Girare il mondo
in cerca di successi

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La vita condivisa con una scuderia di auto da corsa viene scandita da ritmi collettivi, e le stagioni diventano lunghe quanto i campionati: è la vita di una famiglia allargata. La famiglia di Kessel Racing è composta da circa sessanta persone, contando le figure che ricoprono ruoli molto diversi tra loro, dai cuochi che seguono il team per cucinare ai piloti, dagli ingegneri ai meccanici. Secondo Ronnie Kessel, che guida l’azienda Kessel Auto, la vita a stretto contatto con i membri della scuderia - il muoversi in gruppo come se si vivesse all’interno di un piccolo popolo - può essere assimilata “alla vita di un circo”. Si gira il mondo tutti insieme, duecentocinquanta giorni l’anno, e ci si ritrova in luoghi diversi, negli oltre quaranta circuiti internazionali, dove si condividono attese, a volte l’euforia del podio e altre volte l’amarezza degli insuccessi. 

“Ci muoviamo con otto camion, di cui quattro per il trasporto delle vetture. Se non ci fosse un’amicizia che lega tutto il team, se non fossimo cioè prima amici e poi colleghi, sarebbe impossibile trascorrere tutto questo tempo insieme”, racconta Ronnie. 

Kessel Auto appare effettivamente come una squadra compatta e molto affiatata, in particolare per quello che riguarda il settore dedicato alle corse su pista, Kessel Racing, che partecipa con i suoi piloti ai campionati come il Blancpain GT Series, il Ferrari Challenge (il campionato monomarca Ferrari con scuderie di diversi paesi, dove Kessel partecipa avendo a disposizione fino a sette macchine - tutte 488 Challenge), la 24 ore di Le Mans o il GT Sports Club Championship Driver. Da quando Loris Kessel ha avviato la scuderia, Kessel Racing corre con le GT di Ferrari sia GT3 che Challenge.   

Il rapporto tra Kessel e Ferrari va avanti da molti anni - da quando il padre di Ronnie fondò la squadra Loris Kessel Racing Team e conquistò i primi titoli nel Ferrari Challenge Serie Europa - con risultati sempre più soddisfacenti e tantissime vittorie. La sintonia e la collaborazione tra Kessel Ferrari, a parte i successi in pista, dà risultati ottimi anche per il settore del restauro e della compravendita delle vecchie auto Ferrari. Si può dire che ormai, dopo tanti anni, sia diventato uno di quei sodalizi tra brand, tipici all’interno del mondo delle corse, che li rende icone perfettamente abbinate. 

“Se un bambino si mette a disegnare una macchina molto probabilmente la colorerà di rosso, avendo in mente una Ferrari”, spiega Ronnie. La passione di Ronnie per tutto l’universo che orbita intorno al Cavallino è strettamente intrecciata al suo amore per le corse automobilistiche, anzi forse le due passioni sono addirittura sovrapponibili. Nell’attenzione e nell’esaltazione per le Ferrari, Ronnie si identifica con un fan che ama una rockstar da quando è adolescente e che più passa il tempo più si sente legato a quella voce e a quelle melodie, un legame impossibile da abbandonare negli anni e che anzi nella vita adulta diventa sempre più solido e maturo. La parola Ferrari evoca a Ronnie una vasta gamma di emozioni e suggestioni - sia legate alla vita privata che a quella professionale - così come lo scalda l’evocazione della parola Pirelli. “Se penso a Pirelli, per esempio, mi viene in mente la prima foto di mio padre da giovane, quando non era ancora un pilota [Loris Kessel culminerà la sua carriera di pilota gareggiando nella Formula 1, ndr], e faceva l’agricoltore. In quella foto mio padre è seduto all’interno di un cartone che conteneva bottiglie di vino e per simulare una macchina da corsa sistemò intorno quattro gomme: quelle gomme erano Pirelli. Così come nel mio primo Ferrari Challenge a cui ho partecipato, l’auto che guidavo montava pneumatici Pirelli”. Per Ronnie, il marchio Ferrari e quello Pirelli esistono da sempre, fanno parte dei simboli che lo hanno accompagnato fin dall’infanzia e che continuano ad aspettarlo ogni giorno, in ogni sua attività: tra gare e auto restaurate fanno parte del paesaggio in cui si muove la sua quotidianità.

Tra le gare che si svolgono su pista, non manca il contatto con l’altro settore di Kessel, quello che si dedica alle auto storiche: anche con le Classiche infatti i piloti si sfidano sull’asfalto rievocando la storia di quelle gare. In questa categoria, la scuderia Kessel ha vinto, soltanto nel 2016, sia il Rally di Montecarlo che il GP di Formula 1 storico a Montecarlo. 

Sempre nel 2016, Kessel Racing ha vinto i 303 giri della 12 Ore Gulf di Abu Dhabi con una Ferrari 488 GT3, circuito in cui aveva vinto già l’anno precedente. Entro la fine del 2017 il team Kessel - la famiglia allargata, il “circo” in perenne viaggio - si è dato appuntamento ad Abu Dhabi per disputare per la settima volta la gara e cercare di mantenere il titolo. Sarà che in tutto il mondo le piste nere di asfalto sono infinite, ma ogni successo è indimenticabile.

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