Macau GP,
la scelta di Sophia

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Via libera al decollo

Lo scorso anno a Macao, la 18enne tedesca Sophia Flörsch ha avuto un incidente. Ma chiunque abbia visto la gara sa che definirlo così è poco. Non è stato un incidente: è stato un incidente aereo. La macchina di Sophia ha toccato quella di un altro pilota ed è stata sbalzata in aria, con la macchina che si è rovesciata mentre saliva, come la scena di un film. Poi si è schiantata contro un muro prima di fermarsi dietro le barriere. Sembrava una di quelle scene da cui nessuno sarebbe uscito vivo.

Ma, nonostante alcune fratture che si sono risolte grazie a interventi important, Sophia è uscita relativamente indenne. Dopo un lungo ricovero nell’ospedale di Macao, è tornta a casa con un tutore per il collo. Pochi mesi dopo è tornata ad allenarsi e poi in macchina. L’incidente non le ha impedito di saltare nessuna delle sue gare in programma. Quest’anno ha corso nella Formula 3  regional series – ma non ha resistito a tornare a Macao: una pista che chiama ‘il re di tutti i circuiti’.

Correrà di nuovo in Formula 3 questo weekend, ma un genere molto diverso di Formula 3. Quest’anno la gara utilizza la stessa specifica della monoposto FIA Formula 3 che abbiamo visto nelle gare di supporto alla Formula 1. E ovviamente queste vetture veloci – notevolmente più veloci delle vecchie F3 che correvano a Macao – usano pneumatici Pirelli.

Spostando i confini

“Quindi, in un certo senso, sono a un nuovo inizio: nuova macchina, con tutto da imparare,” dice Sophia. “Ma non vedo l’ora di affrontare la sfida. Ho fatto un breve test e la mia prima impressione è che queste macchine sono molto, molto veloci. Il che significa che Macao sarà molto divertente quest’anno!”.

E sarà anche un’opportunità preziosa per Sophia per abituarsi alle Formula 3 in gara, dato che il suo progetto è fare l’intera stagione di F3 il prossimo anno, che affianca la F1. Il suo obiettivo è chiaro: arrivare in Formula 1. Sarebbe un evento storico se ci riuscisse, dato che l’ultima donna a correre in Formula 1 fu Lella Lombardi negli anni 70. Più di recente, Giovanna Amati ha guidato una Brabham nel 1992 ma senza riuscire a qualificarsi, mentre Susie Wolff ha guidato una Williams nelle prove libere nel 2014.

“Penso che i tempi siano cambiati e adesso la Formula 1 è pronta per far correre una donna,” difce Sophia. “Non so se ci riuscirò o no, ma darò il massimo per cercare di arrivarci.”

Un buon risultato a Macao aumenterebbe sicuramente le sue credenziali, una gar ache in passato è stata vinta da leggende come Ayrton Senna e Michael Schumacher (che Sophia conosce personalmente). Perché Sophia vuole arrivare in F1 nel difficile modo tradizionale: non è interessata alla W Series, per esempio: il campionato tutto femminile. 

“Alla fine, loro fanno le loro cose e io faccio le mie,” difce. “Ma se guardate la campionessa della W Series, il prossimo anno correrà ancora lì. Dov’è il progresso?”.

Un nuovo inizio

Incredibilmente, Sophia ha quasi dimenticato l’incidente di cui hanno scritto tutti i giornali lo scorso anno. “Non abbiamo completato la gara 2018: ma non conta, abbiamo comunque imparato molto. La gente mi chiede molto dell’incidente e penso sia normale, ma è una cosa cui non penso: quando vedo il video, è come se ci fosse qualcun altro in macchina. Sono concentrata sul fare delmio meglio quest’anno.”

Nessun dubbio: Sophia ha il DNA del vero pilota. È davvero convinta che il suo terribile incidente non sia stato granchéé. Tutto quello che conta è la prossima gara. Il suo punto preferito del celebre circuito di Macao – un mix da vertigini di Monaco (con i suoi confine stretti) e Monza (con lel velocità elevate) – sono le esse dopo l’ospedale: una parte veloce in cui la macchina genera forze G incredibili mentre scorre da una curva all’altra.

Un tratto da pilota vero, in altre parole, dove la macchina prende davvero vita. Qui, in particolare, Sophia dice che noti davvero la differenza se la macchina ha pneumatici nuovi o usati: il grip si accentua, le forze diventano più estreme. Le qualifiche sono cruciali a Macao e mettere insieme tutto in un giro è il segreto del gioco.

“Non ci sono piani particolari per Macao a parte il solito: qualificarsi al meglio, poi correre meglio che posso,” conclude Sophia. “E poi vedremo cosa succede. È il genere di gara in cui è impossibile fare previsioni.”

Ma una previsione la facciamo, però. Sophia ha l’atteggiamento giusto per arrivare in Formula 1. Tenetela d’occhio.

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