La Cina rivede rosso
1000 GP

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La Cina, si sa, è un mercato di primaria importanza per i marchi di Mercedes e Ferrari, così come per tutti gli altri brand top dell’Automobile, soprattutto quelli maggiormente impegnati nel segmento Prestige (prestazioni e fascino top) nel quale Pirelli è leader nel mondo. Nessun mistero, quindi, sul perché gli esiti del Gran Premio in programma a Shanghai a metà aprile, oltre a catalizzare l’interesse degli sportivi cinesi attesi in massa all’autodromo e davanti alla televisione, rivesta un ruolo particolarmente importante e più ampio dello sport medesimo.

La Ferrari ha vinto quattro volte in Cina: nel 2004 del debutto a Shanghai, con Barrichello; nel 2006 con Michael Schumacher; nel 2007 con Raikkonen e nel 2013 con Alonso. Ora la prospettiva di una Ferrari altamente competitiva, dopo il dominio allo scorso GP in Bahrein, almeno fino all’errore in gara di Vettel e all’inconveniente tecnico di Leclerc, è credibile.

Il circuito di Shanghai è un alternarsi continuo di rettilinei, e quindi di velocità elevatissime, e di curve tutte diverse, tutte motivo di una sfida tecnica eccezionale. È proprio in curva che la Formula 1 attuale trova la sua massima prestazione. Sapendo di potere osare maggiormente in curva, grazie a una ancora maggiore aderenza dei pneumatici 2019 rinnovati nelle mescole e nella costruzione, i piloti possono spingere più a fondo. E i pneumatici Pirelli di quest’anno assicurano maggiore consistenza e durata consentendo al pilota di concentrarsi su un unico compito: spingere, attaccare, ritardare la frenata e anticipare l’apertura del gas.

A fine marzo in Bahrein era in pista la selezione più dura della gamma P Zero di pneumatici: mescola C1 per la White hard, C2 per la Yellow medium e C3 per la Red soft, i colori fissi per ogni gara. In Cina toccherà alla selezione intermedia: C2, C3 e C4 ripettivamente per la scelta più dura, media e più tenera.

La combinazione diversa potrebbe autorizzare equilibri tecnici diversi fra i maggiori contendenti per la vittoria. Altro elemento chiave saranno le condizioni meteo: 15 anni di Gran Premio raccontano di weekend di gara caldi e addirittura freddi, con una possibilità di pioggia che con le temperature più basse porta a un quadro tecnico di particolare complessità. Ma un dato è certo: così come già nei due anni passati le premesse sono per un GP di Cina velocissimo. Emozione e attesa massime, quindi. E se la lotta vedrà il Cavallino protagonista...

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