Le vittorie perfette di Tony Cairoli

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Tony Cairoli è tornato. Il pilota si è laureato per la nona volta Campione del Mondo FIM Motocross. Un successo incredibile per uno dei protagonisti in assoluto più vincenti nella storia di questo sport. In Olanda, ad Assen, Cairoli in sella alla sua KTM gommata Pirelli, ha festeggiato la vittoria del titolo al termine di una stagione perfetta che l’ha visto quasi sempre trionfare.
“Tornare a vincere il Mondiale dopo due stagioni è qualcosa di fantastico. Un ringraziamento speciale lo meritano tutto il team e i nostri partner tecnici” ha dichiarato il campione. Con questo successo Pirelli, anche grazie ai suoi SCORPION™ MX, si confermail brand di pneumatici in assoluto più vincente nella storia della motocross con 68 titoli mondiali conquistati

La storia di Cairoli parte da lontano. A quattro anni nelle stradine di Patti, un comune in provincia di Messina, in Sicilia, il piccolo Antonio inizia a fare i primi giri sopra una Italjet 50 da minicross. La passione per le moto gliela trasmette il papà Benedetto che lo porta al circuito vicino casa, dove Cairoli gira per ore. 
Il talento fin da subito è sotto gli occhi di tutti. Vince le gare regionali fino ad affermarsi a livello nazionale. Nel 2001 si avvera il suo sogno: correre nel Campionato Italiano classe 125 di Motocross. Qui nasce la collaborazione con Pirelli, che durerà per molti anni portando tanti successi e trofei. “È il primo ricordo che ho di Pirelli. Per me era una novità avere delle gomme nuove ogni volta che entravo in pista. Era qualcosa che sognavo da sempre”.
Il primo titolo mondiale arriva nel 2005 in MX2 a soli vent’anni. Cairoli è un predestinato. I suoi successi sono sempre accompagnati dal numero 222. “Quel numero l’ho scelto per una serie di motivi. Nel 2004 quando sono arrivato al mondiale il pilota principale del team era Claudio Federici che correva con il 22. Abbiamo deciso di mettere un 2 in più così è nato il 222. Successivamente mi sono anche accorto che la mia prima moto del minicross aveva come numero di telaio il 222. È stato destino e ci sono molto affezionato”.
Come ogni grande campione Cairoli non è ancora sazio di trofei e vittorie. La voglia di migliorarsi è il più grande stimolo che lo fa ancora salire in sella. “Penso di avere ancora molto da dare. Quando mi renderò conto che farò fatica o inizierò ad avere problemi allora smetterò. Per ora voglio continuare”.
Rispetto agli inizi, per Cairoli la motocross ha subito dei cambiamenti. Dall’interesso mediatico alla tecnologia, questo sport si è molto evoluto. “La professionalità dei team è aumentata tantissimo e questo lo si vede dalle strutture presenti nel paddock. La motocross è cresciuta poi anche grazie alla presenza di grandi sponsor. Tutto questo non può che farmi piacere”.
Se il futuro pare ancora in sella (per la gioia dei suoi fan) nel poco tempo libero a disposizione Cairoli ama isolarsi dalla motocross. Staccare completamente e concentrarsi su tutt’altro. Per lui, siciliano, il mare è un richiamo troppo forte da ignorare. “Appena posso amo andare a pesca o fare qualche giro in barca. Mi aiuta a rilassarmi e a non pensare alla moto”. 
In tutti questi anni di carriera però se dovesse scegliere una vittoria speciale Cairoli non avrebbe dubbi: Namur 2004. “Senza dubbio è la vittoria che mi ha dato più soddisfazioni in una pista storica. Arrivavo dalla partecipazione dell’anno prima al regionale e al campionato italiano con scarsi risultati. Sicuramente a livello nazionale non ero nei primi cinque. Aver vinto il mio primo Gran Premio così giovane è stata un’emozione incredibile. Non lo scorderò mai”.
Tredici anni dopo la storia non cambia. Il pilota è ancora lì a festeggiare e a riscrivere nuovi record. Sempre con la solita passione e il giusto rispetto per gli avversari. “In pista è normale che ci sia grande competizione. Fuori dal circuito invece siamo in ottimi rapporti. Anzi alcuni dei miei migliori amici sono proprio i piloti”.
In futuro potrebbe esserci un’esperienza con le quattroruote. Alcune gare Cairoli le ha già fatte e chissà se lo vedremo presto in pista. Di certo ora non resta che godersi la vittoria del nono titolo mondiale. Il pilota ha ancora molto da dare a questo sport. Gli avversari sono avvisati

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