Keep Austin weird…
e all’aroma Pirelli

Keep Austin weird… e all’aroma Pirelli 01

Tosaerba, Elvis, e polli
Lo slogan ufficioso della città è “keep Austin weird” – e a giudicare da una rapida occhiata ai negozi e agli edifici locali ci stanno riuscendo. Gli highlights includono la “Cathedral of Junk” – una massiccia struttura in periferia fatta di articoli essenziali come ruote di rosaerba rotti e vecchi apparecchi TV – così come il “museum of natural and artificial ephemerata”, dove tra gli articoli esposti appartenuti alle star ci sono una ciocca di capelli di Elvis e il mozzicone dell’ultima sigaretta fumata da Marilyn Monroe. 
La città vanta anche almeno sette imbalsamatori, oltre a un bar dove puoi giocare a “chicken shit bingo”. Le regole sono semplici: un pollo viene messo in una grossa gabbia che ha una serie di numeri scritti sul pavimento. Se il pollo la fa sui tuoi numeri, hai vinto. Gli imprenditori non sono arrivati dove sono copiando gli altri.
Come indiscussa capitale della cultura hipster nel Texas – troverete più camicie a scacchi qui che in una riunione di taglialegna – Austin vuole mantenere la sua vena individualistica.
Quindi quale posto migliore per ospitare il Gran Premio degli Stati Uniti? OK, le monoposto di F1 non saranno fatte a mano dalla buccia di quinoa da uomini con la barba di nome Ebenezer. Per ora. Ma in uno stato costruito sulla rigida dieta della NASCAR, la F1 punta decisamente sul non convenzionale.

Keep Austin weird… e all’aroma Pirelli 02

Le stelle e strisce di Pirelli
Quest’anno la gara di Austin ha un look speciale. È uno degli eventi in cui Pirelli è title sponsor, quindi la sua denominazione ufficiale è “Formula 1 2018 Pirelli United States Grand Prix”. Questo accordo di sponsorizzazione sottolinea l’importanza del mercato americano per Pirelli, che si concentra su pneumatici premium e prestige: la specialità della Casa italiana. E, ovviamente, questo focus sul prestigio è ciò che rende la Formula 1 così perfetta per Pirelli – ad Austin come in qualunque altro luogo. 
Aspettatevi quindi di vedere molto giallo e nero nel GP degli Stati Uniti, che quest’anno si correrà per la settima volta (incredibile, vero?) dal 19 al 21 ottobre. 
Il segno di quanto Pirelli sia legata alla Formula 1 è che l’azienda di Milano è sia sponsor sia partner tecnico, dando una prospettiva unica da entrambi i lati del “recinto sportivo”. Dopo tutto, il miglior modo per capire esattamente ciò che vuole uno sponsor dalla Formula 1 è diventare uno di loro. 

Keep Austin weird… e all’aroma Pirelli 03

Vivere in America
Pirelli e America hanno una lunga storia e un’enorme cultura automobilistica condivisa, che va da Hollywood (chi ricorda il film ‘Mission Zero’ con Uma Thurman del 2007?) ad Austin. Gli Stati Uniti sono anche sede del Pirelli World Challenge: tra i campionati che vedono il maggior numero di costruttori al mondo, da Acura a Porsche. Senza contare la Trans Am series (che risale al 1966), un altro nome americano associato a Pirelli: di nuovo sia come sponsor sia come partner esclusivo per i pneumatici. E non dimentichiamo che la primissima boutique P Zero World è stata aperta a Los Angeles. E dove se no?
Ecco perché la presenza di Pirelli nel Gran Premio degli Stati Uniti di quest’anno è così importante. Per festeggiare, ci sono delle attività speciali già pianificate per il weekend di ottobre: prossimamente vi daremo i dettagli. 
Ecco perché è importante “to keep Austin weird”, perché è una delle gare in calendario con la personalità più forte: oltre a essere un circuito davvero epico su cui correre. “È  cruciale che ci sia almeno un gran premio negli Stati Uniti; penso che ne servirebbe più di uno”, ha detto Lewis Hamilton lo scorso anno. “Più mostriamo lo sport alla gente, più lo seguiranno”.
Specie se, allo stesso tempo, si fanno una piccola fortuna grazie al tratto digerente di un pollo.

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