Mercedes:
la regola del 3

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Il campionato del mondo, lato Costruttori, finisce così con quattro gare di anticipo rispetto a fine campionato. Roba da tempi d’oro della Ferrari, che a inizio anni Duemila portava i titoli a Maranello a metà estate. E buon per la il mondo F1®-dipendente che la battaglia per il titolo Piloti continua con lo scontro in famiglia fra Nico Rosberg e Lewis Hamilton, altrimenti ci sarebbe già da andare in settimana bianca.

Congratulazioni quindi a Mercedes. La loro macchina-da-guerra è il punto di riferimento della nuova Era Ibrida dei Gran Premi. Da quando il nuovo propulsore supportato dai sistemi di recupero dell’energia ha debuttato in gara, a inizio 2014, la lotta in pista ha preso presto i connotati del team di Niki Lauda, Toto Wolff e C.. Ma congratulazioni anche a Pirelli: i pneumatici P Zero hanno sempre assecondato al meglio le necessità tecniche delle monoposto grigio-argento.

Con questo successo nel Mondiale, la P Lunga chiude anche una ‘falla’ che origina addirittura agli anni Cinquanta del secolo scorso. In quel decennio iniziava la Formula moderna, quella con valenza iridata. Di quel primo anno, il 1950, solo due realtà tecniche vive oggi erano già presenti: Ferrari e Pirelli. I pneumatici italiani fecero la parte del leone per ben quattro anni: Farina e Fangio campioni con Alfa Romeo nel 1950 e nel ’51; Alberto Ascari iridato con il Cavallino Rampante nei due anni successivi. Per tutti un unico denominatore comune: Pirelli. E i nostri pneumatici hanno continuato a vincere anche negli anni successivi: nel 1954 sempre con Fangio e con Maserati; nuovamente con il cinque volte iridato argentino nel 1957, anno del suo ultimo trionfo iridato e nuovamente con Maserati.

Ma in mezzo a questi successi c’è il buco nero marchiato Mercedes. Con le monoposto tedesche, infatti, il solito Fangio dominò i Mondiali 1954 e ’55. Resta, della prima di queste due stagioni, la consolazione parziale delle prime due gare vinte dal campione argentino al volante di una Maserati, e quindi con le nostre gomme. Ma il grosso dei successi, quelli che portarono la Casa di Stoccarda ad abbandonare la F1® a metà degli anni Cinquanta e per manifesta superiorità, furono concretizzati sempre da Fangio, ma con pneumatici della concorrenza.

Oggi la ‘falla’ è sanata. Pirelli ha assicurato a Mercedes un grande contributo alla conquista di questo terzo titolo iridato consecutivo, e si tratta di un valore tecnico e tecnologico che le vetture della Stella condividono con i pneumatici italiani anche sulle strade di tutti i giorni. E con i modelli più ambiziosi per prestazioni, allestimento, livello di mercato. Spesso le Mercedes di grado più prestige si sposano con le nostre gomme e tutti i maggiori Saloni espositivi lo dimostrano con un numero di omologazioni sempre crescente.

Onore a Mercedes, quindi: lo ripetiamo. E qui si conclude il secondo triennio di Pirelli in questa sua nuova storia nei Gran Premi. Le prime tre stagioni andarono in porto sotto il segno del dominio Red Bull; ora stesso record da parte di Mercedes. E siamo pronti a un nuovo triennio: quello che vedrà Pirelli parter tecnico della F1® fino a tutto il 2019. Continueremo con questa regola del 3? Vedremo un altro marchio raccogliere l’eredità iridata? Mercedes non ce ne voglia...

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