La storia della macchina -
AUDI R8 LMS

La storia della macchina - AUDI R8 LMS 01

La storia della R8 nelle corse inizia nel 2009, quando Audi Sport realizza la versione da competizione della sua coupé sportiva per affidarla alle scuderie private nella categoria GT3 della Le Mans Series. La vettura ha molto in comune con la versione stradale, eccezion fatta per tutti i sistemi di sicurezza necessari per essere in regola con le normative imposte dalla FIA. Proprio a causa di quest’ultime, la trazione integrale prevista nelle R8 in listino viene abbandonata in virtù di quella posteriore. Il propulsore, realizzato interamente in alluminio per contenere il peso totale, è il dieci cilindri a V di 90° da 5.2 litri aspirato e montato longitudinalmente in posizione centrale. È strettamente imparentato coo nato sulla Lamborghini Gallardo e oggi utilizzato dalla Huracàn: associato a un cambio a sei rapporti, raggiunge la potenza massima di 500 cavalli. Il telaio è realizzato in parte in alluminio e in parte in carbonio; delle sospensioni a doppi bracci trasversali con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici regolabili accomodano invece gli pneumatici sull’asfalto.

I primi prototipi sono testati dai piloti Frank Biela e Christian Abt. La R8 LMS, nel periodo di produzione tra il 2009 e il 2011, si aggiudica, con i vari team, qualcosa come 115 vittorie e 12 campionati in tutto il mondo.

Nel 2012 arriva il primo upgrade e la R8 LMS viene aggiornata alla versione Ultra, dotata di nuove componenti aerodinamiche in carbonio atte a migliorare la tenuta di strada alle medie e alle alte velocità. Il V10 viene potenziato dagli ingegneri tedeschi fino a raggiungere quota 570 cavalli. In questa nuova configurazione, la vettura ottiene la vittoria assoluta sia nella 24 Ore del Nürburgring che nella 24 Ore di Spa.

La storia della macchina - AUDI R8 LMS 02

Tre anni dopo, partendo dalla R8 stradale di seconda generazione, arriva la R8 LMS GT3. Il telaio di questo modello, noto come Audi Space Frame (ASF), è realizzato in alluminio ibrido CFRP con gabbia portante in acciaio, mentre le componenti della carrozzeria in CFRP e alluminio. La potenza massima del motore - sempre a V di 90°, quattro valvole per cilindro - raggiunge quota 585 cavalli, scaricati a terra sempre tramite la trazione posteriore, accoppiata ad un cambio sequenziale a 6 rapporti con frizione multidisco e differenziale autobloccante. Questo modello, oltre ad aver vinto la 24 Ore del Nürburgring 2015 e 2017, ha raggiunto il gradino più alto del podio varie volte. Sono degni di nota i successi ottenuti nella 24 Ore di Dubai e nella 24 Ore di Daytona del 2016, nella 24 Ore di Spa-Francorchamps e nella 8 Ore della California sul circuito di Laguna Seca.

Lo scorso ottobre arriva l’ultima evoluzione, quella per i campionati di quest’anno. La versione 2019 della GT3 mostra importanti aggiornamenti aerodinamici sul frontale con l’aggiunta di due flap laterali per aumentare i livelli di carico. Si tratta di modifiche che coincidono col facelift della R8 stradale, in prevendita nelle concessionarie Audi dallo scorso mese. È stata anche studiata la possibilità di migliorare il flusso d’aria ai freni posteriori e la fuoriuscita della stessa dai dischi dei freni, in modo tale da rendere più efficiente il raffreddamento del propulsore. Pneumatici Pirelli P Zero DHD2 per l’asciutto e Cinturato WH per danzare sotto la pioggia, come da specifiche imposte nei Blancpain. Profilo laterale e retrotreno quasi invariati, così come il motore che mantiene la potenza e la coppia identiche al modello precedente.

Studiata per i cosiddetti gentlemen driver e i neofiti, l’Audi R8 LMS Evo punta su affidabilità e guidabilità, come ha spiegato a suo tempo Chris Reinke, capo di Audi Sport Customer Racing: «Nello sviluppo della vettura, abbiamo posto maggiore attenzione ai nostri clienti e alle loro esigenze; la fase di pre-progettazione per la seconda evoluzione dell'attuale generazione del modello si è incentrata sulle discussioni effettuate con i nostri team».

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