Gt series Barcellona – Nel cuore nascosto della Catalogna

Gt series Barcellona – Nel cuore nascosto della Catalogna 01

È come con le automobili, a volte la bellezza più profonda è nascosta, ama farsi scoprire. La carrozzeria sfavillante attira e seduce con maggiore facilità, ma la perfezione meccanica di un motore sa far innamorare i veri intenditori. Per la Catalogna è lo stesso: il fascino di Barcellona è ormai pienamente svelato al mondo, il turismo ha preso possesso della città così come della costa, con milioni di persone ad affollare le spiagge, a riempire le strade. Intendiamoci, la città di Mirò e Picasso rimane una perla da vivere per un weekend e anche più. Ma la decima e ultima tappa della Blancpain Gt Series che si corre sul circuito di Catalogna può essere l’occasione perfetta per andare all’esplorazione della zona interna della regione, meno nota ma non per questo meno ospitale rispetto a Barcellona, e dove sono ancora più radicati l’identità e lo spirito di indipendenza (indipendenza culturale prima ancora che politica). Girare lontano dal glamour – dalle alture dei Pirenei ai vulcani della Garrotxa, dai ponti medievali al mare della Tarragona – permette di capire meglio lo spirito della Catalogna, un’austerità lontana dai barocchismi andalusi e castigliani, mediterranea ma allo stesso tempo nordica. 

Un possibile itinerario può partire dalla zona di Girona, a nord di Barcellona, non lontano dal circuito dove correranno le Gran Turismo gommate Pirelli. A pochi chilometri dal confine con la Francia, questa città merita una sosta per il delizioso centro, per i suoi vicoli o lungo le rive del fiume, dove c’è anche un ponte di Gustave Eiffel. Ma l’elemento più caratteristico è senz’altro la camminata nelle mura medievali, verso la cattedrale, un sistema difensivo così ben conservato da aver ospitato il set del Trono di Spade.

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Spostandosi ancora un po’ verso l’interno, la zona della Garrotxa, come tutte le aree vulcaniche, cela segreti ricchi di fascino. Alle porte della regione vale la pena fermarsi a Besalú, piccolo centro dominato da un ponte medievale e che conserva al suo interno i segni di un ghetto ebraico, oltre che i lasciti dei romani, dal momento che nell'antica Roma passava di qui la via Annia, traversa della via Augusta. Dopo Besalù si prosegue per Olot, capoluogo della Garrotxa, dove si trova il Museu dels Volcans che racconta senza pedanteria le peculiarità geologiche della zona. Percorso qualche tornante si giunge quindi a Santa Pau, un gioiello del medioevo catalano immerso nella quiete (e famoso per i magnifici “fesols”, i fagioli cucinati in tutte le salse). 

Puntando verso i Pirenei, è quasi d’obbligo una deviazione per Ripoll, la capitale spirituale della regione. Nel monastero benedettino, fondato nell’880 d.C. e che domina la piazza principale del paese, sono conservate le spoglie di Goffredo il Villoso, fondatore medievale del cattolicesimo catalano. La tappa successiva in questo viaggio nel cuore della Catalogna è a Reus, cento chilometri a sud ovest della capitale catalana, vicino al mare di Tarragona. Questa è la città natale di Antoni Gaudí, dove un museo interattivo racconta ed esalta il genio dell’artista. Per chi vuole poi, c’è anche un percorso, la “Strada di Gaudí” che dalla casa natale porta alla scoperta di tutti i luoghi significativi nella vita dell’architett. Qui, oltre a quello di Gaudí, ha preso piede un altro culto, quello del vermut, il liquore a base di erbe inventato da Carpano a Torino alla fine del Settecento e che da alcuni anni ha invaso tutta la Catalogna, diventando di gran moda. A dimostrazione che anche le identità più forti come quella catalana si lasciano contaminare da elementi esterni, in maniera a volte imponderabile. Da Torino al cuore della Catalogna, una connessione inaspettata e per questo ancora più.

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