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I mondiali di Formula 1® più belli di sempre

I mondiali di Formula 1 più belli di sempre 01

Abbiamo scelto quelli che secondo noi sono i campionati top della storia iridata. Eccoli, ma con una precisazione: qui non vogliamo stilare la nostra sfilata dei campioni e dei motori più grandi del mondo; questo ranking premia le stagioni più emozionanti, incerte, elettrizzanti di sempre.

I mondiali di Formula 1 più belli di sempre 02

• Campionato mondiale di Formula 1® 1957: FANGIO METTE LA QUINTA
Quando inizia il Mondiale 1957, Juan Manuel Fangio ha quasi 46 anni. È già il re indiscusso: quattro mondiali conquistati nelle prime sette edizioni del campionato iridato, e passando dall’Alfa Romeo alla Mercedes e quindi alla Ferrari, ne fanno un monumento. Nel 1957 accetta la sfida della Maserati, con la quale aveva già corso alcuni GP nel 1954. La monoposto italiana è sotto attacco da parte dellla inglese Vanwall, nel cui staff tecnico figura il futuro genio Colin Chapman e che ha al volante il velocissimo Stirling Moss. Ma Fangio parte subito all’attacco. Vince a raffica in Argentina, a Montecarlo e in Francia. Lascia a Moss il successo in Gran Bretagna e torna a imporsi in Germania. Il finale di stagione è tutto per Moss, primo sul circuito di Pescara e a Monza. Ma Fangio conclude entrambe le volte secondo e si assicura il titolo numero cinque: un record che resterà imbattuto fino al 2003 targato Schumacher.

• Campionato mondiale di Formula 1® 1964: SURTEES IN VOLATA
Lotus con Jim Clark contro la BRM di Graham Hill: questa sembra essere il leit motiv del Mondiale 1964. Hill vince subito a Montecarlo ma quindi matura la tripletta di Clark che vince in Olanda, Belgio e Gran Bretagna, interrompendosi soltanto per lasciare alla Brabham di Gurney il successo in Francia. Ma a metà estate la Lotus accusa tre ritiri consecutivi e la Ferrari irrompe vincendo tre gare di fila: Germania con Surtees, Austria con Bandini e nuovamente Italia a Monza con Surtees. Torna al successo Graham Hill negli Stati Uniti ed ecco il gran finale in Messico. La BRM è fuori gioco già nei primi giri per una collisione con la Ferrari di Bandini. Clark accusa una perdita d’olio all’ultimo giro e il box Ferrari ha i riflessi prontissimi ordinando a Bandini di farsi superare dal compagno Surtees, che conquista il secondo posto alle spalle del vincitore Gurney e agguanta il titolo con un solo punto di vantaggio su Graham Hill.

• Campionato mondiale di Formula 1® 1965: MONOCOLORE CLARK 
Clark e la Lotus iniziano il Mondiale successivo con un unico obiettivo: vendicare lo smacco patito l’anno precedente con il mondiale perduto per un guasto all’ultimo giro stagionale. È questo il campionato che forse riflette più di ogni altro la perfetta simbiosi fra un costruttore e il suo pilota. Colin Chapman, genio tecnico assoluto, ha costruito la Lotus letteralmente sulle misure di Clark. Il loro ruolino di marcia è impressionante. Dal debutto stagionale in Sudafrica al GP Germania in agosto vincono tutte le gare eccetto una: il GP Monaco che disertano perché vanno negli Stati Uniti a vincere la 500 Miglia di Indianapolis. Basta questo cammino elettrizzante per assicurare a Clark il secondo titolo dopo quello del 1963. Un decimo posto a Monza e due ritiri negli USA e in Messico non inficiano il suo trionfo       

• Campionato mondiale di Formula 1® 1970: L’UNICO TITOLO POSTUMO
Di nuovo Lotus contro Ferrari. Il team inglese punta sul tedesco (ma con licenza austriaca) Jochen Rindt: pilota istintivo, velocissimo. Dopo le vittorie iniziali di Jack Brabham e Jackie Stewart, cinque successi fra la terza e l’ottava gara lo proiettano in vetta al Mondiale. In Austria rialza la testa la Ferrari, che si impone con Jacky Ickx. A Monza il colpo di scena di stagione: Rindt esce di strada alla Parabolica e trova la morte in un incidente terribile. Vince di nuovo la scuderia Ferrari, ma con il giovane Clay Regazzoni, non con Ickx che arruiva secondo e si impone quindi nel Gran Premio successivo, in Canada, e in quello finale in Messico. Questo bottino di punti non gli basta però per raggiungere in vetta al mondiale Jochen Rindt, che diventerà l’unico campione iridato postumo della storia dei Gran Premi.  

