La storia della macchina –
Ferrari 488 GT3

La storia della macchina – Ferrari 488 GT3 01

La 488 GT3 debuttò contemporaneamente in America ed in Australia tre anni fa, nel weekend del 17-20 marzo 2016, prendendo parte al primo round dell’Australian GT Championship e alla 12 Ore di Sebring. Come andò? Molto bene, perché la berlinetta sovralimentata di Maranello s’impose a Melbourne grazie ai piloti Andrea Montermini e Benny Simonsen. Alessandro Balzan, Christina Nielsen e Jeff Segal trionfarono invece nella celebre endurance americana.

Una delle caratteristiche peculiari della 488 GT3 è la relativa facilità di guida, garantita da un’aerodinamica eccellente e da un motore potente e al tempo stesso “gentile” nell’erogazione. Il suo 4.0 V8 biturbo da 550 cavalli si è rivelato molto affidabile nel corso del tempo e con esso anche il cambio trasversale X-Trac cui è accoppiato.

Sulla GT3, anteriormente, è presente uno splitter di dimensioni generose, rialzato nella parte centrale per convogliare i flussi verso la parte posteriore della vettura. Ai suoi lati compaiono dei flap che canalizzano meglio lo scorrimento dell’aria alle alte velocità. Sul tetto di alcune GT3 compare un’apertura, che ha il compito di permettere la fuoriuscita del pilota in caso di portiera bloccata. Tale soluzione qui è facoltativa, mentre è obbligatoria su tutte le GTE. Questa via di fuga ausiliaria è stata introdotta per la prima volta sulla BMW M6 GT3 e sulla Corvette C7 GT3-R.

Il diffusore posteriore è frutto dei nuovi regolamenti e mostra numerosi deviatori di flusso con la novità dei quattro flap - due per lato - dietro agli pneumatici posteriori. L’alettone posteriore ricorda quello della precedente 458 Italia GT3, ma sulla 488 è decisamente più largo e se ne può modificare l’incidenza a seconda del carico aerodinamico che si vuole utilizzare. Gli scarichi sono stati separati, contrariamente alla 458 dove erano uniti. Un’altra cifra distintiva di questa 488 GT3 è la presenza di aggressive feritoie sia sui passaruota che sulle aperture in prossimità delle cerniere delle portiere, dietro alle ruote anteriori. Il loro compito è quello di ridurre le turbolenze generate dal rotolamento della gomma.

La storia della macchina – Ferrari 488 GT3 02

La vettura, nelle tre stagioni sportive corse fino a oggi, è stata così scelta da oltre 40 team e guidata da più di 230 piloti che hanno vinto 43 titoli. Il numero di vittorie della 488 GT3 è aumentato progressivamente di anno in anno. La vittoria numero 100 è arrivata a marzo 2018, grazie a Toni Vilander e Miguel Molina sul Circuit of the Americas di Austin, Texas. Per raddoppiare questo numero è stato sufficiente attendere un anno solare, quando la vettura giallo fluo del team Car Guy ha vinto la Buriram 4 Hours nel campionato Asian Le Mans Series consegnando la vittoria numero 200 alla GT3 di Maranello.

Nell’ultima gara dell’Intercontinental GT Challenge 2019, tenutosi sul WeatherTech Raceway di Laguna Seca, è stata proprio la 488 GT3 del team Hub AutoCorsa ad aggiudicarsi dopo 327 tornate la California 8 Hours. Naturalmente gommata Pirelli, come tutte le vetture avversarie.

Il 13-14 aprile, all’Autodromo di Monza, saranno ben sette le Ferrari 488 GT3 che prenderanno invece parte al primo appuntamento del Blancpain GT Series, impegnate nelle classi Am, Pro-Am e Silver - che distinguono i piloti sulla base della loro esperienza, della loro velocità e a seconda che corrano per diletto o per professione. Questo campionato, nella sua forma attuale, è attivo dal 2014 e sin da allora Pirelli è l’unico fornitore di pneumatici con i P Zero DHD2.

Il Blancpain GT Series è il principale campionato europeo per le corse di categoria GT3: presenta ampie griglie di partenza con le versioni da competizione dei modelli più sportivi delle case costruttrici più prestigiose al mondo. Il Cavallino Rampante riuscirà, nel velocissimo autodromo brianzolo, a salire sul gradino più alto del podio durante il round italiano?

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