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PIRELLI.COM / RACING

Lance Stroll,
ragazzo fortunato

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Di Lance Stroll se ne sentì parlare per la prima volta dieci anni fa, quando a un Gran Premio del Canada si presentò un ragazzino con la divisa rossa Ferrari. Era il più giovane pilota della nascente Fda, la Driver Academy di Maranello alla scoperta dei nuovi talenti. Da allora Stroll ha continuato a bruciare le tappe con una velocità e una convinzione da predestinato. E oggi questo diciannovenne torna nella sua Montréal alla guida della Williams con una stagione in Formula 1 alle spalle e la convinzione di poter competere alla pari nel mondo dei grandi. Sembra non pesargli troppo neanche il fatto di essere il primo canadese a correre nel “Circus” dopo Jacques Villeneuve, che vinse il titolo con la Williams e si ritirò nel 2006. La sua (breve) carriera dimostra che le sfide lo esaltano e la pressione non lo spaventa.

Eppure, quando la scorsa stagione esordì in Formula 1 – secondo più giovane di sempre dopo Verstappen – lo scetticismo era molto. Onestà e faccia tosta lo hanno aiutato. «Lo so che vengo da una famiglia ricca», ha ammesso Lance, «ma in tutte le categorie in cui ho gareggiato ho sempre vinto». È un fatto che il giovane Stroll ha sempre avuto la possibilità di guidare le auto migliori ma non ha mai sprecato le occasioni che gli sono state offerte dal padre, il multimiliardario Lawrence Stroll, uomo da 2,4 miliardi di dollari secondo i calcoli di Forbes, che ha fatto la sua fortuna nella moda con i marchi di moda Tommy Hilfiger e Michael Kors, possiede il circuito Mont-Tremblant e una vasta collezione di Ferrari.

Intanto è recente la notizia dell'acquisto di una delle scuderie  più in crisi della Formula 1 - la Force India - da parte della famiglia Stroll. Così il miliardiario Lawrence Stroll, padre di Lance, insieme a una cordata di investitori è riuscito a salvare la scuderia e tutti i posti di lavoro garantendo il futuro del team Force India in F1 consentendo ai costruttori e ai piloti di poter competere nel prossimo mondiale. 

E che Stroll senior volesse fortemente per il figlio la possibilità di arrivare in Formula 1 è stato chiaro sin da subito. Iniziò a preparare il percorso verso la vetta ingaggiando come tutor Mike Wilson, ex campione del mondo di kart, storico rivale di Senna. Wilson fu strappato dalla provincia di Bergamo, dove viveva con moglie e figli, e portato in Canada a formare in posta il ragazzino di appena otto anni. «Il padre ha le idee chiare», raccontò Mike, «vuole portarlo in F.1 e se un top team non dovesse ingaggiarlo ha deciso di comprare o fare una squadra tutta nuova per lui solo». Il secondo passo fu affidare Lance alla Ferrari Academy guidata da Luca Baldisserri, ex ingegnere Ferrari al fianco di Schumacher. Così il canadese ha continuato a progredire e macinare successi, come il titolo 2014 nell’Italian Formula 4 Championship o nel 2015 quello nel Toyota Racing Series in Nuova Zelanda, con numerose vittorie. Lance si è formato anche attraverso il Williams Young Driver Programme, aggiudicandosi il titolo europeo 2016 di Formula 3 dominando con 14 vittorie e 17 partenze in prima fila, 14 in pole position.

Tra dieta e preparazione attenta, scrive sul suo sito ufficiale, l'ispirazione più grande di Lance Stroll rimane Michael Schumacher. “È a lui” si legge, “che guardava di più da bambino. È Schumacher che l'ha ispirato nel mondo dello sport e dei motori, è per lui che ha iniziato a sognare di diventare un giorno un pilota di Formula 1”.

