovare lo smalto. Ha la McLaren solidale dalla sua parte, che gli dà tutto il tempo necessario. Ma il Mondiale ’96 non gli regala più di quattro terzi posti, tutto concentrati dall’estate in poi e testimonianza anche del progresso tecnico della monoposto. Poi dal 1997 l’epoca d’oro del pilota può prendere ufficialmente il via.

Mika non solo non è meno veloce di Coulthard, ma di base gli sta davanti dall’estate in poi. Vince per la prima volta a Jerez de la Frontera, ultima gara annuale, e il fatto che il successo arrivi perché Jacques Villeneuve gli lascia strada (opportunamente istruito dal muretto Williams: ringraziamento per una precedente gentilezza di questo tipo) non offusca questa prima assoluta. ‘Prima’ che in un certo senso gli mette le ali.

Il titolo iridato 1998 arriva sull’onda di una superiorità complessiva della Mercedes, e Coulthard non fa meglio del terzo posto con poco più della metà dei suoi punti. Nel ’99 il divario si allarga: Mika soffia il titolo a Irvine con la Ferrari grazie a un colpo di reni nell’ultimo GP, in Giappone, e il suo compagno non va oltre il quarto posto in campionato, sopravanzato anche da Frentzen con la Jordan.

La rivalità con Schumacher

Ormai all’interno di McLaren non è più questione di  riconoscere gli equilibri interni: sono chiarissimi. Anche nel 2000, anno del primo di cinque titoli di fila firmati Michael Schumacher e Ferrari, Hakkinen è il suo unico rivale, con la perla di una vittoria a Spa-Francorchamps destinata a restare nella cineteca dei gesti eroici di sempre. Accade infatti che nella lunga volata finale per la vittoria Schumi si trova a doppiare la BAR-Honda di Ricardo Zonta. La raggiunge in piena velocità sul lungo rettilineo che segue la salita del Raidillon: Hakkinen è dietro la Ferrari, vicinissimo.

Schumacher prende quindi la scia del brasiliano e lo supera a 270 all’ora sulla sinistra, ma Mika gioca il tutto per tutto e si tuffa alla destra della BAR, incurante dei pochi centimetri di margine che gli restano prima di mettere le ruote esterne sull’erba e probabilmente finire in testacoda a quella velocità pazzesca. È sorpasso: uno dei più emozionanti di sempre. Alla fine, dal secondo gradino del podio, Michael fatica quasi a capire dove il rivale sia passato e dove abbia preso tutto quel coraggio.

Il finlandese volante

In pratica è l’ultimo grande gesto. A fine 2001 Hakkinen scompare dalla F1. La riservatezza granitica del pilota fa trapelare soltanto che ora vive a Montecarlo, con la moglie Erja (conosciuta in ospedale dopo il famoso incidente del ’95) e un figlio. Quando riappare nel paddock, Mika non è più smilzo come un tempo, e non è neanche più sposato. Oggi è una presenza saltuaria attorno ai Gran Premi: commenta abbastanza spesso per la TV del suo Paese. Ma resta con un posto ben fisso nella memoria collettiva della F1: è e resta il Finlandese Volante.


MIKA HAKKINEN - nato il 28 settembre 1968
GP disputati: 161
Pole position: 26
GP vinti: 20
Titoli iridati: 2 (1998, ’99)

Continua a leggere