• Campionato mondiale di Formula 1® 1976: DECIDONO IL FUOCO E UN DILUVIO
Il Mondiale 1976 inizia così come si era concluso quello precedente: con il dominio della Ferrari di Niki Lauda, fresco campione in carica. Dopo i risultati dei primi sei GP Lauda sembra imprendibile grazie alle quattro vittorie conquistate in Brasile, Sudafrica, Belgio e a Montecarlo. Hunt, vittorioso soltanto in Spagna (e peraltro con vittoria attribuita dopo pronunciamento del tribunale sportivo, a metà estate) è velocissimo in prova con la sua McLaren ma le sue speranze iridate sembrano spente. La stagione procede nel segno del sempre più evidente recupero tecnico McLaren. In Gran Bretagna, a metà luglio, Hunt vince una tribolata gara con due partenze e mille contestazioni regolamentari; ma a settembre il successo gli verrà tolto, nuovamente da un tribunale, e dato a Lauda che era arrivato secondo. Ma la svolta avvene in Germania. Domenica 1 agosto: a causa di un terribile schianto la Ferrari di Lauda rimbalza in pista, viene travolta da altre auto e prende fuoco. Il pilota riporta bruciature gravi ma soprattutto un’intossicazione polmonare che lo costringerà a quasi venti giorni d’ospedale e a saltare anche le due gare successive, per poi rientrare a Monza a inizio settembre. Nel frattempo Hunt si è rifatto sotto: ha vinto in Germania e Olanda; nel finale  extra-europeo si ripete in Stati Uniti e Canada, per presentarsi allo scontro finale in Giappone con il titolo alla sua portata. Ma la domenica il circuito del Fuji è allagato da un diluvio. Si discute lungamente se prendere il via o no; quindi la corsa parte e Lauda decide per il ritiro dopo un paio di giri. Hunt, quarto sul traguardo, conquista il mondiale per un solo punto. E il campionato passa agli archivi come il più emozionante e drammatico della storia dei GP.     

• Campionato mondiale di Formula 1® 1984: LAUDA TRI-CAMPIONE ALL’ULTIMO ASSALTO
Un altro anno nel segno di Niki Lauda. Non più in Ferrari: sulla McLaren, con la quale è rientrato nelle corse nel 1982 dopo che si era ritirato a fine 1979 dopo due titoli con la Ferrari e due stagioni di quasi anonimato con la Brabham. Suo compagno in McLaren è Alain Prost. La vettura monopolizza il campionato e i due si dividono quasi totalmente i successi. All’ultima gara, il primo GP del Portogallo, Lauda può permettersi di fare vincere Prost, a patto di portare a casa il secondo posto che sarebbe garanzia matematica del titolo. Finisce proprio così: Prost vince il GP all’Estoril e Lauda conclude secondo facendo suo il terzo titolo personale con solo mezzo punto di vantaggio su Prost.

• Campionato mondiale di Formula 1® 1987: MANSELL INFIAMMA, PIQUET VINCE
Il 1987 vive nel quasi monocolore Williams-Honda. È la monoposto da battere: presto la stagione si trasforma in un duello in famiglia fra Nigel Mansell e Nelson Piquet. Mansell è reduce dalla tremenda delusione all’ultimo GP 1986, in Australia, quando lo scoppio di un pneumatico gli aveva rubato il titolo porgendolo su un poiatto d’argento a Prost su McLaren. Nel 1987 la rivalità fra i due piloti Williams tocca l’apice, con attacchi anche di tipo personale. Indimenticabile resta una vittoria di Mansell a Silverstone, al termine di una rimonta pazzesca su Piquet cui toglie la leadership con un sorpasso destinato a restare nella storia. Quando si arriva in Giapppone, penultima gara stagionale, Mansell insegue in classifica e deve vincere. Ma un incidente nelle prove del venerdì gli frattura una vertebra; ospedale, rientro forzato in Europa e titolo consegnato al compagno-rivale che diventa campione per la terza volta dopo i due titoli con la Brabham.

