Il Bernie Ecclestone della GT Racing? Non proprio

In che modo un campionato ha evitato un arresto. Probabilmente…
Le gare GT sono il trend nel motorsport con la loro continua crescita in tutto il mondo, e un uomo ne ha supervisionato la maggior parte: Stephane Ratel.

Attraverso il suo SRO Motorsports Group, il francese organizza e promuove la Blancpain GT Series – la più importante serie GT d’Europa – oltre a diversi altri campionati e gare in tutto il mondo. Che vantano griglie numerose, il supporto di numerosi costruttori e un cast di piloti top. 

Il revival delle gare GT è un progetto di Ratel da 25 anni ma, come molte delle più belle storie, non era programmato.

“Da studente in California acquistavo e poi reimportavo sportscar in Europa”, ricorda. “In questo modo ho creato una rete di clienti e amici e un giorno ho avuto la folle idea di organizzare una cena a Parigi con una cannonball run fino a St Tropez. Eravamo giovani, era una pazzia e quando mi è stato chiesto di farlo di nuovo dissi ‘non è una buona idea, dovremmo farlo in pista. Sarà più sicuro e mi eviterà prima o poi di finire in prigione’.”

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Prime avventure
Il primo campionato di Ratel era nato: una serie monomarca con auto di un piccolo costruttore francese di nome Venturi, partita nel 1992. “fu un successo immediato”, dice Ratel. Un anno dopo, sette dei suoi clienti corsero alla 24 Ore di Le Mans, un impegno chiave per il ritorno delle vetture GT alla celebre gara. “Poi dissero: ‘cosa facciamo con le nostre macchine?’ e qualcuno aveva una Ferrari F40 e un altro una Porsche e io risposi: ‘mettiamole insieme e andiamo a correre’ ed ecco come tutto ebbe inizio”.

Il campionato di allora si ritrova in vari aspetti dell’attuale Blancpain GT Series. Ci furono problemi lungo il cammino, spesso legati ai costi crescenti che arrivarono quando i costruttori correvano uno contro l’altro, ma Ratel da questo imparò a stabilire le regole delle vantaggiose GT3 e GT4 che formano la base per la maggior parte delle gare GT attuali. 

“È stato un lavoro durato 25 anni con un impegno totale, la passione e la visione che ho sempre avuto che le macchine più belle, col miglior sound, più prestigiose al mondo dovessero avere un posto al massimo livello del motorsport”, dice. “Lo stiamo dimostrando grazie al Balance of Performance. Permettiamo a molte auto con diverse caratteristiche di correre insieme e di avere pari opportunità di vincere. Quel fattore ha contribuito a riunire i più prestigiosi brand”.

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Un obiettivo comune
La visione di Ratel è condivisa da Pirelli, che fornisce un numero incredibile di gare e campionati GT in tutto il mondo. “La collaborazione che abbiamo con Pirelli è essenziale, su due fronti”, dice. “Il primo è tecnico, per bilanciare e far correre così tante macchine differenti. Il secondo è che tra tutti i costruttori di pneumatici, Pirelli ha un’immagine unica. È di gran lunga l’azienda più glamour. Cosa perfetta per le corse GT. L’associazione di Pirelli con le gare GT è fondamentale ed essenziale”. 

Nessun dubbio che Ratel abbia rivitalizzato le gare GT in Europa. Adesso l’obiettivo è continuare a espanderle a livello globale. In Nord America c’è una partnership con il Pirelli World Challenge, mentre alla nuova Blancpain GT Series Asia “aspettiamo circa 25 macchine, che per una prima stagione è eccezionale”. Poi c’è l’Intercontinental GT Challenge, che Ratel spera avrà “cinque gare iconiche in cinque continenti”, con il programmato revival della 9 Ore di Kyalami in Sudafrica, il prossimo anno. Ma il lavoro non si limita a campionati regionali o nazionali: “Abbiamo una grande diversità, griglie numerose, una competizione incredibile”, sottolinea. “Adesso il prossimo obiettivo è portare più spettatori alle gare e aumentare la nostra presenza sui media”.

Un pilota che Ratel vorrebbe avere nel suo campionato è la leggenda della MotoGP Valentino Rossi, che ha fatto un test a Monza nel 2012. Ma il suo eroe è Alex Zanardi: “La prima volta che ha corso con una GT fu nel 1995 a Donington e sotto la pioggia sfiorò la vittoria”, ricorda il boss della Blancpain GT Series. “Dopo il suo terribile incidente è tornato a correre di nuovo nel GT. È un uomo fantastico e i suoi risultati sono così eccezionali, oltre ad avere una grande personalità”.

Ed è questa la Blancpain GT Series. Grandi risultati, con grandi piloti. Usando, possibilmente, i migliori pneumatici.

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