Lo street racer
di San Paolo

Lo street racer di San Paolo 01

Da Le Mans a Macao
Lucas di Grassi, brasiliano, è un pilota che non teme le sfide. La prossima per lui sarà proprio tra una settimana, quando prenderà parte al FIA GT World Cup sulle strade di Macao.
La partecipazione del 33enne sarà l’ultimo passo del suo rapporto di crescente successo con Audi. La sua storia con la casa tedesca è iniziata nel 2012 quando è entrato a far parte della squadra che dominava la sportscar per partecipare a una gara del World Endurance Championship nella città natale di San Paolo, proprio sulla celebre pista di Interlagos che questo weekend ospita il Gran Premio del Brasile di Formula 1.
Condividere la macchina con due icone dell’endurance come Tom Kristensen e Allan McNish (arrivarono terzi) diede a di Grassi una partenza lanciata nella Serie e dopo essere finito nuovamente a podio nella leggendaria 24 Ore di Le Mans nel 2013, divenne membro a tempo pieno del team Audi nel WEC.
Un programma intenso lo portò a combinare questa attività con il ruolo di rappresentante del brand in Formula E: un’iniziativa che ha seguito dall’inizio, grazie al suo legame con il creatore della Serie Alejandro Agag. Nel 2008 Di Grassi ha corso per il team di Agag nella GP2 Series, finendo terzo in classifica nonostante avesse saltato sei gare. Un risultato simile l’anno successivo con una squadra rivale lo portò a un break in F1… e fu proprio in F1 che iniziò il suo rapporto con Pirelli. 

Una dura gavetta
La vita con il nuovo team Virgin Racing (che in seguito divenne Marussia e poi Manor) non fu facile. Ma riuscì a sfruttare l’esperienza e gli anni precedenti come collaudatore Renault per diventare test driver Pirelli. Poi, come lui stesso ricorda: “Alejandro arrivò con questa folle idea e disse: ‘Sto per fare un campionato elettrico, vuoi farne parte e aiutarmi a costruire la Serie?’”.
Di Grassi ha vinto il titolo al terzo tentativo a inizio di quest’anno con un team in cui Audi è sempre più coinvolta. La sua passione per il futuro delle corse adesso si è sviluppato al punto di essere diventato il CEO di Roborace: un pilota responsabile di una Serie che non avrà piloti. Ma di Grassi è un astuto uomo d’affari oltre a un accanito competitor. Il mondo dell’automotive si sta muovendo solo in una direzione, verso quella che probabilmente è l’espressione più usata nel lessico dei motori: ‘mobilità sostenibile’. Ma, che ci piaccia o no, sta avvenendo. 

Lo street racer di San Paolo 02

Ritorno alle origini
Di Grassi ha iniziato la sua carriera sul circuito di kart accanto a quello di F1 a Interlagos e, anche se il suo unico gran premio di casa si concluse per problemi meccanici, in Brasile ha raccolto successi in Formula Renault e Formula 3 prima di venire in Europa per lanciare la sua carriera. Oggi c’è solo una manciata di giovani brasiliani nelle serie inferiori alla F1, come Sergio Sette Camara, vincitore di gare in Formula 2.
“Mi piacerebbe spingere di più”, dice di Grassi. “Vorrei rendere il motorsport più importante in Brasile. È un grande sport per i bambini, per i teenager che possono imparare la disciplina, la concentrazione e l’autocontrollo. Anche dopo il mio ritiro, voglio lavorare al massimo per rendere il Brasile un Paese-chiave nel motorsport”.
Per ora, ha ancora ambizioni come pilota, incluse le forme più tradizionali del motorsport: “Ci sono ancora delle gare che voglio fare. Voglio correre a Daytona,  voglio vincere a Le Mans. Ho sempre voluto essere il primo brasiliano a vincere Le Mans. E poi amo correre a Macao”.
Partecipare al FIA GT World Cup riporterà di Grassi sulla scena di uno dei suoi maggiori successi. Nel 2005 vinse la gara di F3 al Macau Grand Prix: dietro di lui arrivò Robert Kubica, terzo Sebastian Vettel. 
Il celebre circuito cittadino, con il suo mix di lunghi rettilinei e la sezione tortuosa in salita, sarà impegnativo per di Grassi, che debutterà sulla Audi R8 LMS, contro uno schieramento top di vetture GT3, tutte equipaggiate con gli stessi pneumatici Pirelli. Ma è solo l’ultima di una lunga serie di sfide affrontate da questo ambizioso brasiliano: uno dei piloti più versatili che il suo illustre Paese abbia mai prodotto.

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