Poi lo scorso anno, a 18 anni, s’è ritrovato in Formula 1, il più giovane tra i piloti. A molti sarebbero tremate le gambe, soprattutto dopo l’inizio negativo: tre ritiri nelle prime tre gare. Ma il ragazzo ha dimostrato di non essere tipo che molla. Così sono arrivati i primi punti, proprio davanti al suo pubblico, nel gran premio del Canada, dove chiuse al nono posto dopo essere scattato dalle retrovie. Da lì, come se si fosse liberato, ha iniziato a far vedere le sue qualità, la sua guida aggressiva, a volte sfrontata, la sua innata sensibilità al volante. E nel successivo Gran Premio dell’Azerbaigian ha conquistato il primo podio in carriera, tagliando il traguardo in terza posizione dopo essere stato superato in volata da Valtteri Bottas sul rettilineo di arrivo. A Monza poi è diventato il più giovane a partire dalla prima fila della griglia, entrando di fatto nell'albo d'oro dei piloti di Formula 1 e chiudendo il giro a quattro secondi dalla pole di Lewis Hamilton. Alla fine della stagione Stroll si è tolto la soddisfazione di mettere a tacere i critici: ha concluso il campionato in dodicesima posizione con solo tre punti in meno rispetto al più esperto Felipe Massa, suo compagno di scuderia, che dopo il ritiro dalla Formula 1 quest’anno gli ha ceduto il ruolo di pilota di punta alla Williams.

Dopo i successi della scorsa stagione, il 2018 è iniziato con parecchi problemi per Stroll che rimane alla Williams affiancato dal russo Sergej Sirotkin. Le difficoltà principali per il pilota canadese dipendono dalla scarsa competitività della monoposto che nel corso dell'anno ha dovuto affrontare problemi di surriscaldamento, di forature e di assetto.

Nel Gran Premio di Montréal, Stroll fu coinvolto in un incidente al primo giro con Brendon Hartley, chiudendo la propria gara dopo poche curve. Un episodio simile è accaduto anche in Malesia dove la Williams di Stroll ha centrato in pieno la Ferrari di Sebastian Vettel durante il suo giro di rientro rischiando la penalità per il successivo GP di Giappone. E ancora, stessa sorte in Francia dove Stroll si è ritirato a causa dell'esplosione di uno pneumatico avvenuta nelle tornate finali.

Il primo risultato di stagione arriva al Gran Premio d'Italia in cui Stroll è riuscito per la prima volta a rientrare nel gruppo dei primi dieci durante le qualifiche, piazzandosi in gara al nono posto e ottenendo finora sei punti nelle classifiche di tutta la stagione.

E se l’attuale stagione non è partita nel migliore dei modi – finora ha conquistato quattro punti grazie all’ottavo posto ottenuto a Baku, gli unici racimolati dalla Williams fino a qui – la sensazione è che l’aria di casa farà risvegliare questo diciannovenne terribile. Perché Stroll appare cambiato rispetto a dodici mesi fa, non più un ragazzino convinto di sapere già tutto, ma un giovane pilota disposto ad assorbire dai colleghi più maturi. Se Lance è un ragazzo fortunato, è di certo un ragazzo fortunato di talento a cui manca solo un po' di esperienza tra i circuiti e su strada. E soprattutto è un’ottima risorsa per il mondo della Formula 1 del futuro che, per continuare a suscitare l’entusiasmo delle nuove generazioni ha bisogno di giovani, anche un po’ irriverenti come lui.

Sarà per questo che in casa Williams ci sono movimenti in vista per il mercato dei piloti per il 2019. Sembra infatti che il giovane Stroll sia nell’interesse di Force India e di McLaren. Il padre, infatti, non è soddisfatto delle performance della macchina e della gestione della scuderia. Allo stesso tempo la Force India sembra stia facendo la corte anche a Kimi Räikkönen che potrebbe rappresentare un ottimo punto di riferimento per Lance Stroll.

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