In pellegrinaggio al Tempio della Velocità

Show more images

Velocità e durata
Monza: per tutti ovviamente il ‘Tempio della Velocità’. In altre parole, un’arena in cui gladiatori solitari macchiati d’olio e di sudore hanno lottato col cronometro e contro i rivali da quando l’iconico circuito fu costruito, nel 1922; quasi un secolo di trionfi e delusioni. 
Ma, oltre a essere un tempio della velocità, Monza è anche un tempio dell’endurance. E quei gladiatori al volante non sempre sono solitari. Monza per tradizione ospita il primo round della Blancpain GT Series Endurance Cup, in cui tre piloti condividono la macchina in una maratona di tre ore. Tutto basato su strategia, tenacia, determinazione e fegato. A sorpresa, all’inizio dell’ultima ora della gara dello scorso anno, le prime due macchine erano divise da meno di 10 secondi – e a volte molto meno, come mostrarono più tardi nel parco chiuso le reciproche strisciate di vernice.
In qualifica, le prime 30 macchine erano racchiuse in un secondo. Solo perché la gara è chiamata ‘endurance’ non significa che i piloti non viaggino al massimo. 
In totale, sulla griglia di Monza ci saranno 11 costruttori e 53 macchine, che rappresenteranno uno splendido arazzo dei marchi più prestigiosi al mondo. Il successo produce successo, ovviamente: ecco perché molti di loro vogliono esserne parte. Ed ecco perché ci sono così tante supercar anche nel parcheggio di Monza.

Strategia in prima linea
I piloti hanno un approccio leggermente differente nella gara endurance di tre ore rispetto a quanto fanno nella sprint series. Devono pensare di più a conservare la macchina, ma questo non significa andare più piano. A Monza, è soprattutto questione di restare lontani dai temibili cordoli per le tre ore (ma va bene aggredirli in modo duro nel giro di qualifica, anche se ci sono opinioni divergenti sull’efficacia di questa tecnica). Il meteo ha sempre un ruolo cruciale: lo scorso anno era prevista pioggia che non si è mai materializzata, mentre per questo weekend le previsioni indicano asciutto e caldo. Il che potrebbe significare pioggia a catinelle. Prevedere il tempo a Monza è una scienza inesatta.
I team tendono a decidere in anticipo la strategia, ma sempre con un grado di flessibilità, per avvantaggiarsi delle circostanze mutevoli. Ovviamente devono decidere quando fermarsi, ma non devono preoccuparsi di quali pneumatici montare. C’è una sola mescola del Pirelli P Zero DHD per la Blancpain GT Series, adatta a tutte le macchine e a tutti i circuiti, giorno o notte, caldo o freddo. Le grandi decisioni sono spesso se fare o no un doppio stint, come sfruttare a livello tattico le safety car o le bandiere gialle, in quale ordine far correre i tre piloti, e in che modo o meno cercare di risparmiare carburante. La gara di Monza dovrebbe essere su due soste. Ma niente impedisce di tentare qualcosa di diverso. Ed è proprio questo l’affascinante richiamo delle gare GT.

Passato e presente
Monza ovviamente ha una grande tradizione in fatto di gare di durata. La 1000 chilometri di Monza è sempre stata una delle gare epiche del passato, accanto a monumenti come la 1000 chilometri del Nurburgring e la 24 Ore di Spa (il più grande impegno singolo di Pirelli nel motorsport attuale, con circa 13.000 pneumatici forniti solo per questa gara). 
Tra i vincitori del passato di gare endurance a Monza ci sono vere e proprie leggende: Gigi Villoresi, Peter Collins, Lorenzo Bandini, Jacky Ickx: e potremmo continuare…
Di conseguenza, i 159 piloti di questo weekend seguiranno la nobile tradizione delle gare GT su una pista che conserva un fascino senza pari per piloti e spettatori. Volete sapere cosa significa dall’abitacolo? Guardate questo video della Nissan GT3 GTR in azione al Tempio della Velocità:

Continua a leggere