La Cina rivede rosso

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Fu rossa l’emozione degli oltre centomila in tribuna nel 2004, anno del debutto della Formula 1® in Cina. Vinse la Ferrari. Non quella di Michael Schumacher, avviato a conquistare quell’anno il quinto titolo iridato consecutivo in rosso, il settimo personale in totale; si impose quella del suo compagno Barrichello. Il Cavallino ha trionfato in Cina altre tre volte: nel 2006, e questa volta con Schumacher; nel 2007 con Raikkonen e nel 2013 con Alonso. Ora la prospettiva di una Ferrari almeno competitiva, dopo il trionfo nella prima gara stagionale in Australia a fine marzo, è tornata credibile. E l’attesa è massima.

  

Ma non è soltanto la Ferrari a contribuire a questa emozione. Il merito è anche di una Formula 1® tornata a essere combattuta, muscolare, grintosa. Tre secondi al giro più veloce dello scorso anno: questa l’accelerazione a cui la Formula 1® era chiamata in questa stagione 2017. Stagione di rivoluzione tecnica e sportiva, grazie a carichi aerodinamici aumentati di qualcosa fra il 20 e il 30% rispetto alla passata stagione e grazie anche ai pneumatici Pirelli allargati. Un aumento di dimensione importante: battistrada più largo del 25%, punta dell’iceberg di una progettazione assolutamente innovativa e di nuove mescole più performanti. Grazie a questa autentica rivoluzione tecnica, finalmente i piloti riescono aessere più aggressivi in pista. Possono attaccare di più, dando libero sfogo al loro istinto e sfoggiando una guida più aggressiva e muscolare, quindi regalando più emozioni.

Il cambiamento è stato evidente già alla prima gara: Melbourne, teatro il 26 marzo del primo round di campionato. Venerdì, prima sessione di prove in pista: miglior tempo di oltre cinque secondi più veloce rispetto al 2016. Qualifiche, sabato: meno un secondo e sette decimi. Giro più veloce in gara, domenica: quasi due secondi e mezzo più veloce. L’obiettivo insomma è stato raggiunto. La target letter stilata dal Potere Sportivo insieme ai teams e a Pirelli come obiettivo per quest’anno mirava a monoposto più veloci di cinque secondi al giro rispetto al 2015, riferimento iniziale allorché si iniziò a parlare di questa rivoluzione tecnica. Già il 2016 aveva portato un’accelerazione media di circa due secondi sull’anno precedente, quindi -nuovamente- obiettivo raggiunto. E il campionato è appena iniziato. In stagioni caratterizzate da una novità regolamentare tanto rilevante, storicamente la F1® regala progressi tecnici eccezionali quasi di gara in gara. Siamo, quindi, soltanto all’inizio. Prepariamoci quindi a un grande campionato, per il quale i pneumatici giocheranno un ruolo di grande livello.

La parte sportiva di questa analisi è ancora più interessante. I 5.451 metri del circuito di Shanghai sono un alternarsi continuo di rettilinei, e quindi di velocità elevatissime, e di curve tutte diverse, tutte motivo di una sfida tecnica eccezionale. È proprio in curva che la Formula 1® 2017 trova il suo massimo progresso. Sapendo di potere osare maggiormente in curva, di potere frenare ancora più al limite affidandosi a un carico aerodinamico aumentato e alla maggiore aderenza dei pneumatici, i piloti possono spingere più a fondo. E i pneumatici Pirelli di quest’anno assicurano maggiore consistenza e durata consentendo al pilota di concentrarsi su un unico compito: spingere, attaccare, ritardare la frenata e anticipare l’apertura del gas. Tutto questo in Australia si è visto con la selezione più morbida della gamma P Zero di pneumatici: Purple ultrasoft, Rosso supersoft e Giallo soft. In Cina scenderà in pista la selezione intermedia di gamma: supersoft, soft e media. Se con i pneumatici dispionibili a Melbourne la Ferrari era più a suo agio, la combinazione diversa di Shanghai potrebbe autorizzare equilibri tecnici diversi. Ma un dato è certo. Ci sono tutte le premesse per un GP di Cina velocissimo. E per un campionato super-combattuto.

Ed eccoci all’ultimo capitolo di questo racconto sulla rivoluzione 2017 in Formula 1®. Pochi ci avrebbero scommesso, ma la regina del primo weekend di questo Mondiale è stata la Ferrari. Non vinceva un Gran Premio da settembre 2015, sulle strade di Singapore. Anche in quella occasione la sua superiorità fu decretata da una migliore capacità di sfruttare al meglio, per quelle caratteristiche specifiche, i pneumatici Pirelli P Zero. A Melbourne è accaduto lo stesso. Sui nuovi pneumatici allargati della gamma P Zero F1® Sebastian Vettel e la sua Ferrari volavano. Le gomme hanno offerto il meglio di sé in ogni momento del weekend. Lo scontro con la Mercedes si è infiammato, promettendo un prosieguo di stagione che potrebbe portarci altre stupende giornate di velocità e di emozioni. Perché l’emozione in F1® aumenta in senso verticale quando la Ferrari torna protagonista. Quando il rosso torna a vincere. E il rosso, si sa, è uno dei colori storici di Pirelli...

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