• Campionato mondiale di Formula 1® 1989: DUE NEMICI IN McLAREN
Altra stagione di monocolore: a parte pochi acuti della Ferrari, la McLaren è la monoposto da battere. Prost e Senna si dividono quasi equamente i successi, nel segno di un campionato di veleni reciproci, non soltanto sul piano sportivo. In Giappone Prost è al comando ma Senna rimonta furiosamente. Quando raggiunge il rivale, Ayrton tenta un sorpasso disperato alla ‘esse’ prima dei box. Risultato: le due McLaren si agganciano. Prost scende subito e si ritira. Senna riparte e rimonta nuovamente fino a vincere. Ma verrà squalificato per procedura di ripartenza irregolare, con conseguente consegna a Prost del terzo titolo personale. E soprattutto aprendo una ferita personale che Senna sanerà un anno esatto più tardi, proprio in Giappone, tamponando volutamente subito dopo il via la Ferrari di Prost con il quale si stava giocando un nuovo finale di stagione incandescente. E conquistando così il secondo dei suoi tre titoli iridati.

• Campionato mondiale di Formula 1® 2008: IL DILUVIO BRASILIANO BLOCCA MASSA
La Ferrari è campione in carica grazie al titolo 2007 di Raikkonen ma nel 2008 il suo pilota di punta è Felipe Massa. Il duello iridato è contro la McLaren di Lewis Hamilton. Si arriva all’ultima gara, in Brasile, con Massa scatenato e imprendibile verso la vittoria. Taglia per primo il traguardo e al box Ferrari esplodono i festeggiamenti. Ma proprio nelle ultime curve, sotto le raffiche sempre più forti di pioggia, alcune monoposto non ce la fanno quasi a stare in pista. Fra queste, la Toyota di Timo Glock che all’ultimo giro, nell’ultimo curvone in salita verso la bandiera a scacchi, deve cedere il passo alla McLaren di Hamilton che per poche centinaia di metri agguanta il quinto posto e i punti necessari per scavalcare Massa in testa al mondiale. Di un solo punto...

• Campionato mondiale di Formula 1® 2012: UN TITOLO... CONTROMANO
Rivali della stagione 2012 sono Sebastian Vettel con la sua Red Bull e Fernando Alonso al volante della Ferrari. Il tedesco è reduce dalla doppietta iridata 2010-2011. Lo spagnolo è al terzo anno in Ferrari e ha perduto il titolo due anni prima a favore di Vettel a seguito di un errore di gestione del muretto del Cavallino nella gara finale ad Abu Dhabi. La prima parte di campionato sembra premiare il ferrarista, forte di tre vittorie e parecchi piazzamenti prima del Belgio che a fine agosto lo vede ritirarsi dopo essere stato speronato da dietro al via dalla Lotus di Romain Grosjean. L’autunno vede i quattro successi di fila di Vettel: Singapore, Giappone, Corea e India. Si arriva quindi allo scontro finale all’ultima gara, in Brasile. Subito il via la Red Bull si gira e lascia Vettel fermo in mezzo alla pista in senso contrario: Sebastian, vedendo tutti arrivargli contro, ha la freddezza di non muoversi e tutti lo sfilano senza toccarlo. Dopo di che inizia la rimonta che lo porterà al sesto posto, battendo per il titolo Alonso.

• Campionato mondiale di Formula 1® 2016: ROSBERG CAMPIONE ZEN
Anche il 2016 è una stagione monocolore: la terza di fila per il team Mercedes. Lewis Hamilton e Nico Rosberg si spartiscono quasi matematicamente pole position e vittorie, arrivando a giocarsi il titolo nell’ultima gara di calendario, ad Abu Dhabi. Rosberg sa di lottare contro un avversario probabilmente più veloce di lui e si concentra su una stagione di grande consistenza e autocontrollo. Non manca però di sferrare qualche attacco ad Hamilton: in Spagna, ad esempio, lo supera al via e resiste al tentativo di sorpasso dopo poche curve, con il risultato della collisione che spedisce entrambe le Mercedes fuori gara. In Malesia cede il motore di Hamilton avviato verso una vittoria ormai sicura. Si arriva così a quattro gare dalla fine con Rosberg sicuro di conquistare il titolo a patto di conquistare tre secondi e un terzo, che lo metteranno al riparo anche in caso di quattro vittoria finale del compagno. Finisce proprio così. Ad Abu Dhabi, ultimo GP dell’anno, Rosberg punta al secondo posto e fa suo il titolo. Decidendo poi, appena 24 ore dopo, di ritirarsi dalle corse. Ma questa è un’altra storia... 

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