La tecnologia italiana
dietro alla Formula Uno

La tecnologia italiana dietro alla Formula Uno
Photo credits: Fondazione Pirelli

La pioggia cadeva veloce sul muso metallico rosso corsa della Ferrari 500, per poi riversarsi tra le due sottili ruote anteriori equipaggiate con pneumatici Pirelli. Il famoso circuito di Spa-Francorchamps, rinomato per le sue estenuanti curve ad alta velocità e per le condizioni meteo imprevedibili, diede tutto ciò che aveva da offrire ad Alberto Ascari in quella famosa e umida giornata di inizio estate del 1952. Ma ciò non fu abbastanza per fermarlo. 

Non solo si aggiudicò i due titoli mondiali piloti consecutivi, ma li ottenne pure con la consueta sensibilità tutta italiana. Da quel piovoso Gran Premio belga del giugno del 1952 allo stesso evento 364 giorni dopo, Ascari vinse tutte le gare della serie, realizzando così un record di nove vittorie di GP consecutive [record che solo Sebastian Vettel ha raggiunto nel 2013]. 

Pilota italiano, auto italiana, pneumatici italiani. Questo è stato, ed infatti lo è ancora, uno dei migliori esempi del meglio, sia emotivo che evocativo, dell'eccellenza automobilistica. E il genio italiano che riuscì a mettere insieme la combinazione vincente non si fermò qui. Nel 1975 Enzo Ferrari riconobbe il potenziale di Brembo, l'azienda di Bergamo produttrice di sistemi di frenata. Poco tempo dopo le rosse vetture della Scuderia Ferrari si esibivano in frenate spettacolari, procedendo al contempo in maniera inarrestabile nel campionato di Formula Uno.

La passione per la performance 
Anche attualmente la tecnologia ed il design italiano nel settore automobilistico portano avanti un trend di crescita. La Formula Uno si spinge oltre i confini di ciò che è possibile e richiede soluzioni sempre più innovative, fantasiose e di alta qualità per raggiungere il successivo step tecnologico. Magneti Marelli occupa la posizione perfetta per fornire questo tipo di know-how ad elevata tecnologia.  Dal 1919 l'azienda incarna infatti un altro marchio italiano associato alle gare automobilistiche: la sua famosa divisione dedicata a questa disciplina sviluppa sistemi elettronici ed elettro-meccanici avanzati per la Formula Uno, tra cui il controllo del motore ad elevate prestazioni, sistemi di gestione dei dati e per il recupero dell'energia. 

Questa totalizzante passione italiana per le gare non è certamente nata per caso. Con il passare degli anni un solo elemento è fondamentale per il successo continuo, l'elemento che le aziende automobilistiche italiane hanno nel proprio DNA: la passione. Che se messa insieme a performance e stile, crea una formula incredibilmente difficile sia da superare, che da garantire nel tempo.

Oltre la gara 
Molto probabilmente Pirelli conosce questa formula molto meglio di chiunque altro. Le attrezzature e la grande competenza tecnologica che stanno alla base delle moderne vetture di Formula Uno perdono valore se la potenza compressa non viene trasmessa in maniera efficace sulla pista. Ed è qui che entra in gioco il nostro umile pneumatico. Tranne ovviamente gli pneumatici più recenti, che umili proprio non lo sono.  

In qualità di attuale ed esclusivo fornitore delle vetture di Formula Uno per le stagioni di campionato 2014-2016, Pirelli ha accettato la sfida impegnativa di produrre pneumatici in grado di fare fronte alle difficoltà delle gare spinte ai massimi livelli. E non si tratta solo di questo: gli pneumatici devono essere sviluppati e la performance deve essere testata per tutte le condizioni atmosferiche, le potenziali condizioni della pista, temperature e durata richiesta.

Con una gamma completa di pneumatici slick a disposizione di ciascun team di Formula Uno, disponibili in cinque diverse mescole, e con due tipi di pneumatici per il bagnato, Pirelli offre il modo migliore per garantire trazione, tenuta e controllo.

Sotto esame 
Per raggiungere tutto ciò, la ricerca dedicata e la più recente tecnologia non sono sufficienti. I test sono fondamentali, soprattutto i test ininterrotti, quelli alla massima velocità e alla velocità di gara.  

Immaginate i 10 team di Formula Uno che partecipano ad un test sugli pneumatici della durata di 12 ore, percorrendo globalmente oltre 1.084 giri del circuito Yas Marina, Abu Dhabi, il test singolo più lungo in assoluto nella storia della Formula Uno. 

Immaginate poi il primo test specifico per pneumatici da bagnato che utilizza le attuali vetture da Formula Uno, svolto nel famoso circuito francese Paul Ricard, che impiega un sistema all'avanguardia in grado di riprodurre tutte le possibili condizioni di bagnato che i piloti devono affrontare in qualsiasi gara di Gran Premio in tutto il mondo.

Ecco, questo è il livello assoluto ed estremamente attento al quale Pirelli opera, esattamente come devono fare i piloti di Formula Uno.

Vittorie del passato, trionfi del futuro 
Ascari fece esattamente questo in occasione del Gran premio della Svizzera del 1953, quando si aggiudicò il secondo titolo mondiale. Nonostante la quarta posizione dopo avere perso la pole position, il pilota italiano riuscì con grande impegno a conquistare il titolo per il quale aveva combattuto duramente. Purtroppo questo fu la sua ultima vittoria… ma fu una vittoria entusiasmante.

Passione, performance e stile. Ascari era certamente consapevole della potenza della sua impressionante formula: egli la incarnava perfettamente e le aziende automobilistiche italiane che operano nel mondo della Formula Uno continuano tutt'ora ad adottarla.

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