I 10 migliori circuiti cittadini al mondo

I 10 migliori circuiti cittadini al mondo 01

Monaco
Il nonno di tutti i circuiti cittadini è ovviamente Monaco: che si corre quasi letteralmente dal 1929. La pista è stata ideata da Antony Noghes, che – anziché essere sezionato, come succederebbe se avesse creato oggi un simile concept – viene commemorato con l’ultima curva della pista che porta il suo nome. Purtroppo, viene spesso dimenticata rispetto ad altre classiche, come il tornante del Loews (che richiede che le monoposto abbiamo uno sterzo speciale) o quella che adesso è la chicane del porto, dove Alberto Ascari ebbe l’incidente nel 1955 e finì in acqua, incredibilmente senza serie conseguenze. 

I 10 migliori circuiti cittadini al mondo 02

Macao
Non è una coincidenza che la lista dei vincitori di Macao includa nomi come Ayrton Senna e Michael Schumacher. Non ci sono molti posti che facciano sembrare facile Monaco, ma Macao è tra questi. I 6,12 chilometri della pista che si snoda lungo l’ex-colonia portoghese non perdona, quasi come l’Inquisizione spagnola, grazie a un cocktail insidioso di velocità, superficie scivolosa e barriere vicinissime alla pista, oggetti immobili per contenere forze irresistibili. Probabilmente è il circuito cittadino più epico in uso, dove si può sbagliare abbastanza velocemente…

Pau
E di nuovo, abbiamo un esempio della Formula 3 che tiene per sé i migliori circuiti cittadini – e pensavamo che la F1 fosse la massima espressione del motorsport mondiale! Ma la natura più compatta delle monoposto di F3 tende a renderle più capaci di infilarsi nell’ago di luoghi epici come Pau. Il circuito nel sud della Francia, dove in passato ha vinto uno come Fangio, ha un po’ di tutto: rettilinei, un tornante e alcuni dossi – nel centro di quella che probabilmente è la  città più bella che ospiti una gara. 

Madonie
Tecnicamente parlando, il Circuito delle Madonie, lungo 72 chilometri, meglio noto come sede della Targa Florio, è un circuito stradale. Sì, quelle strade attraversano montagne e paesi in un loop terrificante della Sicilia, ma sono comunque strade. Probabilmente si tratta del circuito più pericoloso mai pensato, che richiede quel genere di coraggio insensato stile corrida, quindi non sorprende che sia stato bandito nel 1977. Ma, essendo un circuito stradale, la pista esiste tuttora – e alcune strade sono ancora usate oggi per il Rally Targa Florio, che dà l’idea di quello che dovesse essere la Targa originaria, senza la follia sfrenata.

Long Beach
Ci sono altri circuiti dove una nave da crociera è parte essenziale del background? A Long Beach, la maestosa Queen Mary presidia l’azione, essendo stata trasformata in un hotel galleggiante dopo il suo arrivo nel 1967. Meno di 10 anni dopo, arrivò anche la Formula 1, nel 1976. La pista era unica, con una serie di curve a 90 gradi e un lungo rettilineo che portava a un ampio tornante.  La sua carriera con la Formula 1 finì nel 1983 con un record notevole: in un’era in cui abbondavano i motori turbo con tutti i loro cavalli, una F1 turbo non vinse mai a Long Beach. 

Vila Real
Sir Stirling Moss descrisse Vila Real in Portogallo come una delle sue piste preferite – e chi può metterlo in dubbio? Vila Real è una folle corsa stile rollercoaster attraverso la città nell’Algarve che porta lo stesso nome, che nel suo layout originario includeva uno stretto ponte su un precipizio vertiginoso. La pista è ancora usata per il World Touring Car Championship, anche se il ponte è sparito. Ma il circuito attuale conserva lo spirito delle origini, con salite cieche, quasi nessuna via di fuga e delle curve da panico – una specie di Nordschleife cittadina. 

Las Vegas
A riprova che l’America è grande in tutto quello che fa, si correva un Gran Premio di Formula 1 in un parcheggio. Ma non uno qualsiasi: quello del Caesar’s Palace, per il Las Vegas Grand Prix che ebbe vita breve, dal 1981 al 1982. Dato che non c’erano piste permanenti a Las Vegas (in effetti nemmeno in tutto il Nevada) venne realizzato un tracciato usando barriere in cemento: una specie di circuito da go-kart di grandi dimensioni. I piloti dicevano che la pista confondeva un po’, dato che non c’era una visibilità decente della curva successiva. Ma Nelson Piquet ha dei bei ricordi – lì vinse il Titolo 1981 – e segna anche l’ultima vittoria dello storico team Tyrrell, che trionfò con Michele Alboreto nel 1982. Quell’anno, fu Diana Ross a consegnare i trofei.

Birmingham
Siamo giusti: in fatto di carisma e cachet, non ha lo stesso valore di posti come ‘Monza’, ‘Indy’, o ‘Daytona’. Ma Birmingham ha ospitato quattro brillanti e movimentate gare dal 1986 al 1989, note come Birmingham Super Prix. La pista era un esempio folle di ciò che è possibile fare quando c’è voglia di correre su strada. Qualcuno sta forse pensando al London Grand Prix? 

Montjuich Park
È stata la sede del Gran Premio di Spagna dal 1968, alternandosi con Jarama fino al 1975, quando fu cancellato per motivi di sicurezza. A dire il vero era sicuro come giocare con frammenti di vetro, ma come circuito era spettacolare, snodandosi nel parco che avrebbe ospitato i Giochi Olimpici di Barcellona nel 1992. Il Montjuich fu caratterizzato da controversie: in un’occasione i piloti fecero sciopero per via delle barriere di cemento che non erano state fissate a dovere. Alla fine i meccanici di tutti i team andarono lungo i 3,79 chilometri della pista e fecero il lavoro. Un altro fatto insolito fu nel gran premio del 1975 al Montjuich: unica gara in cui una donna fece dei punti in F1, Lella Lombardi.

Adelaide
Nota come la migliore pista australiana ad aver ospitato la Formula 1, Adelaide ha sempre regalato azione. Uno dei momenti più noti fu nel 1986, quando Nigel Mansell ebbe uno spettacolare scoppio della posteriore sinistra a 19 giri dalla fine, perdendo il Titolo. Correndo in un parco con un lunghissimo rettilineo, ad Adelaide è sempre stato difficile trovare il rimo, dato che c’era letteralmente un po’ di tutto. La superficie irregolare aumentava la sfida, ma tutta la città era in fermento – rendendola una delle gare preferite dai piloti. 

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