Il Gran Premio austriaco che fa scoprire un territorio incantato

Il Gran Premio austriaco che fa scoprire un territorio incantato

La passione per i motori e per la velocità a volte si nasconde molto bene, tra la natura e l’apparente tranquillità. È il caso di Spielberg, piccola cittadina nella regione della Stiria, il “cuore verde” dell’Austria con il 60% della superficie coperto da foreste e un altro 25% da prati, vigneti e pascoli. Ebbene, in questo spicchio di paradiso terrestre a inizio estate irrompe ogni anno il circus della Formula 1, con il suo seguito di appassionati. Un contrasto che trova una sintesi nel Red Bull Ring, un tracciato situato a oltre 600 metri sopra il livello del mare, nello scenario naturale più affascinante dell’intero campionato del mondo. 

D’altra parte anche la storia del Gran Premio d’Austria ha una genesi bucolica. Tutto iniziò infatti grazie a un gruppo locale di appassionati di corse automobilistiche che creò un semplice circuito a forma di L con coni e balle di fieno nella città di Zeltweg. La prima gara si svolse lì esattamente sessant’anni fa, a correre vetture sportive internazionali e a vincere Wolfgang von Trips su una Porsche. 

Il Gran Premio d’Austria è l’occasione per andare alla scoperta on the road della Stiria, un Land dove ampi spazi, aria fresca e uno spettacolare scenario alpino creano lo sfondo ideale per godere dei piaceri della guida sulle sinuose strade che si protendono verso i confini con Slovenia e Ungheria. Nelle vicinanze del circuito si può scegliere di arrivare fino alla torre d’avvistamento Tremmelberg, che offre una vista unica su tutta la zona, o andare in cerca di tranquillità al lago Ingeringsee, incorniciato tra le montagne, come in una favola. Un itinerario perfetto al volante è la cosiddetta Strada dei castelli: dal Riegersburg con il museo delle streghe al più romantico Kornberg, si tratta di perdersi in un piccolo viaggio nella storia e nell’architettura stiriana tra venti costruzioni medievali, alcune delle quali ancora abitate.

Allontanandosi poco di più da Spielberg, si può arrivare a Graz, una delle città medievali più incantevoli d’Europa, il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco. Ma dal momento che stiamo parlando di un itinerario per appassionati di motori, impossibile non ricordare che Graz è stata la città dov’è cresciuto e s’è formato Jochen Rindt, il primo campione del mondo di Formula 1 di passaporto austriaco e purtroppo anche l’unico a cui è stato assegnato un titolo postumo, nel 1970, dopo l’incidente mortale di Monza. Nato in Germania da madre austriaca, Jochen a soli due anni si trovò orfano a causa di un bombardamento e costretto ad andare a vivere con i nonni materni. Proprio per le strade di Graz, da bambino, cominciò a girare in monopattino di legno, per poi passare alla moto qualche anno dopo.

In contrapposizione all’altro grande pilota austriaco della storia, quel Niki Lauda che veniva da una ricca famiglia di banchieri viennesi, Rindt ha rappresentato l’anima più spericolata degli austriaci, quella nascosta dietro i bianchi ghiacciai, gli alpeggi fioriti e le romantiche vallate. Con la sua guida spettacolare, il suo equilibrismo sempre in controsterzo, ha aiutato l’Austria ad avere il suo Gran Premio (nel 1964 la prima gara ufficiale) e ha fatto innamorare della velocità una nazione intera. Le mucche, i torrenti cristallini, i catelli medievali e il rombo dei motori: l’Austria, anzi la Stiria è tutta qui. 

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