Il più veloce o il meno veloce?

Il più veloce o il meno veloce?

Nel 2016 il circuito cittadino di Baku, teatro il 25 giugno dell’ottavo Gran Premio del Mondiale, regalò nel corso delle prove libere una velocità massima di 378 chilometri l’ora. Tantissima roba: dati più tipici di un circuito come Monza, dove storicamente si corre con il minore carico aerodinamico di tutto il campionato e dove quindi le velocità massima record sono super-favorite. Sarebbe logico attendersi, quindi, che anche in Azerbaijan questo primato cadrà con relativa facilità. Ma è una previsione tutta da verificare. 

La maggiore velocità media sul giro in questo 2017 dipende infatti dalle maggiori velocità in curva. L’aumentato carico aerodinamico delle monoposto e il maggiore grip meccanico in curva grazie ai nuovi pneumatici allargati del 25% portano infatti alla possibilità per il pilota di frenare dopo in entrata di curva e accelerare anticipatamente in uscita, con il risultato di abbreviare i tempi di percorrenza. Sull’altro versante tecnico, il maggiore ingombro aerodinamico frontale delle F1®, ancora una volta a seguito dell’aumento della larghezza dei pneumatici, penalizza leggermente le velocità massime rispetto al passato. Un dato non sempre evidente, poiché la resa complessiva del motore ibrido è quest’anno decisamente più elevata rispetto al 2016.   
 
A Baku quindi si potrebbe mettere in luce la situazione seguente: 20 curve (12 a sinistra, 8 a destra) ma nessuna o quasi veloce, ovvero dove lasciare andare la monoposto in accelerazione sulla garanzia della maggiore aderenza; un rettilineo di quasi due chilometri fino alla prima curva dopo i box, per un totale del 72% della distanza sul giro percorsa ad acceleratore spalancato. Situazione, quest’ultima, che quest’anno registra a volte qualche rallentamento rispetto a un anno fa, quando la penetrazione aerodinamica in rettilineo era superiore. 

Si avrebbe quindi l’ossimoro perfetto: velocità clamorose alla fine del lunghissimo rettilineo ma minore capacità di sviluppare velocità maggiori in curva. Un po’ il quadro tecnico già visto a fine maggio a Montecarlo. Anche fra i marciapiedi del Principato le curve sono quasi tutte a corto raggio, non un gran che per cercarvi maggiore velocità. Ma il record sul giro è caduto quest’anno di ben tre secondi e un decimo rispetto a un anno fa, con la pole position più rapida di quasi un secondo e mezzo. A Montecarlo, però, non c’è un punto davvero super-rapido come quello che si tocca al termine dei 2,11 km di rettilineo a tutto gas del circuito in Azerbaijan, e sul quale quest’anno la penalizzazione alle massime velocità dovuta alla maggiore sezione frontale delle monoposto potrebbe portare a un notevole passo indietro in quanto a velocità massima. 
    
Ma non dimentichiamo la potenza massima dei propulsori. Anche questo dato, così come il carico aerodinamico generale, risulta quest’anno decisamente aumentato rispetto allo scorso anno. Aspettiamoci che in Azerbaijan questo dato tecnico verrà sfruttato al massimo alla ricerca della massima velocità di punta possibile, come già accaduto in Canada a metà giugno. Con tutto quel tempo ad acceleratore spalancato, saranno soprattutto i cavalli, probabilmente, a fare la differenza. Consumo del carburante permettendo: in questo senso Baku è fra i circuiti più esigenti di tutto il Mondiale e un eccessivo sfruttamento della potenza massima potrebbe non consentire a tutti di portare a termine i 306,05 km di gara.

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