La Pechino-Parigi rivisitata

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Principe Scipione, reloaded
Con Pirelli che quest’anno celebra i suoi 110 anni nel motorsport, molti conoscono la storia di come il Principe Scipione Borghese decise di andare in auto da Pechino a Parigi nel 1907 su un’Itala 7,5 litri solo per spirito di avventura: un’idea che molti pensarono fosse assolutamente folle. Più di un secolo dopo, il concetto non è cambiato più di tanto. Eppure di recente un cinese ha deciso di rifarlo. Almeno ha scelto una macchina con un tetto sopra la testa. 
Incontriamo Huang Xiao Gang. Si è costruito una carriera di successo nell’industria tessile in Cina, ma non era soddisfatto di continuare a scalare il mondo del business. Aveva un sogno e l’ha realizzato. Ha sempre amato le auto da quando era giovane, al punto di volerci passare, per diversi mesi, da otto a nove ore al giorno al volante. 
Tutti hanno dei sogni, ma Huang era deciso a trasformare il suo in realtà. E quest’anno è partito per un viaggio epico, armato solo di un iPhone, un GPS, diversi vestiti, e 512 canzoni pop cinesi scaricate per tenergli compagnia, che probabilmente non troverete su iTunes. 
“Adesso era il momento, dato che prima non avevo i soldi per farlo e se avessi aspettato sarei stato troppo occupato o troppo vecchio!”, dice Huang: attraverso un interprete, dato che non parla molto bene l’inglese. Il fatto stesso non è ideale se avete intenzione di fare il giro del mondo da soli senza una mappa, ma il navigatore parla cinese e Huang finora non ha avuto problemi. “Penso potrebbe essere un problema se il navigatore non funzionasse in Africa per esempio”, sottolinea. Ma la prospettiva non sembra preoccuparlo più di tanto. In effetti, niente sembra preoccuparlo. “Se viaggi, devi adattarti, quindi per me non è un problema”, aggiunge. “Per esempio, mangio di tutto!”.
Un fatto che dimostra pranzando con insalata, gelato e noccioline nell’hospitality Lamborghini a Monza, dove eravamo presenti per la prima gara del Blancpain GT endurance. 

Dall’Europa all’Africa all’America
Finora il suo viaggio l’ha portato in 28 diversi Paesi, ma l’Italia è il suo preferito, In effetti gli è piaciuta così tanto che ci ha passato cinque giorni interi girovagando: un vero sacrificio per un uomo che si sposta di continuo. Il giorno dopo la gara di Monza, è partito per la Spagna e da lì programmava di imbarcarsi per l’Africa. Dopo l’Africa, dove dovrebbe stare per un mese o poco più, partenza per l’America. Non c’è un programma o un itinerario specifico, il che significa che tecnicamente non può perdersi. 
Ma è corretto dire che non ha preso la strada più diretta neppure per arrivare a Monza. Probabilmente infatti era l’unico spettatore arrivato alla gara passando dal circolo polare artico. Huang si è preoccupato un po’ quando, con temperature di -20° in peggioramento, le due macchine che lo seguivano sono sparite, lasciandolo assolutamente solo nella vastità artica. Poi le condizioni sono peggiorate al punto da costringerlo a guidare a 10 km/h in mezzo a una tempesta di neve. Ha cercato un posto dove fermarsi per la notte, ma non c’era niente nella zona, e non c’era linea telefonica. “Sono finito fuori strada un paio di volte”, ha detto. “Ma è l’unica volta in tutto il viaggio in cui ho avuto un po’ di paura”.
L’altro grosso pericolo che ha affrontato è stato restare senza la musica pop cinese, ma per fortuna è riuscito a trovare un’altra memory card in Germania e a scaricarne altra. 

La stella a tre punte. E Pirelli.
La macchina che ha scelto per questa odissea è una Mercedes GLC AMG con targa cinese. “Mi piace la Mercedes perché quando ero giovane c’erano macchine come la S500, che erano una garanzia di qualità”, dice Huang. “Questa macchina è la mia polizza assicurativa. E ho scelto la GLC per questo viaggio perché era un buon compromesso tra trasferimenti off-road e autostradali”.
Lo stesso vale per i suoi pneumatici Pirelli Scorpion Verde All Season. Per questo viaggio epico ha acquistato una Mercedes blu nuova: quando è entrato nel Parco di Monza aveva 28.000 chilometri. Cosa che ha dell’incredibile, percorsi tutti con il set originale di pneumatici Pirelli. Inclusa la parte artica del viaggio: su strade che richiedono gomme full winter.
“Questi pneumatici non mi hanno dato il minimo problema, su asfalto, off-road e neppure su ghiaccio e neve”, dice Huang. “Garantisco a tutti che sono i migliori da montare! Ero preoccupato che non avessero grip sulla neve, ma è stato tutto perfetto. E poi, quando ero in Inghilterra, li ho fatti controllare da un concessionario Mercedes perché temevo che fossero danneggiati per via delle condizioni estreme. Mi ha detto che non avevano assolutamente problemi e che sarebbero stati perfetti per altre migliaia di chilometri”.

Il prossimo stop? Chissà…
Ed è un bene, perché Huang non è vicino alla fine del suo viaggio. In effetti non è certo di quando tornerà a casa: forse a fine anno. Ha conquistato parecchi fans durante il suo viaggio, con cui parla in cinese. Anche se una Mercedes targata Cina è cosa rara da vedere sulle strade europee, è stato fermato una sola volta dalla polizia: in Russia. “Alla fine hanno voluto solo una foto!”, dice. “La maggior parte della gente che incontro è solo sorpresa da quello che sto facendo, quindi ci sono molte foto”. La sua collezione di selfie in macchina è impressionante, inclusi scatti fuori da Buckingham Palace in Inghilterra e ovviamente con la Tour Eiffel in Francia: lo stesso monumento che segnò il traguardo del Principe Scipione Borghese, 110 anni fa. Solo che, a differenza del Principe, Huang ha in programma di proseguire… 

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