Spa24h:
la notte più lunga

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36 ore di competizione non-stop 
In realtà, la 24 Ore di Spa dovrebbe chiamarsi 36 Ore di Spa. Perché il fatto che la gara inizi sabato alle 16.30 e finisca domenica alle 16.30 è una sorta di mito. I team si avviano al warm-up poco dopo le 9 del sabato mattina, poi i truck devono lasciare il paddock entro la mezzanotte di domenica. In realtà chiunque lavori alla 24 Ore di Spa deve essere pronto per una giornata di 36 ore quando si alza il sabato mattina: di norma alle 7, come in qualunque altro giorno. 
Ecco perché il venerdì sera non si trovano membri dei team in giro nei villaggi di Spa, Malmedy e Stavelot (che delimitano la pista). Sono tutti a godersi quei letti che non rivedranno fino a domenica notte inoltrata. Durante la gara, diverse persone hanno differenti “strategie del sonno”, spesso organizzate in modo meticoloso come ogni altra tattica per la gara. I più fortunati hanno una specie di sonno a comando, che gli permette di dormire ininterrottamente per poche ore. Ma per la maggior parte sarà questione di dormire se e quando possibile tra vari compiti: di norma su una sedia o sul pavimento, pronti a entrare in azione in un secondo se la situazione lo richiede. 

Wanted: impegno
È questa sorta di impegno che rende speciale il motorsport. Tutti quelli che ci lavorano sacrificano non solo il loro sonno, ma anche il loro tempo libero e gli impegni familiari, alla ricerca della perfezione della velocità in tutto il mondo. Con i gap così piccoli in termini di competitività – dopo 18 ore di gara a Spa, per esempio, il divario tra i due leader era di solo mezzo secondo – il minimo vantaggio extra può fare una grande differenza, il che porta a un’attenzione al dettaglio che non si trova da nessun’altra parte. Come uno dei più noti giornalisti ha sottolineato in sala stampa: “Ci sono molte cose che la gente non capisce del  motorsport. Ma quella di cui probabilmente la maggior parte di loro non si rende conto è quanto sia difficile vincere”.

Motorsport tutt’intorno – e in cima – al mondo
Per Pirelli, quel livello di impegno cresce costantemente, in tutto il mondo. In visita alla 24 Ore di Spa sabato notte c’era un folto gruppo di personale senior del programma Pirelli Formula 1, che andava in scena nello stesso weekend a 200 km, in Germania (con i campionati di supporto, GP2 e GP3, forniti sempre in esclusiva da Pirelli). Queste persone sono ripartite nelle prime ore di domenica mattina: pronte per imbarcarsi in un’altra giornata intera di gare al massimo livello. In Finlandia, nello stesso momento, si svolgeva il round più veloce del World Rally Championship: una Serie in cui Pirelli è coinvolta dalla sua creazione, nel 1973. A Sochi, in Russia, c’erano i ‘Ferrari Racing Days’ forniti da Pirelli, incluso il Ferrari Challenge. A Queensland, in Australia, c’era la Porsche GT3 Cup Challenge. E tutto questo senza considerare alcuni dei campionati meno di richiamo, tra cui le corse di truck in Brasile, o le due ruote, come il motocross – di nuovo in Belgio. E, sempre in Belgio, Pirelli era impegnata anche nel Lamborghini Super Trofeo a Spa oltre che nel GT Sports Club. In totale, questo ha significato che a Spa sono stati portati circa 13.000 pneumatici – per un totale impressionante di oltre 20.000 pneumatici da competizione usati in tutto il mondo da Pirelli in un solo frenetico weekend. Pensate che, se messi uno sull’altro, i pneumatici supererebbero l’Everest. La campagna Pirelli dello scorso fine settimana è stata quindi, in senso letterale, sulla cima del mondo.

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